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Agnese Codignola

giornalista scientifica

Adesso la pizza la fa il robot: i ricercatori che insegnano alle macchine a lavorare gli impasti

Realizzare un impasto come quello per la pizza o il pane sembra un compito semplice, dato che gli esseri umani lo fanno da millenni. Ma se si vuole che a svolgerlo sia un robot, la situazione cambia radicalmente, perché in realtà impastare fino a formare una massa più o meno sferica, poi stenderla e metterla nella teglia sono un insieme …

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I sussidi pubblici per frutta e verdura potrebbero aumentare il consumo fino al 15%

frutta verdura mercato

Sostenere con appositi sussidi pubblici il consumo di frutta e verdura a scapito di prodotti meno sani equivale a investire sulla salute dei cittadini. Dunque andrebbe fatto, anche se i costi non sono irrilevanti. Gli alimenti vegetali subiscono infatti molto più di altri prodotti le distorsioni del mercato, e il costo finale risente in media di un sovrapprezzo del 40%, …

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Sicurezza in cucina: quando si prepara il pollo attenzione all’igiene di mani e superfici

Anche se è un’abitudine piuttosto diffusa, lavare il pollo crudo prima di cucinarlo non è una buona idea: meglio concentrarsi sulla cottura che, se completa, assicura l’eliminazione dei batteri. E, soprattutto, sul lavaggio delle mani e degli utensili, che veicolano infezioni in modo straordinariamente efficiente. Che l’attenzione vada spostata sul lavaggio di cosa entra in contatto con la carne cruda piuttosto …

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È in arrivo un micro-transponder digitale per tracciare le forme di Parmigiano Reggiano

parmigiano formaggio

Che cosa succede quando una tecnologia che sembra arrivare da un film di fantascienza viene applicata alla tradizione consolidata di uno dei formaggi italiani più noti al mondo? Grazie alla blockchain e a un micro-transponder digitale in silicio aggiunto alla placca di caseina utilizzata come indicatore di autenticità, la tracciabilità del Parmigiano Reggiano potrebbe fare un ulteriore passo avanti. Finora, …

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Sugar tax, le tasse sulle bevande zuccherate in Europa. L’Oms fa il punto della situazione

Glass with different kinds of sugar on color background

La sugar tax imposta sulle bevande zuccherate (talvolta anche su quelle in cui lo zucchero è naturalmente presente e su quelle con dolcificanti artificiali) aiuta a ridurre il consumo dei prodotti con elevate quantità di zuccheri e che per questo sono considerati tra i principali responsabili dell’aumento del peso e dell’obesità. L’efficacia della sugar tax è stata ormai dimostrata da studi condotti in diverse …

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Come far lievitare una pizza senza lievito? L’originale esperimento dei ricercatori napoletani

Per avere una pizza soffice senza ricorrere al lievito, la ricetta dei fisici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II è semplice: basta insufflare aria nelle giuste condizioni di temperatura e pressione per dieci minuti. Imitare cioè quello che fanno i lieviti in un solo passaggio, senza bisogno di aspettare ore. La tecnologia per farlo, che si può realizzare facilmente, …

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I supermercati possono spingere i consumatori a comprare alimenti più salutari? Una ricerca inglese dice sì

Lady pushing a shopping cart in the supermarket. supermercati

Tra le possibili strategie in studio per ridurre il consumo di alimenti poco sani associati all’aumento di peso, c’è quella che si basa sul loro posizionamento nei punti vendita. Il primo punto è non posizionare in prossimità della casse prodotti che attraggono l’attenzione dei più piccoli ma dislocarli in scaffali lungo i corridoi meno  visibili agli occhi di un osservatore …

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Largo ai dolcificanti vegetali: viaggio tra le nuove proposte di sostituti dello zucchero

Sugar-replacing tablets spoon on orange and red background

Il panorama dei dolcificanti sostitutivi dello zucchero si amplia, grazie a nuove molecole per lo più di origine vegetale, ma lavorate secondo le tecnologie più avanzate, pronte sbarcare nei mercati di tutto il mondo. Tra le più interessanti, secondo FoodNavigator, ci sono le taumatine 1 e 2, derivanti dalla pianta tropicale Thaumatococcus danielli, che l’azienda Conagen ha annunciato di essere pronta a …

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Anche gli omega-3 vegetali di noci e semi di lino sono benefici per la salute del cuore

Gli omega-3 sono sempre più pubblicizzati e desiderati dai consumatori per i loro effetti sulla salute, alcuni dei quali reali, altri non dimostrati, e frutto più che altro delle campagne di marketing. Ma questa moda alimenta la filiera dell’allevamento del salmone, ricco di questi acidi grassi, che ha costi ambientali devastanti. Per tale motivo bisognerebbe far conoscere e utilizzare anche …

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Gli europei sono sempre più flexitariani. Cresce l’interesse per le alternative vegetali

avocado burger con

Che cosa pensano gli europei del consumo di carne, pesce e latte? Sono disposti a sostituirli con alternative vegetali? A queste e a numerose altre domande risponde un report realizzato da ProVeg International insieme con Innova Market Insights, l’Università di Copenaghen e l’Università di Ghent, nell’ambito del programma europeo Smart Protein. Nel corso dell’indagine sono state intervistate oltre 7.500 persone di dieci paesi …

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Latte artificiale e prevenzione allergie: mancano le prove scientifiche ma il marketing non si ferma

biberon misurino latte in polvere

Le grandi multinazionali del cibo, a cominciare da Nestlé e Danone, continuano a pubblicizzare il latte artificiale idrolizzato per la prevenzione delle allergie nei bambini con meno di sei mesi di età. Tutto ciò accade sebbene non ci siano prove scientifiche convincenti a supporto e anche se diversi paesi hanno vietato o fortemente limitato questo tipo di marketing. Le aziende, …

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Come si comportano i ristoranti quando la Guida Michelin arriva in città? Il caso di Washington

Igiene degli alimenti:   Accettare solo alimenti senza difetti. I microorganismi o i parassiti possono entrare nel magazzino mediante gli alimenti con una confezione  contaminata o danneggiata. Controllare che la confezione e la qualità della merce fornita siano impeccabili e anche il cibo refrigerato o congelato sia conservato in contenitori adatti e che sia rispettata la temperatura durante il trasporto . I microorganismi possono essere trasmessi  tramite alimenti o utensili da lavoro sporchi, contaminati da microbi. Per questo bisogna conservare gli alimenti crudi da quelli cotti in contenitori separati completamente coperti. Anche le stoviglie usate possono essere contaminate.  Non utilizzare gli stessi utensili da cucina per la preparazione di cibi crudi e cotti senza averli prima puliti accuratamente. Conservare al fresco e consumare velocemente gli alimenti più facilmente deperibili. Molti microorganismi si moltiplicano velocemente a temperatura ambiente. Nel caso di alcuni tipi di batteri, neanche il raffreddamento riesce a rallentarne la crescita. Pertanto conservate sempre gli alimenti facilmente deperibili alla loro temperatura di conservazione e consumarli velocemente rispettando le indicazioni riportate sulle confezioni. . Refrigerare gli ingredienti cotti prima della successiva lavorazione. Quando si sminuzzano e si lavorano gli alimenti, per esempio, quando si tagliano le patate e le si mescolano con altri ingredienti, i microorganismi finiscono nei cibi. Se gli alimenti sono ancora caldi, i batteri possono moltiplicarsi piuttosto velocemente. Pertanto lavorate rapidamente gli ingredienti cotti oppure refrigerateli tra una fase e l’altra della lavorazione. Coprite sempre le pietanza quando dovete metterle via per impedire ai microorganismi di finirci sopra trasportati dall’aria. Materiali opportuni sono ad esempio coperchi, piatti puliti oppure pellicole per alimenti. Lasciare scongelare completamente grandi pezzi di carne e di pollame o pollame intero da macellazione. I grandi pezzi di arrosto e il pollame intero da macellazione si scongelano più lentamente dei pezzi piccoli e sottili. Se la merce è ancora congelata all’interno, il tempo di cottura e la temperatura potrebbero non essere sufficienti per una cottura completa. Di conseguenza i microorganismi non verrebbero uccisi con sicurezza e potrebbero riprodursi in fase di raffreddamento. Scolare il liquido di scongelamento di carne e pollame. Il liquido di scongelamento contiene spesso microorganismi che possono contaminare o avvelenare i cibi. Pertanto non deve assolutamente entrare in contatto con altri alimenti. Si raccomanda di raccogliere il liquido di scongelamento con un asciugamano monouso e di pulire bene e disinfettare immediatamente le mani e tutte le superfici e gli oggetti che sono venuti in contatto con l’acqua di scongelamento. Assaggiare correttamente. Quando si assaggia bisogna fare attenzione che la saliva non finisca nelle pietanze. Nella bocca di tutti, infatti, vivono microorganismi. Prendete una piccola porzione di cibo con un cucchiaio pulito e mettetela in una scodella o direttamente sul cucchiaio di assaggio. In tal modo i cibi non vengono contaminati. Non afferrate le pietanze preparate e le superfici interne dei piatti a mani nude. Sulle mani si trovano sempre microorganismi che possono essere trasmessi sul cibo o sui piatti se vengono afferrati a mani nude. Indossate sempre guanti puliti per porzionare o mescolare i cibi che non devono essere più scaldati. Non toccate la superficie interna dei piatti con le mani. Assaggiare correttamente i cibi per evitare di contaminarli con la saliva Scaldare i cibi a sufficienza. Il calore uccide gran parte dei microorganismi. È importante quindi scaldare gli alimenti a 72°C per due minuti perché il calore penetri anche all’interno e non si fermi solo in superficie. Ciò vale per i cibi che sono stati temporaneamente raffreddati e che vanno serviti caldi. Per sicurezza si può controllare la temperatura interna con un termometro. Durante il servizio: tenere i cibi in caldo ad una temperatura non inferiore ai 65 °C. Ad una temperatura tra i 15° e i 55 °C molti germi si moltiplicano piuttosto velocemente. I cibi caldi, tenuti pronti per essere serviti, devono avere una temperatura di almeno 65 °C. Il tempo di mantenimento del calore non dovrebbe superare le tre ore. Raffreddare gli alimenti il più velocemente possibile. Per sicurezza, per impedire ai germi di proliferare durante la fase di raffreddamento, la temperatura dovrebbe scendere dai 65 °C ai 10 °C in un lasso di tempo massimo di due ore. In caso suddividete i cibi in contenitori più piccoli perché si raffreddino più velocemente. Più piccola è la quantità, più rapidamente si raffredda il cibo. Igiene in cucina: Mantenere la cucina in ordine. Gli oggetti che non servono durante il lavoro non devono trovarsi in cucina perché possono trasmettere sporcizia e microorganismi patogeni. Rimuovete immediatamente dalla cucina i contenitori vuoti usati per il trasporto, per esempio di frutta, verdura o latticini, e le lattine vuote. Tenere cucina, magazzini e alimenti puliti. I microorganismi si riproducono in gran velocità negli ambienti sporchi e sugli utensili da lavoro contaminati. Se gli ambienti e gli utensili sono puliti, i germi non proliferano. Pulite sempre utensili e apparecchi subito dopo l’uso con acqua calda e detersivo. Pulire sempre la postazione di lavoro ad intervalli regolari, utilizzando strofinacci puliti, meglio se monouso. I residui di cibo e la sporcizia si seccano diventando più difficili da rimuovere e possono crescere germi che non sono visibili a occhio nudo. Pertanto è importante pulire bene la postazione di lavoro dopo ogni singola operazione. Gli strofinacci sporchi riutilizzati più volte contengono molti microorganismi che vengono trasmessi mentre si puliscono le superfici di lavoro o gli utensili. Utilizzate quindi strofinacci puliti ogni giorno oppure asciugamani monouso. Pulire sempre la postazione di lavoro a intervalli regolari, per ridurre il rischio di contaminazione crociate Non riempire eccessivamente le celle frigorifere. Se le celle frigorifere sono troppo piene, la loro capacità di raffreddamento diminuisce. Di conseguenza la temperatura interna può aumentare, favorendo il proliferare dei microorganismi. Una capacità di raffreddamento adeguata è pertanto fondamentale. Inoltre fate attenzione a non conservare in frigo troppa merce nello stesso tempo. Non modificate la temperatura e la durata del ciclo della lavastoviglie. Anche quando il tempo a disposizione è poco, rispettate sempre la durata del ciclo della lavastoviglie. Osservate anche le indicazioni relative alla temperatura e alla quantità di detersivo. Solo così si ottengono stoviglie davvero pulite. Conservare detersivi e disinfettanti fuori della cucina. I detersivi e i disinfettanti non devono assolutamente entrare in contatto con i cibi e quindi vanno conservati fuori dalla cucina.

Quando i ristoranti di una città che prima non rientrava negli itinerari gastronomici consigliati vengono recensiti sulla Guida Michelin, si mette in moto una dinamica che spinge molti locali di livello medio-alto a elevare ulteriormente la qualità, con benefici per tutti i clienti. Lo suggerisce uno studio coordinato da Giada Di Stefano, del Dipartimento di Management e tecnologia dell’Università Bocconi di …

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Diabete: più patate a colazione, meno salumi a cena per ridurre la mortalità cardiovascolare

prosciutto crudo affettati carne salume

La dieta può avere un ruolo molto importante per prevenire o tenere sotto controllo il diabete di tipo 2 e, soprattutto, la mortalità a esso associata, anche tenendo conto di parametri non scontati come il momento della giornata in cui si mangiano o meno certi alimenti, e il consumo di cibi specifici non collegati alla glicemia in modo diretto. Così, …

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Etichette a semaforo per la plastica: un punteggio di sostenibilità per scelte più consapevoli

bicchieri plastica

La plastica degli imballaggi alimentari dovrebbe avere le sue etichette a semaforo, proprio come il cibo che contengono: un punteggio, una valutazione chiaramente comprensibile del livello di sostenibilità del materiale, per permettere al consumatore di fare scelte consapevoli e di smaltire correttamente gli imballaggi. È chiara e netta la proposta che arriva dai ricercatori delle Università di Exeter e di Bath, nel …

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Snack (troppo) salati: nel Regno Unito sette prodotti su dieci contengono troppo sale

Potato chips on a wooden table snack

Gli snack in vendita nei principali gruppi della grande distribuzione britannica molto spesso sono pieni di sale e non di rado di grassi saturi e zuccheri. Rientrano quindi nella categoria dei junk food e andrebbero riformulati in modo radicale. Lo chiede a gran voce Action on Salt, il centro della Queen Mary University di Londra, che ha appena condotto una …

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