semi di chia

Si allargano i richiami dei lupini secchi per presenza di alcaloidi chinolizidinici oltre i limiti e dei semi di chia per il superamento dei limiti per le aflatossine.

Il richiamo dei lupini

Il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo da parte degli operatori di alcuni lotti di lupini secchi venduti con i marchi Del Prete e Lina. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo, come indicato sopra, è la presenza di alcaloidi chinolizidinici. Nonostante i provvedimenti siano datati rispettivamente 16/03/026 (Del Prete) e 12/03/2026 (Lina), il Ministero ha pubblicato gli avvisi soltanto oggi, 23/03/2026.

Lupini Cile Del Prete richiamo 23.03.2026

I prodotti interessati sono i seguenti:

  • Lupini origine Cile Del Prete, in confezioni da 5 kg e 25 kg, con il numero di lotto 35/25 e i termini minimi di conservazione (TMC) 31/10/2027, 30/09/2026, 31/12/2026 e 31/12/2027;
  • Lupini Lina, in confezioni da 500 grammi, appartenente ai lotti L 125337LUP con TMC 03/06/2027, L 126007LUP con TMC 07/07/2027, e L 126028LUP con TMC 28/07/2027.

L’azienda Del Prete Srl ha confezionato i lupini a proprio marchio nello stabilimento di via Madonna delle Grazie snc, a Fondi, in provincia di Latina. L’azienda Calleris Snc invece ha confezionato i lupini a marchio Lina nello stabilimento di via Cuneo 41, in frazione Roata Chiusani, a Centallo, in provincia di Cuneo.

Lupini Lina richiamo 23.03.2026

Questi richiami probabilmente sono collegati a quelli di un lotto di lupini secchi a marchio Cibón, diffuso dai supermercati Coop e dal Ministero della Salute (leggi qui il primo richiamo di lupini per alcaloidi), e a quello dei lupini cotti e salati a marchio Milani Remigio e C (leggi qui il secondo richiamo di lupini). In tutti i casi, infatti, il motivo indicato era la presenza di alcaloidi chinolizidinici, composti naturali prodotti da alcune piante, soprattutto dai lupini, che possono avere effetti tossici sul sistema nervoso.

Il richiamo dei semi di chia

Il Ministero ha diffuso anche i richiami da parte dell’operatore di un lotto di semi di chia nera origine India a marchio, di nuovo, Del Prete. In questo caso, la ragione indicata è il superamento dei livelli consentiti di aflatossine. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 500 grammi e 5 kg, con il numero di lotto 1401/25 e i TMC 31/12/2027 e 30/09/2027. Anche in questo caso gli avvisi sono datati 16/03/2026, ma il Ministero della Salute li ha pubblicati solo il 23/03/2026.

L’azienda Del Prete Srl, la stessa dei lupini, ha confezionato i semi di chia richiamati. Lo stabilimento di produzione si trova in via Madonna delle Grazie snc, a Fondi, in provincia di Latina.

Semi di chia Del Prete richiamo 23.03.2026

In precedenza erano stati segnalati altri due richiami di semi di chia per presenza di aflatossine oltre i limiti: gli altri marchi coinvolti sono Calleris Linea Più (leggi qui l’articolo sul primo richiamo di semi di chia) e La Conserviera (leggi qui l’articolo sul secondo richiamo di semi di chia).

In via cautelativa, si raccomanda di non consumare i prodotti con i numeri di lotto sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso dei prodotti richiamati possono restituirli al punto vendita d’acquisto.

Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 52 richiami, per un totale di 138 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos (copertina), Ministero della Salute

Iscriviti servizio alert 03.2026Iscriviti servizio alert email 03.2026Iscriviti servizio alert Telegram 03.2026Iscriviti servizio alert Instagram Broadcast 03.2026

5 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x