Scientist inspecting meat sample at laboratoryFin dai primissimi giorni dell’insediamento, il nuovo governo si è lanciato in una sorta di guerra santa: quella contro la carne che erroneamente definisce ‘sintetica’. Le dichiarazioni dei suoi esponenti sono ormai numerose, a cominciare da quella forse più illuminante, rilasciata dal ministro Francesco Lollobrigida in un’intervista al Corriere della Sera di qualche settimana fa. Alla domanda sulla carne clonata (domanda che mette in luce la responsabilità anche dei grandi media nel diffondere informazioni sbagliate: la carne coltivata di clonato non ha proprio nulla) il ministro ha risposto parlando di cibo degenerato, un termine molto caro a certi regimi del secolo scorso.

Ma a fare da megafono a questa visione distorta della carne coltivata c’è stata, fin dai primi giorni, Coldiretti, volenterosa propagatrice di notizie prive di fondamento. Lo dimostra il suo ultimo comunicato stampa, che già dal titolo fa capire l’atteggiamento dell’associazione: “Consumi: le 5 bugie della carne Frankenstein”. Si tratta di una comunicazione emotiva, che punta solo sul terrore e sulla disinformazione. Se Frankestein era un umanoide assemblato con parti diverse, e lo era, il riferimento non ha alcun fondamento. La carne coltivata è composta da un solo ingrediente: 100% carne. Inoltre, anche se sono arrivate le prime autorizzazioni della FDA verso i nugget di carne di pollo coltivata (che però non è ancora il via libera definitivo, ne abbiamo parlato qui), in Europa non ci sono dossier di approvazione firmati dall’EFSA, come abbiamo riferito, e quindi, in qualsiasi caso, i tempi saranno lunghi. Ma con ogni probabilità ci si arriverà. Per questo Coldiretti cerca di avvelenare i pozzi con largo anticipo.
Ma vediamo quali sono le cosiddette cinque verità sbandierate dall’associazione.

Carne coltivata di pollo impanata e fritta con waffles e sciroppo d'acero
Negli USA, la FDA ha dato la prima approvazione a dei nugget di carne di pollo coltivata

Punto 1) “La prima bugia è relativa alla presunta salubrità della carne in provetta. L’alto tasso di proliferazione cellulare può indurre instabilità genetica delle cellule sostenendo la potenziale proliferazione di cellule cancerose sporadiche”, scrive Coldiretti.
Siamo di fronte a un elenco di assurdità. La carne coltivata è realizzata a partire da cellule staminali che, crescendo, si differenziano in cellule muscolari e, a quel punto, come tutte le cellule mature, differenziate e specializzate, non crescono più, se non per il normale ricambio cellulare. È in quella fase che, formato un normalissimo tessuto muscolare nello stesso modo in cui esso si forma nell’organismo, vengono raccolte e lavorate fino a diventare nugget. Se sono cresciute su bioscheletri vegetali, possono avere già l’aspetto del filetto, di carne o di pesce. Non c’è nessuna cellula che prolifera, se non nella biologia strampalata di Coldiretti. E se anche fosse, e non è, non si capisce in che modo una cellula di animale che prolifera potrebbe indurre a proliferare a loro volta le cellule di un essere umano che la mangia. Le cellule muscolari non sono virus, non integrano il proprio DNA con l’ospite e quindi non inducono alcuna proliferazione in altre cellule. Ma insinuare che la carne sintetica potrebbe far venire il cancro è uno strumento potentissimo di dissuasione. Peccato che sia totalmente falso.

Coldiretti prosegue dicendo Inoltre, non abbiamo finora la garanzia che tutti i prodotti chimici necessari per la coltura cellulare siano sicuri nel contesto del consumo alimentare”.
Falso: tutto ciò che si utilizza è ampiamente approvato da decenni, perché si tratta di soluzioni di sali, vitamine e fattori di crescita. La conferma è che nessuno deve chiedere autorizzazioni per usarli. Scrivendo ‘prodotti chimici’ si genera diffidenza, come se i prodotti chimici fossero qualcosa di diverso da ciò che regola tutta l’esistenza sulla Terra, e fossero negativi in sé. I prodotti chimici, di cui gli associati a Coldiretti fanno un uso più che generoso nelle loro coltivazioni e nei loro allevamenti, compresi antibiotici e fitofarmaci, non sono né buoni né cattivi. Dipende da come li si usa, e ciascuno ha le sue caratteristiche.

cultured meat making image, lab grown meat concept
Coldiretti fa leva sulla paura dei consumatori parlando di ‘carne Frankenstein’

Il testo prosegue: A ciò vanno aggiunti i rischi di carenza nutrizionale associati al mancato consumo di proteine animali, ben documentati nella storia dell’uomo da un’ampia letteratura medica, che in particolare segnala sintomi patologici gravi e talvolta irreversibili per i bambini”.
Non si capisce perché, se non a causa delle leggi inventate della biologia distorta di Coldiretti, queste proteine animali, che non hanno nulla di diverso da quelle classiche, dovrebbero essere associate a carenze nutrizionali: qui si sfiora il ridicolo.

Punto 2: Ma la carne Frankenstein non salva neppure l’ambiente né riduce gli impatti sui cambiamenti climatici. Secondo un recente studio condotto da un gruppo di scienziati della Oxford Martin School, gli impatti ambientali della bistecca sintetica, cui è associato un intenso consumo di energia, potrebbero provocare nel lungo termine un maggiore riscaldamento globale.
Oltre a ciò il processo di produzione della carne sintetica richiede consumi di acqua che sono di gran lunga superiori a quelli di molti allevamenti, producendo peraltro enormi quantità di molecole chimiche e organiche i cui residui sono altamente inquinanti per le risorse idriche secondo l’Inra French Institute for Agricultural Research”.
Il primo studio (di cui Coldiretti non cita la referenza, ma è stato pubblicato su Frontiers in Sustainable Food Systems  nel 2019, ormai tre anni fa), in realtà, dice che l’impatto ambientale della carne coltivata dipenderà molto dalle fonti energetiche utilizzate (fossili o rinnovabili) e quindi non contraddice tutti quelli fatti finora. L’impatto in termini di consumo di acqua ed energia è inferiore anche del 90% rispetto alla carne di allevamento, per non parlare del fatto che le emissioni sono immensamente inferiori, che non esistono deiezioni e che la biodiversità non è minimamente intaccata. Tutte le agenzie che si occupano del tema dell’alimentazione, compresa la FAO, quelle che si occupano di clima, e i centri studi più prestigiosi del mondo da anni mettono in evidenza gli indiscutibili vantaggi ambientali della coltivazione cellulare. Che ha un suo impatto, ma estremamente più sostenibile di quello degli allevamenti. Citare singoli studi, o magari stralci di studi, è una tecnica classica nella quale si sono esercitati i No-Vax: confonde le idee, e porta argomenti a chi non ne ha di convincenti.

Le agenzie che si occupano di alimentazione e clima mettono in evidenza i vantaggi della coltivazione cellulare rispetto agli allevamenti intensivi

Il secondo studio, (se lo abbiamo individuato correttamente, visto che non è stato citato per esteso da Coldiretti) non è propriamente uno studio, ma un articolo pubblicato sul sito dell’Inrae, in cui si citano i vantaggi, gli svantaggi e le incertezze che circondano questo settore in rapida evoluzione. I residui chimici (nuova demonizzazione della ‘chimica’) certamente inquinano, e Coldiretti lo sa molto bene. Ma non si capisce perché stabilimenti di produzione estremamente controllati dovrebbero riversare nell’ambiente eventuali residui. Essendoci pochissimi centri attivi nel mondo, non si capisce su che cosa si basi la teoria di Coldiretti. Modelli? Misurazioni? In ogni caso, le sostanze che servono non sono né insetticidi, né erbicidi come il glifosato, né sali quali fosfati o nitrati: nulla del genere, nulla di ciò che generosamente gli allevamenti e le colture necessarie a sfamare gli animali spargono nell’ambiente.

Punto 3: “Un’altra menzogna è che la carne artificiale elimini le sofferenze degli animali. La realtà è ben diversa poiché per farla serve siero fetale bovino per la crescita alimentare in laboratorio, una coltura a base di cellule staminali di vitello. Dopo che una vacca madre è stata macellata e squartata, il suo utero, che contiene il feto, viene rimosso, scegliendo solo quelli di età superiore a tre mesi, altrimenti il cuore è troppo piccolo per perforarsi, e in tutto questo processo non viene somministrata alcuna anestesia. Avremo in futuro solo allevamenti per utilizzare feti?
Lo splatter è un argomento che funziona sempre, anche se la realtà è differente rispetto alla tesi di Coldiretti. La lobby del mondo agroindustriale ignora che tutte le versioni più aggiornate delle carni coltivate non contengono siero fetale, ma fattori di crescita ottenuti in altro modo, quasi sempre vegetali. E sembra ignorare che bastano poche cellule prelevate con una biopsia indolore per ottenere una coltura cellulare, mentre l’animale continua la sua vita e non viene macellato. Ma descrivere le madri (che vengono allevate e poi macellate) per i loro feti impietosisce e fa molto colpo sul lettore. Se l’attenzione al benessere animale è così elevata, allora è necessario vietare qualunque tipo di studio scientifico preveda le colture cellulari visto che tutte, a oggi, usano siero fetale per favorire la crescita. Ma le carni coltivate, nella stragrande maggioranza dei casi, non li usano, proprio perché da subito ci si è posti il problema e la soluzione è stata quella di impiegare terreni vegetali o con fattori di crescita non più ricavati dai feti.

Scientist holding Petri dish with forcemeat over table, top view
Coldiretti contesta anche il nome (corretto) ‘carne coltivata’ preferendo lo (scorretto) ‘carne sintetica’

Punto 4: Ad ingannare è anche l’utilizzo di nomi, come ‘carne coltivata’ per costruire un ‘percepito’ che rimanda alle piante, e quindi alla terra e alla salubrità. Al contrario, la carne sintetica è prodotta a partire da strisce di fibra muscolare, che crescono attraverso la fusione di cellule staminali embrionali all’interno di un bio-reattore utilizzando le tecniche di ingegneria tessutale praticate da diversi anni nella medicina rigenerativa. Il prodotto sintetico e ingegnerizzato è dunque il risultato di un processo di laboratorio che non ha nulla a che fare con il concetto di cibo.
Il mondo capovolto di Coldiretti si esprime anche sulla semantica, perché è lei che vuole modificare il ‘percepito’ e renderlo negativo. La discussione dura da anni e, negli Stati Uniti, ha visto anche diverse cause in tribunale. Le sentenze hanno tutte confermato che si tratta di coltivazioni cellulari. Ed è così che vengono chiamate il tutto settore e anche nelle sedi scientifiche e governative (anche in Europa). Non si tratta di un dettaglio ma, come fanno capire il titolo e l’uso della parola Frankenstein, di un fattore cruciale. Le battaglie fatte per impedire che anche i burger vegetali fossero chiamati così, come la campagna Ceci n’est pas une steak, come se il consumatore non fosse in grado di capire, sono state tutte perse. Con la carne coltivata la lotta sarà ancora più feroce, e altrettanto inutile: arriverà, e saranno i consumatori a decidere. Il prodotto non è sintetico né, tantomeno, ingegnerizzato, che significa geneticamente modificato. E tra l’altro la medicina rigenerativa salva vite, ridà la vista, permette ai grandi ustionati di continuare a vivere, solo per fare alcuni esempi.

Punto 5: Una ulteriore bugia è che la carne sintetica possa sfamare la popolazione mondiale diventando una risorsa accessibile a tutti. Al contrario, è un affare per pochi. La tecnologia usata ha costi di ingresso elevati e rendimenti di scala crescenti: tutto il necessario per la creazione di monopoli.
A completare il quadro, una bella dose di complottismo. Per il momento i costi sono elevati, ma a Singapore, per esempio, un piatto con tre porzioni degustazione di nugget, costa poco più di 20 dollari. Con ogni probabilità e secondo tutte le stime i costi scenderanno ancora. Ma in ogni caso: forse Coldiretti non sostiene anche produzioni alimentari costose? E forse ha soluzioni per fornire proteine a 8 miliardi di esseri viventi, o per annullare gli effetti della crisi climatica mantenendo gli allevamenti? Ha studi che sbugiardano tutte quelli fatti negli ultimi decenni da tutti gli enti di ricerca più importanti del mondo sul ruolo degli allevamenti e delle monoculture sul disastro climatico? O ritiene che, una volta arrivate alle Alpi o a Lampedusa, le conseguenze si fermino perché in Italia c’è il Made in Italy e non ci sono problemi di scarsità di cibo, ma solo tante mucche felici? E infine, è a conoscenza di progetti di legge che obbligheranno qualcuno a mangiare carne coltivata?

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Coldiretti fa leva sull’impatto sociale di una riduzione degli allevamenti, ignorandone l’impatto ambientale

E per concludere: …l’attività di allevamento non ha solo una funzione alimentare ma ha pure una rilevanza sociale e ambientale perché quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate”. Il comunicato si conclude con l’ultimo dei ricatti: quello sul lavoro. Si lascia capire che si perderebbero posti di lavoro e si sostiene che l’allevamento abbia una rilevanza ambientale positiva: punti di vista.

Contro la potenza di fuoco di Coldiretti si sono levate alcune voci di autorevoli scienziati ed esperti, che stanno cercando di riportare la discussione nei binari della correttezza, e dei dati scientifici. Su tutte, citiamo il comunicato congiunto di Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, Essere Animali, LAV e LNDC Animal Protection (leggi qui), che smonta le cinque bugie fornendo, quello sì, riferimenti bibliografici attendibili.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, AdobeStock, Upside Foods

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Matteo
Matteo
30 Novembre 2022 08:32

Coldiretti si conferma una brigata di incompetenti, come sempre.

A mio parere la carne coltivata rappresenta per l’Italia la possibilità di produrre carne “fresca” in quantità, in un futuro anche a basso prezzo, categoria di carne che importiamo da paesi terzi. é infatti da escludere che la carne coltivata venga prodotta in forma di fiorentine o pezzi di carne stagionati come prosciutti. Stiamo solo perdendo l’occasione di una nuova industria pulita e eticamente più corretta.

Isabella
Isabella
Reply to  Matteo
30 Novembre 2022 20:51

Mi chiedo se tu sappia di cosa stai parlando.
Sicurezza alimentare?
Economia agricola di un paese che come l’Italia si basa sulle medie piccole aziende agricole?

Un mondo agricolo che che è stato investito della carica di “custode del territorio” solo a proprie spese ed oneri senza alcun ritorno economico?

Quale categoria al mondo vive per la gloria?
Pensate che gli Agricoltori invece debbano vivere per la gloria?
Con tutte le regole a cui devono sottostare x produrre alimenti , quello che si compra al supermercato dovrebbe costare il 30% in più e invece suo giornali , se pagine della rete dobbiamo leggere che sarebbe meglio il prodotto sintetico perché costa meno….o perché è più sicuro.

luigiR
luigiR
Reply to  Matteo
6 Dicembre 2022 15:46

La mia opinione è che si tratta di carne coltivata, non di prodotto sintetico.

Osvaldo F.
Osvaldo F.
30 Novembre 2022 09:05

Come è pregevole lo sforzo di Coldiretti per la protezione del benessere animale… mi aspetto una bella crociata a protezione di quei poveri lieviti che senza alcuna pietà usiamo per le produzioni più svariate sottoponendoli alle temperature dei forni senza nemmeno dotarli di un camice di amianto… 😉

Lorenzo
Lorenzo
30 Novembre 2022 09:27

Vale la pena precisare che questi deliri non appartengono solo a uno schieramento politico, ma anche ai loro finti avversari. La settimana scorsa, il presidente della Regione Emilia-Romagna, tale Bonaccini (PD), ha firmato pubblicamente una petizione di Coldiretti volta a promuovere una legge che vieti l’introduzione in Italia del “cibo sintetico”, con motivazioni tra il ridicolo e il delirante.

gianni
gianni
30 Novembre 2022 13:26

Parlo per il mio gruppo e non per coldiretti.
Dunque non ci dobbiamo preoccupare e siamo i soliti retrogradi nostalgici, il processo è solido e sicuro, lo fanno da decenni e nulla può andare storto…………………..
Una breve osservazione presa da una delle fonti più genuinamente a favore della ricerca genetica, farina del vostro sacco:
https://crispr.blog/2022/11/29/la-faccia-piu-buia-del-genoma/
https://www.lescienze.it/news/2022/11/28/news/le_scienze_di_dicembre-10716262/
“Fare luce sul genoma oscuro”
——-Su Le Scienze di dicembre, ora in edicola, c’è una lunga ricognizione nell’ignoroma. Sì, avete letto bene: l’ignoroma è il genoma di cui ignoriamo tutto o quasi e ammonta a circa un terzo del totale. Li chiamano geni dark (oscuri) proprio perché sono sottostudiati, di solito infatti i ricercatori preferiscono concentrarsi su target più vicini al traguardo delle applicazioni cliniche. Ma tra questi elementi trascurati potrebbero nascondersi i farmaci blockbuster del futuro. Ne ho parlato con il bioinformatico danese Søren Brunak e con due vincitrici del primo bando Telethon dedicato al “dark genome”. Enza Maria Valente e Silvia Nicolis si occupano entrambe di genetica del neurosviluppo, anche se si concentrano su malattie differenti.
[NB: tra gli strumenti utili per fare luce sui geni che sono ancora enigmatici, nonostante siano passati oltre vent’anni dal sequenziamento del genoma, ovviamente, c’è anche CRISPR————–volendo si può dedicare spazio alle critiche ragionate al crispr.

A parte le frasi di incoraggiamento e un certo umorismo nella definizione IGNOROMA quello che mi ha colpito, e mi manda in corto circuito, è che almeno un terzo delle funzioni del genoma è ancora oscura, comprese le interazioni con l’altra parte supposta completamente capita, ma si sente pontificare da autorità mondiali e loro fans che quello che si fa è destinato indubbiamente ad avere successo ed è sicuro per l’uso alimentare, un pò come quelli che pilotano l’aereo con passeggeri a bordo mentre è ancora in costruzione.
Poi come ha detto qualcuno qui magari è il miglior prodotto dell’universo ma ci sono molte proposizioni ancora da dimostrare.

Giuseppe
Giuseppe
Reply to  gianni
20 Dicembre 2022 09:39

signor Gianni,
avere dubbi e’ lecito e io sono il primo ad averne su tutto e tutti ma quello che trovo intollerabile e` che mettendo al bando la “carne coltivata” di fatto si blocca la ricerca scientifica di un intero comparto. In Italia siamo specializzati in scelte scellerate di questo tipo portate avanti come crociate ideologiche artatamente cavalcate da chi ha interesse economico e tornaconto politico.

Saluti a tutti
Giuseppe

Nota 1 – una delle poche cose di cui sono sicuro e’ che non c’e` nessun intervento a livello genomico nelle colture di cui si parla, la cosa piu` simile a cui pensare e’ quando prendono dei lembi di pelle ai grandi ustionati e la “fanno accrescere” in una coltura adatta per poi re-impiantarla ai poveretti che non l’hanno piu`

Nota 2 – un’altra cosa che mi fa imbestialire e’ questa dicotomia: carne coltivata = grandi multinazionali VS allevamento tradizionale = piccoli imprenditori del territorio
Totalmente falso, andatevi a vedere i numeri dell’industria alimentare, il settore e’ in mano a pochi grandissimi gruppi (all’estero ancora peggio). Dall’altra parte invece abbiamo (come sempre quando si tratta di una novita`) piccole start-up spesso spin off di centri universitari.
Ecco poi non lamentiamoci se tra qualche anno un ricercatore italiano “fuggito” all’estero perche` qui non poteva piu` lavorare scopre qualcosa di importante in merito…

Dario
Dario
Reply to  gianni
20 Dicembre 2022 09:57

L’ignoroma è presente in tutte le specie viventi, tranne i microrganismi che essendo meno complessi sono più facili da codificare. Quello che non riesce a comprendere, accecato dai dubbi e dalla paura, è che mettendo per pura ipotesi seguendo le sue argomentazioni che questa carne venisse consumata cruda (perché sopra i 90°C il DNA è completamente denaturato e quindi non trasporta nessuna informazione genetica) avrebbe le stesse identiche possibilità di modificare il genoma di qualsiasi altra carne da bestiame, di cui non conosciamo ugualmente l’ignoroma. Questo significa che tutti i meccanismi molecolari alla base della vita e dell’evoluzione dele specie animali come lo splicing alternativo, l’epigenetica e il signalling cellulare potrebbero portare in qualsiasi essere vivente situazioni non benefiche. Pertanto in caso di dubbi l’unica vera scelta che dovrebbe fare è abbracciare la dieta vegana, onde evitare che ulteriore variabilità e “ignoranza” genetica possa colpire le sue cellule e farla morire. Però mi chiedo: con le multinazionali dell’agricoltura siamo proprio proprio sicuri che mangiamo cibo sano? Perché non basta acquistare cibo bio dal contadino certificato dietro casa. E soprattutto: riusciremmo a sfamare l’intero pianeta con questo tipo di produzione vegetale? Senza causare una massiccia deforestazione e il collasso del pianeta? Anche io ho molti dubbi. Forse una coabitazione, un equilibrio e un controllo più rigorosi potrebbero aiutare. E comunque resta in ballo un’argomentazione incontrovertibile: se ha dei dubbi, perché non mangiarla e basta?

gianni
gianni
30 Novembre 2022 20:18

Quindi la carne in vitro sarà un processo essenzialmente industriale di altissimo livello visto che necessiterà per una produzione di discrete (!) quantità ( a sua volta necessaria per un contenimento dei prezzi nel mondo commerciale attuale ) di creare ambienti estremamente controllati, additivi controllati e dosati alla perfezione dal prelievo delle staminali ( quali?) fino alla ingestione e in numero molto alto, fateci sapere con calma quali senza sbuffare perchè anche di questo stiamo discutendo, se i controllori sono gli stessi di Gras e similari EU capirete perchè non è molto sensato stare tranquilli.
Pertanto trattasi di cibo essenzialmente industriale, che punteggio nutriscore gli sarà riservato?
Mi sembra corretto dire che ogni singolo grammo di carne sarà trattato con ormoni e antibiotici e fungicidi preventivi, secondo la logica industriale del minimo rischio e sarà quindi impregnato di tutte queste sostanze……avere un corpo vivente intorno generalmente è vitale per la salute cellulare in campo protettivo e nutritivo, diventa un handicap soltanto se trattiamo di merda gli animali e il loro ambiente.
Poi informiamoci meglio sui fattori di crescita miracolosi, sempre più economici ed efficaci ( dipende come sopra dalle quantità richieste )
L’applicazione dei fdc vegetali è mai stato testato veramento o presumiamo che sia veramente sicuro perchè nessuno è interessato veramente a saperlo per la fretta di brevettare? Tutto neutrale?
Coldiretti e tutti gli altri lobbisti difendono alcuni interessi, è sbagliato? Perchè? Credete di essere diversi? Perchè?
I processi naturali inquinano e consumano troppo quando sono governati dalla sete di profitto, non credete che potrebbero essere resi molto più circolari e meno costosi in ogni ambito, più distribuiti, sostenibili e socialmente gratificanti impegnando diversamente i miliardi investiti in questi oggetti?
Con questa storia che dobbiamo preoccuparci dei 10miliardi del 2080 gli speculatori, pardon filantropi illuminati, stanno avvelenando il mondo distruggendo la biodiversità utilizzando vecchie e nuove scoperte che ai loro esordi erano/sono difese dagli stessi principi del progresso scientifico inarrestabile e sicuro, niente da imparare su pesticidi,ormoni,antibiotici,interferenti vari? Evidentemente no.
Quando poi mi sembra evidente che sono le diseguaglianze sociali la causa principale se molti muoiono di fare e moltissimi altri buttano tonnellate di alimenti nella pattumiera, ma su questa manfrina non cambierà nulla.
Vi consiglierei di fare tutto il cammino di Santiago e ritorno prima di dire che una cosa è sicura e ammantata di perfezione ben prima di essere consolidata in maniera indipendente, lo dice anche la vostra Scienza.

Valerio
Valerio
1 Dicembre 2022 10:59

Mi limito a correggere un dettaglio dell’articolo: Frankenstein nel romanzo era lo scienziato che assembla la creatura. La creatura non ha nome. Anche le citazioni, sia nell’articolo del Fatto, che negli slogan di Coldiretti, richiederebbero di sapere di che si parla…

Roberto La Pira
Reply to  Valerio
1 Dicembre 2022 11:27

La citazione è fatta da Coldiretti non da noi

agnese codignola
agnese codignola
1 Dicembre 2022 16:38

Gianni, non c’entrano assolutamente nulla gli interventi sul dna, è questo che si vuole fra passare, ma nella carne coltivata NON C’E’ ALCUN TIPO DI INTERVENTO GENETiCO…sono cellule muscolari come quelle della bistecca, e basta.
Valerio, il senso attribuito da Coldiretti era chiaro, credo, comunque ha ragione e chiedo scusa della citazione imprecisa del romanzo.

Matteo
Matteo
Reply to  agnese codignola
9 Dicembre 2022 15:17

ma infatti, a me la curiosità che rimane è se sono proprio colture di fibre muscolari e basta.. perché stiamo scotomizzando tutto il connettivo adiacente che è importantissimo per il sapore!

gianni
gianni
1 Dicembre 2022 17:49

Non intendo monopolizzare la discussione e faccio solo un piccolo appunto.
Quando parla di fibre muscolari ecc sta parlando in realtà di cellule vero? e gli fdc e tutti i nutrienti aggiunti non fanno altro che far suddividere e crescere queste cellule.
I coadiuvanti usati saranno raffazzonati per aderire alle esigenze dei costruttori e quindi più o meno compatibili con le cellule da crescere, siamo sicuri che non serva qualche conferma o basta solo il claim pubblicitario?
Naturalmente poi non è accettabile nel processo industriale una crescita “normale” ma sarà invocata una crescita accelerata e/o super-accelerata, sempre per motivi comprensibili ma risibili.
Il discorso sul sospetto di cancerogenicità possibile o probabile è molto meno campato in aria di quanto presunto.
Ma non non possiamo neanche pensarlo, dobbiamo fidarci……………ripeto e chiudo, magari è il non plus ultra ma non ne potete essere sicuri nemmeno voi.

Roberto La Pira
Reply to  gianni
1 Dicembre 2022 18:29

Attribuire a un prodotto alimentare il sospetto di cancerogenicità senza avere delle prove è un metodo molto efficace per insospettire la gente e creare una forte situazione di diffidenza

Francesco
Francesco
Reply to  gianni
2 Dicembre 2022 09:32

Gianni, ti invito a riflettere su un fatto secondo me fondamentale. Avere dubbi e perplessità sui processi sottostanti la produzione di carne “coltivata” può essere plausibile, visto che siamo nelle prime fasi e inoltre abbiamo il diritto di sapere con certezza cosa viene usato per produrla. Non si possono invece avere dubbi sul fatto che l’attuale sistema produttivo zootecnico non è più sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia sanitario, visto il livello di inquinamento del suolo e delle falde, l’effetto serra per le emissioni di metano, l’uso spropositato di antibiotici che allarma le autorità sanitarie… Senza parlare delle periodiche stragi di polli negli allevamenti intensivi, periodicamente affetti da virus inluenzali, con costo a carico della collettività. Cosa potrà succedere tra qualche anno, quando avremo sul pianteta dieci miliardi di abitanti tutti col diritto di mangiare carne e formaggi e di bere latte? A mio avviso le organizzazioni dei produttori agricoli, e soprattutto i politici, invece che indignarsi lanciando e sostenendo demagogiche ed insensate campagne contro un presunto cibo “Frankstein”, farebbero meglio a guardare con maggiore attenzione queste nuove biotecnologie, che sempre più appaiono il futuro della produzione alimentare. Il risultato: ancora una volta ci troveremo indietro, grazie alla retorica e alla demagogia.

Virginia C
Virginia C
2 Dicembre 2022 12:43

La battaglia contro il “cibo sintetico” è la stessa che si porta avanti contro gli OGM. Dopo 20 anni l’Italia si conferma ancora per ciò che è: una nazione di provinciali attenti solo ed esclusivamente al proprio interesse e con una cultura scientifica prossima allo zero.
Il cibo sintetico personalmente lo aspetto da anni, sarebbe La rivoluzione sia per quanto riguarda il rispetto animale (vedasi vegani e dintorni) sia per l’ambiente stesso. Carne prodotta “in vitro” per sfamare e nutrire ad un costo accessibile e senza consumo eccessivo di mangimi e acqua (vedi risorse naturali ultimamente abbastanza scarse).
La battaglia di Coldiretti alla strenua difesa del Made in Italy, marchio tra l’altro inventato di sana pianta non molti anni fa, non ha ne capo ne coda.
In un pianeta da più di 8 miliardi di bocche da sfamare è impensabile continuare a portare avanti delle crociate per difendere cosa? Oppure gli interessi di chi?.

Roberto La Pira
Reply to  Virginia C
2 Dicembre 2022 17:39

La differenza importante fra la vicina degli Ogm e il cibo “sintetico” è che allora le aziende si sono rifiutate di indicare etichetta che si trattava di prodotti Ogm e sono riuscite a esportare in Europa mais, soia e altre materie prime senza differenziare la materia prima convenzionale da quella Ogm. Adesso penso che si dovrà specificare in etichetta la tipologia di materia prima e quindi la gente potrà scegliere.

Valerio
Valerio
4 Dicembre 2022 12:09

In UE è obbligatorio indicare la presenza di OGM in alimenti e mangimi, ed esistono liste di OGM autorizzati per la coltivazione e per l’importazione. Ci sono stati casi di immissione in commercio illegale di OGM non dichiarati, con relative sanzioni e blocchi temporanei delle importazioni. Se presumiamo comportamenti illegali delle aziende, lo stesso può benissimo avvenire anche per la carne coltivata: obbligo di dichiarazione in etichetta, diffidenza del consumatore, mancata indicazione in etichetta e consumatore frodato.

Fabrizio Brioschi
Fabrizio Brioschi
4 Dicembre 2022 17:14

Roberto La Pira1 Dicembre 2022 at 18:29
“Attribuire a un prodotto alimentare il sospetto di cancerogenicità senza avere delle prove è un metodo molto efficace per insospettire la gente e creare una forte situazione di diffidenza…”

Così come, del resto, non è etico nè onesto l’appiccicare l’etichetta di “incontrovertibilmente sicuro” senza averne le prove e la certezza.
Si potrebbe scomodare Orazio con il suo “est modus in rebus; sunt certi denique fines, Quos ultra citraque nequit consistere rectum («v’è una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto».)
E magari scomodiamo anche Cartesio: ““Il dubbio è l’inizio della conoscenza.”
Assillato dai dubbi…

Alessandro Marcolin
Alessandro Marcolin
9 Dicembre 2022 10:43

La carne coltivata sarebbe la più grande rivoluzione ecologista di sempre, e davvero non ci vuole un genio per capirlo (niente consumo di suolo per creare allevamenti, ivi compreso nei luoghi della terra dove è più insensato e più dannoso in assoluto, tipo la foresta amazzonica, tanto per dirne una).
E non solo: niente più resistenza agli antibiotici indotta dall’uso spropositato di medicinali negli animali, non per curarli da malattie ma per farli crescere più velocemente.
E niente più sofferenze atroci per centinaia di milioni di animali, dal giorno della loro nascita a quello della macellazione.
E niente consumo spropositato di acqua, inquinamento delle falde etc etc etc.
Per ottenere un prodotto altrettanto buono e in prospettiva anche più economico.
Ma come si fa ad essere contrari ad una cosa così ?

Roberto La Pira
Reply to  Alessandro Marcolin
9 Dicembre 2022 11:23

La prospettiva auspicabile è un affiancamento della carne coltivata agli allevamenti tradizionali

Claudia
Claudia
20 Dicembre 2022 08:56

Grazie, grazie, grazie!! Un articolo con i fiocchi che smonta le “teorie” della Coldiretti e dei governanti che la seguono! L’ambiente e gli animali cosidetti “da reddito” ringraziano.

Augusto
Augusto
20 Dicembre 2022 17:32

Qui nessuno ha portato una prova dico una prova per confermare o smentire quello che ha scritto l’una o l’altra parte, ma ci sono state solo dichiarazione di certezza senza spiegare il perché. Coldiretti fa il suo mestiere di difesa della sua categoria ma voi del fatto chi dovete difendere? La verità che viene da un’azienda? anche loro difendono la loro categoria. O si portano prove scientifiche altrimenti è tutta fuffa, o meglio pseudo-scienza.

Agnese Codignola
Agnese Codignola
Reply to  Augusto
21 Dicembre 2022 11:57

La letteratura scientifica contiene moltissime prove, ma non è questa la sede per citarle tutte (anche se nei nostri articoli di solito li mettiamo i link relativi). La falsità più grave è comunque quella sulla cancerogenicità della carne coltivata, un falso plateale e in mala fede. Le cellule staminali che servono per avviare la coltura crescono, maturano e si differenziano in cellule muscolari. A quel punto non crescono più, e non si capisce perché nella carne coltivata questa legge fondamentale della biologia, che accomuna tutte le cellule, dovrebbe essere sovvertita. Ma se anche fosse, non sono infettive, e non c’è alcuna ragione per dire che potrebbero esserlo: non sono virus, sono cellule. E se una cellula di carne coltivata impazzisce e cresce, non si sa che cosa questo c’entri con le cellule del nostro corpo. Lo stesso discorso si potrebbe fare per la carne non coltivata. E questo sono decenni di prove scientifiche…
Sugli impatti, con variabilità tra i numeri, tutti gli studi fatti (e ormai sono tanti) dimostrano l’incommensurabile superiorità delle proteine coltivate. Anche per questo FAO, OMS e tutti i centri più autorevoli del mondo sostengono la coltivazione delle cellule come fonte di proteine. Tutti, tranne Coldiretti che manda avanti la sua particolarissima verità.
Il Fatto Alimentare è un sito di giornalisti indipendenti che non difende gli interessi di qualcuno. Non è proprio così per Coldiretti, che fra l’altro è regolarmente iscritta nel registro per potatori di interessi (lobbisti) del ministero dell’Agricoltura

Claudia Ramacci
Claudia Ramacci
Reply to  Augusto
21 Dicembre 2022 12:13

Forse lei non ha letto molto bene l’articolo della Sig.ra Codignola!

“..Contro la potenza di fuoco di Coldiretti si sono levate alcune voci di autorevoli scienziati ed esperti, che stanno cercando di riportare la discussione nei binari della correttezza, e dei dati scientifici. Su tutte, citiamo il comunicato congiunto di Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, Essere Animali, LAV e LNDC Animal Protection (leggi qui), che smonta le cinque bugie fornendo, quello sì, riferimenti bibliografici attendibili.”

Questa è la parte finale dove si può cliccare per accedere alla Bibliografia.
Non facciamo passare la Coldiretti come un Gruppo di poveri contadini e allevatori vessati da tecnocrati e scienziati pazzi!! Un poco di onestà intellettuale non guasterebbe.

gianni
gianni
21 Dicembre 2022 14:30

Si signor Dario, probabilmente sono accecato dai dubbi, ma non facciamo giochi di prestigio, o rolling releases come si usa dire, anche se scientificamente avanzati, poi ci possiamo ritornare su.
La condizione di crescita delle cellule al di fuori del corpo, di un corpo qualsiasi non è una condizione “normale” tra additivi, antibiotici, fattori di crescita di varia provenienza e crescita accelerata ( aspetto invano smentite su qualsiasi punto ) non protetti da un sistema immunitario vivente qualsiasi, non credo sia necessario citare uno dei moltissimi casi in cui si riscontrano effetti controintuitivi di un componente e che non esistono parti veramente neutrali, che non possano influenzare il dna.
Spero non voglia negare le basi della nutrigenomica e gli effetti dell’epigenetica e qualcos’altro ancora.
Abbiamo riscontrato anche recentemente nella bufera che ha sconvolto il mondo che alcuni effetti impossibili invece si verificano, eccome, basta metterci impegno a metterle in luce….e di chiunque sia la responsabilità molte cose non vengono rivelate, per interessi vari.
Dopo decine di anni stiamo ancora dibattendo sulla sostanziale inutilità ( o meno ) della supplementazione da integratori e poi facciamo pubblicità a un alimento che per avere vitamine e micronutrienti ha bisogno di integrazione dalla A alla Z?
Fin qui penso possiamo essere d’accordo per essere brevi oppure possiamo passare ai particolari.
Senza provare però nessun piacere, penso che la presunzione di sapere acceca gli esperti e nell’incertezza scelgo decisamente i dubbi perchè l’applicazione di conoscenze parziali innovative non supportate da lunga sperimentazione cela rischi gravosi. e altrettanto gravose responsabilità.
Gli stessi dubbi che lei nutre sulla moralità dei produttori bio sono più o meno gli stessi miei sull’industria alimentare, che vogliamo farci? Se lei è preoccupato per i dieci miliardi di persone del 2080 posso capirlo ma stiamo entrambi dalla parte sbagliata della giusta distribuzione del cibo disponibile accertata la situazione nord-sud del mondo……le mie scelte sono per la massima moderazione, ognuno fa le scelte in base a ciò in cui crede.

Claudia Ramacci
Claudia Ramacci
Reply to  gianni
21 Dicembre 2022 15:27

Ecco! appunto! Ognuno fa le sue scelte! Io voglio poter scegliere e non voglio che Coldiretti o chi per conto loro, decida per me.

Daniela
Daniela
1 Gennaio 2023 12:12

Sono vegetariana per scelta etica, sulla salute non saprei, visto che anche i vegetali sono sottoposti a una quantità di trattamenti da far invidia a quelli sugli animali da allevamento.
La pubblicità sulle carni ci mostra mucche felici sui verdi pascoli, simpatici maialini rosa che si rincorrono… se fosse così, beh, anziché il lupo arriva l’uomo e si ciba di un’unità del gruppo, è naturale e perfino fisiologico. Peccato che non sia proprio così. Per questo trovo intollerabile la sofferenza prodotta per ottenere carne commestibile: credo che se gli allevamenti industriali o i macelli fossero aperti alle visite, o se si potesse seguire come accompagnatore il trasporto dall’allevamento al macello, crollerebbe drasticamente il consumo di carne. Il trancio di carne incellophanato del negozio è anonimo, non ricorda l’animale vivo, non ha testa, occhi, piume o pelo, per questo è più facile acquistarlo e cucinarlo.
Dal mio punto di vista sono favorevolissima all’alternativa della carne coltivata, finalmente c’è un’alternativa! Ci preoccupiamo delle malattie portate da questa carne? Negli allevamenti si fa uso abbondante di antibiotici ed altro perché in condizioni di sovraffollamento si diffondono rapidamente malattie che passerebbero all’uomo e gli animali vengono nutriti non certo con erbetta fresca, ma con mangimi a volte di dubbio buon senso, spesso di scarto (ricordiamo la farina animale di bovini alle mucche che ha provocato la malattia della “mucca pazza”, trasmessa poi all’uomo); altre malattie sono costantemente in agguato. Vorremmo nutrirci di animali selvatici, “più sani”? Ricordiamoci dei “mercati umidi”, mostruosità che non dovrebbero nemmeno esistere, dove animali selvatici di varia natura stipati in piccole gabbie assistono al macello dei loro simili in attesa del loro momento, il tutto in condizioni igieniche da paura. Non sarebbe ora di finirla?
Spero che questa carne sintetica sia approvata non appena gli studi ne garantiranno la possibilità e che gli allevamenti tornino ad essere quello che il loro nome ci lascia immaginare, cioè luoghi dove gli animali possano nascere, crescere, condurre vita secondo loro natura, ed infine, anziché trascinare i loro anni per morire di vecchiaia, siano soppressi in maniera rapida per destinarne le carni al consumo umano. Questo è l’allevamento che da millenni veniva condotto dagli esseri umani. Gli attuali lager sono aberrazioni industriali recenti, una deviazione che può anche terminare.

Claudia
Claudia
Reply to  Daniela
4 Gennaio 2023 11:51

Perfettamente d’accordo con lei! Grazie.

riccardo
riccardo
4 Gennaio 2023 11:26

Purtroppo quello che può fare la natura non lo può fare l’uomo replicandolo in laboratorio. L’obiettivo è sopravvivere o vivere in salute? E quest’ultima passa per gran parte attraverso il cibo.
Invece di migliorare la mentalità delle generazioni future cosa si inventano le varie lobby? Carne in provetta! e tutti a cascarci come delle pecore…proprio come quelle che tanto cercate di proteggere!
come può essere sano qualcosa che non ha mai visto la luce del sole? che non si è mai nutrito naturalmente?
E chi parla di etica? creare qualcosa che non esisteva con l’aiuto della chimica..questo è quanto di più lontano c’è dall’essere etico.
L’agricoltura dei ruminanti è fondamentale per il futuro della razza umana.
Gli studi dimostrano che i bovini allevati localmente possono estrarre il carbonio dall’atmosfera
La propaganda ha ingannato le persone per evitare il cibo più sano del mondo.
Questo è solo l’ultimo tentativo.
Non lasciarti ingannare da loro.
Dietro colossi come Beyond Meat e Impossible Burger ci sono delle lobby che farebbero impallidire i fantastici 4.

Claudia
Claudia
Reply to  riccardo
4 Gennaio 2023 11:50

…”.come può essere sano qualcosa che non ha mai visto la luce del sole? che non si è mai nutrito naturalmente?” Sig. Riccardo, a quale animale si riferisce in questa sua affermazione? Questo è il punto! Lasciamo la possibilità di scelta alle persone. Io scelgo di far soffrire il meno possibile qualunque essere vivente…quindi per me ben venga la carne coltivata. E non spacci come lobby soltanto le Aziende che stanno investendo in questi prodotti! Coldiretti e analoghi, non sono poveri contadini e/o allevatori senza risorse!

Giuseppe
Giuseppe
Reply to  riccardo
4 Gennaio 2023 12:55

sig. Riccardo,
quasi tutto quello che mangiamo oggi e’ frutto dell’ingegno dell’uomo e in natura non esisteva (o esisteva in maniera molto diversa) anche solo pochi decenni fa, se poi andiamo indietro di secoli e millenni…
Sono socio SlowFood e, se avessi soldi da parte, acquisterei di sicuro terreni agricoli, dopotutto ci sara’ un motivo se a scuola ci hanno insegnato che e’ il settore primario dell’economia… pero` non esiste solo la propaganda di cui parla lei, attenzione anche al “marketing della tradizione” in cui noi Italiani siamo tanto bravi!

PS i colossi che cita lei, purtroppo, esistono anche nella “agricoltura dei ruminanti” di cui parla

Buona giornata a tutti

Piero Rostagno
Piero Rostagno
6 Gennaio 2023 16:52

Gentile dott.ssa Codignola, il suo articolo è senz’altro esauriente. Tuttavia, termina con il richiamo a voci di “autorevoli scienziati” citando un elenco non si Società scientifiche, ma di Associazioni private che spesso si contraddistinguono per l’utilizzo di argomenti “terroristici” (metodo che giustamente sia lei che il dott. La Pira criticate) in particolare contro le biotecnologie e/o gli allevamenti intensivi. Per fortuna il mondo della Ricerca italiano, rappresentato da molteplici Società scientifiche, affronta questi temi con ben altra autorevolezza di quella di quelle associazioni. Purtroppo, poco o nulla ascoltato!

michele
michele
17 Gennaio 2023 19:18

il problema vero è lo speco di cibo sia animale che vegetale,.Un animale viene ucciso per essere mangiato e questo sacrificio dovrebbe comportare di non sprecarne nemmeno una singola cellula, ma la stessa cosa vale anche per i vegetali che sono vivi pure loro e che maltrattiamo con mille trattamenti più degli animali.
il rispetto lo meritano tutti gli esseri viventi anche i più minuscoli e se utilizziamo per nutrirci per prima cosa dobbiamo rispettarli non sprecando il loro sacrificio