“Brucia Grassi” e “Cellulite” sono i nomi di due bevande Vitasnella: ma per il consumatore possono sembrare promesse di efficacia! Esposto IAP e AGCM
Un anno fa Acqua Vitasnella, marchio di Ferrarelle, ha lanciato la linea Specifique, bottigliette da 250 ml di cosiddette ‘acque funzionali’ disponibili in due varianti: “Brucia Grassi”, gusto ananas, e “Cellulite”, gusto mora e lampone.
Formalmente l’azienda potrebbe sostenere che si tratta dei nomi delle due referenze, non di claim salutistici. Ma la distinzione, agli occhi del consumatore o della consumatrice (dato che si tratta di prodotti chiaramente rivolti a un pubblico femminile), è tutt’altro che scontata. Quando su una bottiglietta d’acqua aromatizzata compaiono sull’etichetta con caratteri grandi parole come “Brucia Grassi” o “Cellulite”, il messaggio percepito non è neutro: richiama in modo diretto il dimagrimento, il metabolismo dei grassi e gli inestetismi della cellulite.
Vitasnella “Brucia Grassi” e “Cellulite”
La variante “Brucia Grassi”, venduta da Carrefour a circa 1 euro per 250 ml, è una bevanda analcolica a base di acqua minerale naturale Vitasnella, con succo di ananas concentrato all’1%, estratto naturale di Citrus aurantium allo 0,07%, estratto naturale di gambo d’ananas allo 0,08%, aromi e acido citrico. In etichetta si legge anche: “con estratto di Citrus aurantium che contribuisce al metabolismo dei lipidi”. Una bottiglietta contiene 175 mg di estratto di Citrus aurantium.
La scheda pubblicata nel sito di Esselunga descrive il prodotto come “il tuo supporto quotidiano per il metabolismo dei lipidi” e aggiunge che il Citrus aurantium “contribuisce al controllo del peso e favorisce la degradazione dei lipidi”. Sono frasi che inseriscono chiaramente il prodotto nell’area del controllo del peso.
Il problema non è la vendita di una bevanda senza zuccheri e senza calorie, ma il modo in cui viene presentata. “Contribuisce al metabolismo dei lipidi” è una formula diversa da “Brucia Grassi”. Il primo è un claim autorizzato per il Citrus aurantium, la seconda è una promessa molto più forte, immediata, tipica del linguaggio dei prodotti dimagranti.
Discorso analogo per la variante “Cellulite”, associata all’estratto di Vitis vinifera, con la frase “aiuta a ridurre gli inestetismi della cellulite”. Anche in questo caso il nome della referenza non appare come una semplice fantasia commerciale: richiama un effetto estetico preciso, molto sensibile per il pubblico femminile.
Il caso San Benedetto Skin Care
Il precedente di San Benedetto Skin Care mostra che il tema non è secondario. Dopo l’esposto presentato da Il Fatto Alimentare, lo IAP è intervenuto sulla comunicazione dello spot con Elisabetta Canalis, ottenendo la modifica del messaggio pubblicitario. Il caso riguardava una bevanda a base di acqua, collagene, zinco e acido ialuronico, proposta come alleata della pelle. Anche lì il nodo era il confine tra nome commerciale, suggestione cosmetica e beneficio promesso al consumatore.
Per questo Il Fatto Alimentare invierà una segnalazione a IAP e AGCM, chiedendo di verificare se la presentazione della linea Vitasnella Specifique sia compatibile con le regole sui claim e con il divieto di comunicazioni potenzialmente ingannevoli. La domanda è semplice: parole come “Brucia Grassi” e “Cellulite”, stampate in evidenza su una bottiglietta di acqua aromatizzata con estratti vegetali, possono essere considerate semplici nomi di prodotto? O trasmettono al consumatore una promessa funzionale che merita una verifica?
© Riproduzione riservata Foto: Ferrarelle
giornalista redazione Il Fatto Alimentare




