Sempre più diffusi nei supermercati, questi gelati riprendono gusto e marchio dei celebri snack. Ma tra ingredienti, valori nutrizionali e prezzi emergono differenze che meritano attenzione.
Da alcuni anni sono comparsi sul mercato diversi gelati che si ispirano alle più amate barrette dolci. Che cos’hanno di caratteristico questi prodotti? Abbiamo fatto un confronto fra alcuni dei più popolari.
Iniziamo la nostra carrellata da Kinder Bueno. Lo snack, della grande famiglia Ferrero, è formato da una cialda di wafer ripiena di crema alla nocciola e ricoperta di cioccolato, ed è destinato a un pubblico di adolescenti e giovani adulti. La versione gelato di Kinder Bueno è comparsa sul mercato italiano nel 2017, sotto forma di coni, seguita poi da barrette gelato e recentemente dal gelato in barattolo. Lo stecco gelato Kinder Chocolate Ice Cream, invece, si ispira alle classiche barrette di cioccolato Kinder, pensate per i bambini.
Twix è uno snack a base di biscotto, caramello e cioccolato, la barretta Snickers è preparata con arachidi, mentre Bounty si caratterizza per la presenza del cocco. Le versioni gelato di Twix, Snickers e Bounty ricordano nel formato e negli aromi gli snack con gli stessi nomi e Snickers è disponibile anche in vaschetta. Il gelato Ringo, ispirato ai famosi biscotti, è una sorta di sandwich di gelato alla vaniglia racchiuso fra due biscotti.
Gli ingredienti
Nella maggior parte dei casi gli ingredienti di questi gelati sono simili: il primo della lista è il latte, di solito in forma disidratata o condensata, poi viene lo zucchero, seguono grassi di vario tipo (di palma, di girasole, di cocco), sciroppo di glucosio e derivati industriali del latte, come lattosio, grassi del latte e proteine del latte. Poi ci sono gli ingredienti caratteristici dei diversi gelati, come cacao, nocciole, arachidi o cocco. Fra gli additivi troviamo emulsionanti, stabilizzanti e aromi, necessari per conferire a questi prodotti il gusto e la consistenza graditi dai consumatori. È un po’ diverso il gelato Ringo, che vede come primo ingrediente la farina, seguita da latte fresco di alta qualità. Seguono anche in questo caso zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio, grassi e additivi.

Si tratta di alimenti ultra processati, con un lungo elenco di ingredienti e additivi. A questo aspetto, poco apprezzabile, si aggiunge il fatto che in generale sono troppo ricchi di grassi e di zuccheri. Dato che questi gelati hanno dimensioni diverse, per valutare gli aspetti nutrizionali è più utile riferirsi alla porzione piuttosto che a 100 g.
Aspetti nutrizionali
L’apporto energetico di una porzione varia dalle 113 kcal di un biscotto Ringo alle 219 di una barretta gelato Kinder Bueno. Il contenuto di grassi varia nello stesso modo, passando dai 3,2 g di un Ringo ai 12,6 g di Kinder Bueno. È meno diversificata, e sempre alta, la quantità di zuccheri, intorno ai 10-12 g per pezzo, tranne che nel Kinder Bueno dove raggiunge 16 g. I valori ‘eccessivi’ di questo prodotto non sono però dovuti a caratteristiche della ricetta, ma al fatto che questo gelato è più grande degli altri. La valutazione dell’app Yuka, che esprime un punteggio in centesimi tenendo conto sia degli aspetti nutrizionali che degli additivi, è pari a 0/100 nella maggior parte dei casi. Arriva a 5/100 per il gelato Ringo.
Oltre che piuttosto ‘squilibrati’ da punto di vista nutrizionale, questi gelati non sono certo economici: i prezzi visti nei supermercati per le confezioni multipack variano infatti fra 18 e 31 €/kg. Non è poco se consideriamo che i coni e le vaschette con i marchi dei supermercati possono costare 7-8 €/kg, mentre per il cornetto Algida (in confezione da 6 pezzi) si arriva a circa 15 €/kg.
Per uno spuntino estivo, volendo un gelato, sono preferibili i sorbetti alla frutta, ugualmente dolci ma a ridotto contenuto di grassi. Ancora meglio sarebbe consumare frutta fresca: pesche, meloni, anguria, prugne e tutto ciò che la stagione offre, anche considerando che sono pochi gli italiani che consumano le ‘classiche’ cinque porzioni di frutta e verdura consigliate.
Nota
Prezzi rilevati sulle principali piattaforme di vendita online, nella seconda metà di luglio 2026.
© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

Giornalista pubblicista, laureata in Scienze biologiche e in Scienze naturali. Dopo la laurea, ha collaborato per alcuni anni con l’Università di Bologna e con il CNR, per ricerche nell’ambito dell’ecologia marina. Dal 1990 al 2017 si è occupata della stesura di testi parascolastici di argomento chimico-biologico per Alpha Test. Ha collaborato per diversi anni con il Corriere della Sera. Dal 2016 collabora con Il Fatto Alimentare. Da sempre interessata ai temi legati ad ambiente e sostenibilità, da alcuni anni si occupa in particolare di alimentazione: dalle etichette alle filiere produttive, agli aspetti nutrizionali.





