Il Ministero dell’Agricoltura impone di classificare come vergine l’olio ottenuto miscelando extravergine e vergine. I dubbi di Alberto Grimelli, direttore di Teatro Naturale
La nuova circolare in materia di disposizioni sulla miscelazione dell’olio extravergine di oliva con l’olio di oliva vergine del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) è stata scritta in modo impreciso e affrettato. A lanciare l’allarme è Alberto Grimelli, direttore della testata Teatro Naturale, secondo cui il provvedimento è stato redatto “con molta fretta. Troppa fretta”.
La circolare numero 0349821 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 luglio 2026 (dopo la stesura di questo articolo) stabilisce che l’olio ottenuto mescolando extravergine e vergine non potrà essere venduto come extravergine, anche se rispetta i parametri chimici e organolettici previsti. Il prodotto dovrà essere commercializzato come olio vergine. In realtà la circolare non vieta la miscelazione: un’azienda potrà continuare a unire le due tipologie d’olio, ma sarà obbligata a etichettare il risultato come ‘olio vergine’, una categoria che adesso è quasi assente dagli scaffali dei supermercati e con un valore commerciale inferiore.
La circolare
Il primo problema è che le nuove disposizioni si applicano “a partire dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana”. Tuttavia, le circolari amministrative normalmente non sono pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Quando abbiamo fatto l’intervista a Grimelli il documento era comparso soltanto nella raccolta normativa del sito del MASAF. Il giorno dopo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Il precedente orientamento consentiva la miscela
La circolare ribalta un’interpretazione dell’ICQRF risalente al 2002, successivamente condivisa anche dalla Direzione generale agricoltura della Commissione europea. Secondo quell’orientamento, una miscela di olio vergine ed extravergine poteva essere classificata come extravergine quando il prodotto finale rispettava i parametri analitici e superava l’esame organolettico previsto dalla normativa.

La questione non è stata ancora chiarita definitivamente a livello europeo. La stessa Corte dei conti dell’Unione ha segnalato che gli Stati membri interpretano le regole in modo diverso e ha chiesto alla Commissione di intervenire. Lollobrigida ha però deciso di anticipare Bruxelles attraverso una semplice circolare, la quale può indirizzare l’attività degli uffici e degli ispettori, ma non può modificare un regolamento europeo né creare autonomamente un nuovo illecito.
L’olio vergine rischia di perdere valore
Le conseguenze potrebbero essere pesanti soprattutto per frantoi, organizzazioni di produttori e commercianti. L’olio vergine, fino a oggi utilizzato in piccole quantità nelle miscele, potrebbe diventare più difficile da collocare e scendere di prezzo. Secondo il direttore di Teatro Naturale, il nuovo provvedimento rischia di trasformarsi in un “boomerang per l’olivicoltura nazionale’, svalutando proprio l’olio prodotto in molti frantoi dagli agricoltori italiani.
La grande falla
La criticità più evidente è che le nuove regole non valgono per gli altri Paesi dell’Unione Europea. Un’azienda italiana potrà quindi acquistare olio vergine ed extravergine, trasferirli in Andalusia, in Portogallo o in Grecia e realizzare lì la miscela. L’olio potrà poi essere importato in Italia, imbottigliato e venduto come extravergine.

Anche L’Informatore Agrario evidenzia questa criticità: l’operazione impedita all’imbottigliatore italiano può essere svolta dal concorrente spagnolo o portoghese, oppure dalla stessa azienda italiana trasferendo temporaneamente l’olio all’estero. Il vantaggio economico di questa triangolazione aumenterebbe qualora il divario di prezzo tra olio vergine ed extravergine raggiungesse alcuni euro al litro.
Sugli scaffali non è garantito un extravergine migliore
Coldiretti e Unaprol hanno presentato la circolare come una “vittoria storica” e il ministro Francesco Lollobrigida ha sostenuto che le nuove regole garantiranno la qualità dell’extravergine e il lavoro degli agricoltori. Ma basta leggere il testo con attenzione per rendersi conto che la realtà è meno rassicurante.
Il provvedimento contiene un errore sulla data di applicazione, interviene sulle giacenze già prodotte, poggia su una base giuridica discutibile, penalizza le imprese italiane rispetto a quelle straniere e non impedisce che le stesse miscele arrivino sugli scaffali dopo la produzione in Spagna.
Per incidere davvero servirebbe una norma europea valida in tutti i Paesi membri e un impegno della grande distribuzione a non utilizzare l’extravergine come prodotto civetta, proponendolo a prezzi difficilmente compatibili con una qualità accettabile.
Ancora una volta Lollobrigida privilegia l’annuncio e l’effetto mediatico per proclamare una vittoria basata su un provvedimento impreciso e facilmente aggirabile. La circolare ha prodotto titoli efficaci su diversi giornali ‘distratti’, ma non garantisce che nelle bottiglie acquistate dai consumatori ci sia un extravergine migliore. Come conclude Grimelli, volendo essere gentili la circolare è un’“arma spuntata”, che rischia di danneggiare i produttori italiani lasciando invariato ciò che arriva sugli scaffali.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



Io ho risolto il problema da tempo: olio evo bandito.
Sto risparmndo centinaia di euro l’ anno.
Ognuno fa le sue scelte ovviamente. Anche evitare prodotti che la scienza (non Coldiretti) dice siano utili per la nostra salute. Non è che si usano a litri eh… Filino d’olio
Questo è il risultato che stanno ottenendo i politici con tutto questo clamore
Bisogna chiarire bene questo intruglio.L’olio Extravergine naturale non sofisticato in laboratorio va bene. L’altro è solo un’intruglio. Lavorato in laboratorio Il nostro ministro Lollobrigida dovrebbe spiegare bene ai consumatori questa brutta situazione. Un consumatore Paolino Mauro.
ennesima dimostrazione di incompetenza al comando
ed ennesima legge scritta con pochi neuroni.
Già visto, anche in altri campi.
Condivisibile, ma… https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/07/23/26A03788/sg
Grazie, corretto data
Mi scusi, ma non è chiaro: se ho capito il link rimanda alla pubblicazione della circolare sulla Gazzetta Ufficiale? Quindi, diversamente da quanto leggo nell’articolo, è stata pubblicata sulla GU e quindi è regolarmente (da questo punto di vista) in vigore? O mi sfugge qualcosa?
Abbiamo aggiornato l’articolo
Non c’è che dire, al ministero siedono individui geniali capaci più di far danno che beneficio… e non è certo la prima volta…
Sono anni che c’è questo problema e non si è mai voluto risolvere, figuriamoci se si preoccupano adesso che c’è un disegno per far fallire tutti i settori dell’ Italia che lavora . Credo non sia solo un mio pensiero perché è tutto sotto gli occhi di tutti . …….un piccolo produttore .
Scusate, ma la circolare è in vigore o non entrerà mai in vigore? Perché non si capisce…
Abbiamo aggiornato l’articolo
Giuste le critiche sull’olio
vergine/ extravergine.
Ingiusto che l’Italia sia penalizzata.
Ignoravo però che l’olio extravergine d’oliva potesse essere miscelato con quello vergine.
Sarebbe corretto classificare:
— vergine
— misto vergine extravergine
— extravergine
Chiedo: certi oli extravergine costano tanto di più rispetto ad altri oli extravergine perché non sono miscelati?
In questo caso è penalizzato il produttore che non miscela.
Etta
A prescindere dal fatto che, personalmente, ritengo una truffa vendere come extravergine un olio miscelato con vergine pur se rispetta i famosi “parametri”, non ho letto la circolare de quo, ma mi sembra molto strano che il divieto di vendere per extravergine un miscelato valga solo per le “miscele” prodotte in Italia e non per quelle importate. Se le “miscele” estere dovessero arrivare sui banchi italiani, cosa che, comunque, non dovrebbe accadere, perchè penso che la circolare preveda il divieto di vendita in Italia delle miscele come extravergine, non solo il divieto di produzione delle miscele stesse, ritengo che almeno ci debba essere scritto che trattasi di miscele prodotte in altri paese UE o extraUE.
E’ vero che la qualità dei nostri legislatori è caduta, ormai, molto in basso, ma sarei molto preoccupato se avessero raggiunto i livelli descritti nell’articolo.
Mi immagino un’etichetta di questo tipo: ” Olio vergine ottenuto dalla miscelazione di miscele di oli vergini ottenute dalla miscelazione di oli vergini provenienti da diversi Paesi dell’Unione Europea con miscele di oli extravergini ottenute dalla miscelazione di oli extravergini provenienti da diversi Paesi dell’Unione Europea”. Poi potrebbe esserci una quota aggiuntiva di miscele di oli provenienti dal Nordafrica (credo sia già ammessa dai disciplinari). Se non è Unione Europea questa! ( o Miscela Europea?)
Intanto le leggi devono essere uguali in tutti i paesi EU, infatti grossi imbottigliatori hanno aperto nuove sedi in Spagna.inoltre il commerciante italiano dopo aver acquistato olio extravergine da un frantoio può poi contestare l’olio che non è passato all’esame organolettico come extravergine.quindi non pagherebbe, come è sempre stato,l’olio al carico ma solo dopo analisi.Mi ripeto purtroppo vogliono legiferare con risonanza mediatica senza conoscere nulla dell’agricoltura e del commercio
Ancora una volta dobbiamo renderci conto che le scarse conoscenze del nostro ministro dell’agricoltura sono impressionanti
Sempre lui, Lollobrigida, deve sempre stravolgere le leggi, guarda cos’ha fatto con i prodotti vegani, latte (ops bevande) vegetali per non parlare della legge sulla caccia. Con tutti problemi che ci sono nel paese, deve inventare qualche cambiamento..spesso va contro il parere del parlamento europeo….
ma i nostri ministri quando ne faranno una giusta? Sembra proprio che siano in parlamento per sbaglio: c’era bisogno di rallegrarsi per una norma così insulsa? A chi giova aggiungere un altra categoria di olio? Già é un prodotto che si presta a sotterfugi e imbrogli, dovremo sempre perdere più tempo al supermercato per scegliere un olio che valga il suo prezzo.
La risposta è semplice: un potere assoluto (leggasi premierato di fatto) da sempre si circonda di persone incompetenti e ossequianti (perché in cerca di potere a buon mercato, alias yes men) che, senza funzione dialettica, semplicemente obbediscono. Il problema è che, purtroppo per loro, devono pur sempre dimostrare che fanno qualcosa per salvare la faccia e lo stipendio. Il secondo problema è che, nel far questo, non hanno nemmeno fantasia. Il risultato è una continua sceneggiata. Saluti.
In Italia vengono venduti con diverse etichette oli denominati “extravergine d’oliva” a prezzi inferiori ai 5 euro/litro: “miscele di oli della Comunità Europea”.
A quel prezzo è difficile credere che quelle bottiglie contengano un prodotto valido…
Beh…mi chiedo come sia possibile distinguere, in laboratorio o altrove, un olio extravergine non miscelato da una miscela di oli che rispetti tutti i parametri di classificazione come extravergine e superi il panel test……
Analiticamente non è possibile; la distinzione è possibile soltanto con un controllo amministrativo delle registrazioni di carico e scarico del magazzino con bilancio di massa (risulta che dovresti avere nelle cisterne tot extravergine e tot vergine, controlliamo se i conti tornano), ma anche se la norma vuole che le registrazioni sull’olio siano generalmente puntuali, non possono risolvere il problema di un olio caricato a magazzino con le caratteristiche legali di extra vergine ma con valori border line, che diventa vergine finché è in cisterna, senza alcun intervento esterno.
E’ entrato come extravergine ma nel frattempo è diventato vergine, far emergere l’uso in un blend che abbia come risultato un olio comunque con i parametri dell’extravergine non è uno scherzo.