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Uliveto: il filmato proposto da “Belli dentro, belli fuori” è pubblicità mascherata. Quinta censura per l’acqua minerale della Cogedi

Belli dentro belli fuori la7 tv

AGGIORNAMENTO del 16 aprile 2019

Il 15 aprile 2019, in risposta a una nuova richiesta inviata da Il Fatto Alimentare all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria per chiedere la censura di un filmato andato in onda all’interno del programma “Belli dentro, belli fuori”, che a nostro avviso si palesa come una pubblicità dell’acqua minerale Rocchetta (marchio che insieme a Uliveto risulta di proprietà della Cogedi), la segreteria dello Iap informava che il provvedimento contro Uliveto descritto in questo articolo “è stato erroneamente pubblicato sul sito in quanto l’iter del caso è tuttora in corso. La terremo informata sul prosieguo, nonché sugli altri casi segnalati”.

Il servizio sull’acqua Uliveto andato in onda durante la trasmissione televisiva “Belli dentro, belli fuori” su La7 il 24 marzo 2019,  è una pubblicità mascherata non riconoscibile dal pubblico. Lo ha stabilito il Comitato di Controllo del Giurì di Autodisciplina che ha censurato la Cogedi proprietaria del marchio. Il testo del provvedimento spiega che a trasmissione condotta da Roberta Capua dedicata ai temi della salute e del benessere, si apre con l’annuncio della conduttrice, e con le immagini in primo piano di una bottiglia di acqua “Uliveto”, affiancata da una scritta che per pochi istanti in caratteri tipografici piccolissimi  recita “Programma con inserimento prodotti commerciali”.

Poco dopo, mentre si affronta il tema della digestione, la conduttrice del programma lancia un servizio dicendo: “…torniamo un secondo all’acqua, vediamo questa scheda”. A questo punto parte il filmato dedicato all’importanza di assumere acqua durante i pasti per favorire la digestione. Le immagini mostrano alcune persone intente a consumare l’acqua “Uliveto”, che viene inquadrata con il marchio ben evidente. Mentre questa scena scorre sul piccolo schermo, si sentono voci che dicono “Un’acqua ricca di minerali, come il bicarbonato, il calcio ed il magnesio, può aiutare a ridurre il pH gastrico. Questo vuol dire che si diminuisce il tempo di permanenza del cibo nello stomaco e di conseguenza l’effetto dell’acidità”. Si tratta di un caso emblematico di pubblicità camuffata.

Il testo del provvedimento precisa che “Tutte le caratteristiche di quello che viene proposto formalmente come servizio di approfondimento scientifico e salutistico sono finalizzate a un fine promozionale, in cui il prodotto …. viene suggestivamente suggerito al pubblico come l’acqua da assumere per avere benefici dal suo consumo durante i pasti”. In altre parole siamo di fronte a una grande pubblicità mascherata da servizio giornalistico in contrasto con l’art. 7 del Codice di autodisciplina pubblicitaria.

uliveto
Le pubblicità dell’acqua Uliveto sono state censurate cinque volte negli ultimi anni

L’acqua minerale Uliveto colleziona così la quinta censura in pochi anni. Un record che non sembra impensierire la società Cogedi proprietaria del marchio, forse perché questa volta non dovrà pagare un solo euro di multa. Negli altri casi quando è intervenuto l’Antitrust, le sanzioni complessive hanno totalizzato più di 100 mila €. Il Fatto Alimentare nei giorni scorsi ha inviato una nuova richiesta di censura per una nuova pubblicità. Vi terremo informati.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

  1. Questo è anche il frutto della sempre maggiore abitudine, da parte di tutti i soggetti del mercato, a far usare gli alimenti come fossero medicinali: il bio, i superfood, il vino per pulire le arterie… La prossima grande moda che stanno preparando è il melograno. Almeno in questo caso saranno frutteti nostrani.
    Poi l’articolo segnala un altro grosso problema che sto notando da qualche mese: le scritte sempre più piccole. Sebbene di fatto sia comunque difficile leggere 8-10 righe di avvertenze (tipo quelle delle pubblicità auto), ci stanno “risolvendo il problema” poiché ormai senza alcuna decenza ci stanno allegramente prendendo in giro mandando a video scritte minuscole, illeggibili anche dopo avere registrato per provare a leggerle. Dovrò registrarmi alla Autorità di controllo per iniziare ad inviare le segnalazioni… Ma non c’è una norma sulla questione?

  2. Buongiorno,

    nell’articolo leggo

    Mentre questa scena scorre sul piccolo schermo, si sentono voci che dicono “Un’acqua ricca di minerali, come il bicarbonato, il calcio ed il magnesio, può aiutare a ridurre il pH gastrico. Questo vuol dire che si diminuisce il tempo di permanenza del cibo nello stomaco e di conseguenza l’effetto dell’acidità”

    Una domanda:

    ma se il pH dell’acqua Uliveto è 5.8 come può aiutare a ridurre il pH dei succhi gastrici che si aggira tra 1 e 2?

    Grazie

    • Roberto La Pira

      Il pH elevato vuol dire che l’acqua è meno acida rispetto ai succhi gastrici e quindi riduce il livello di acidità

    • Se miscelo 40 ml di succo gastrico a pH 1.2 con 40 ml di acqua a pH 5.8 otterrò una soluzione di 80ml a pH 3.5.
      Tale soluzione con pH 3.5 impiegherà più tempo a digerire le proteine, scopo dello stomaco, quindi impiegherà più tempo lo stomaco ad espletare la sua funzione, quindi aumenta il tempo di permanenza del cibo nello stomaco.
      Non è forse questo il motivo per cui a pranzo è consigliabile non bere acqua bensì vino o bevande gassate acide?
      O mi sbaglio?
      Grazie

    • Roberto La Pira

      Risponde il nutrizionista Antonio Pratesi 1) La digestione delle proteine INIZIA nello stomaco ove c’è un PH acido ma CONTINUA nel duodeno ove c’è un PH alcalino. Lo scopo dello stomaco non è solo digerire le proteine.
      2) Un PH acido (tra 2 e 3) attiva il pepsinogeno (prodotto dallo stomaco)che si trasforma in pepsina, che scinde le proteine. La massima attività della pepsina si ha a PH 2 ma funziona sino a un PH di 6.5. Il meccanismo di controllo del PH gastrico è talmente fine e complesso (dipende anche da fattori esterni allo stomaco come la visione del cibo, l’olfatto ecc.) che una bevanda acidificante come l’acqua gasata (circa PH 3) è improbabile sia in grado di influenzare i tempi di digestione delle proteine e il conseguente svuotamento gastrico. Inoltre nell’antro gastrico (ultima parte dello stomaco, anticamera del duodeno) quando il PH scende sotto il 3 viene prodotta la somatostatina che blocca la produzione di gastrina e quindi la produzione di H+ dallo stomaco (=acidità). Quindi c’è un naturale meccanismo di controllo gastrico che tende a contrastare una eccessiva acidità e che entra in azione già quando il PH scende sotto il 3 (il che non è molto lontano dal 3.5 che il nostro lettore ha ipotizzato nel suo esempio).
      Lo svuotamento gastrico o meglio la sua velocità di svuotamento dipende dall’osmolarità del contenuto dello stomaco (rispetto a quella plasmatica), che dipende non solo dalla digestione delle proteine ma da molti altri fattori (ad es. contenuto di sodio, digestione dei carboidrati/grassi, tipo di carboidrati e grassi ingeriti, quantità di grassi ecc).
      3) Il vino non è mai indicato perché contiene l’alcol etilico (sostanza tossicca e cancerogena).
      4) Le bevande gassate zuccherate non sono generalmente indicate perché contengono zuccheri liberi che favoriscono la carie e sono collegate ad un aumento del peso corporeo. Eventualmente si può utilizzare acqua gassata, anche se non ci sono evidenze che possa avere un effetto sulla digestione. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19502016

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