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Curcuma ed epatite: un altro richiamo precauzionale per l’integratore Movart. A un mese dai primi casi nessuna notizia dal ministero

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Aggiornamento del 5 agosto 2019: dopo la conclusione delle indagini del ministero della Salute che ha escluso contaminazioni o adulterazioni degli integratori a base di curcuma e curcumina, è stato revocato il richiamo del prodotto Curcuma fitosoma ed echinacea a marchio Movart con il numero di lotto M30315.

Il ministero della Salute ha pubblicato l’ennesimo richiamo di un integratore alimentare a base di curcuma legato ai 19 casi di epatite colestatica acuta non infettiva e non contagiosa segnalati dall’Istituto superiore di sanità. Questa volta l’avviso riguarda un altro lotto dell’integratore di curcuma fitosoma ed echinacea Movart, che era già stato richiamato spontaneamente e in via precauzionale dall’azienda per lo stesso motivo nelle scorse settimane.

Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 30 compresse (peso netto 39 grammi) con il numero di lotto M80315 e la data di scadenza 06/2020. L’integratore è stato prodotto per Scharper Spa da Farmaceutici Procemsa nello stabilimento di via Mentana 10 a Nichelino, in provincia di Torino.

In totale, ad oggi sono stati richiamati 16 lotti di 13 diversi integratori a base di curcuma. Ecco la lista di tutti i prodotti dall’inizio della segnalazione dei casi di epatite:

  • Curcuma, bromelina e boswellia Versalis, in confezioni da 14 bustine (47,6 grammi), con il numero di lotto l0187 e la data di scadenza 01/2022 (Geofarma)
  • CartiJoint Forte a base di condroitin solfato, glucosammina cloridrato e Bio-Curcumin BCM-95, in confezioni da 20 compresse (28,30 grammi) con il numero di lotto 24/18 e la data di scadenza 31/10/2021 (Fidia Farmaceutici)
  • Movart a base di curcuma fitosoma ed echinacea, in confezione da 30 compresse con il numero di lotto M70349 e la data di scadenza 08/2019 (Scharper Spa)
  • Curcuma Max Naturetica, in confezione da 30 capsule (19,5 grammi) con il numero di lotto 181214 e la scadenza 12/2022 (Naturetica Bielli S.a.s.)
  • Curcuma Max Naturetica, in confezione da 60 capsule (39 grammi) con il numero di lotto 181210 e la scadenza 12/2022 (Naturetica Bielli S.a.s.)
  • ArtDol Naturetica, in confezione da 30 tavolette (32,85 grammi) con il numero di lotto 18N142 e la scadenza 12/2022 (Naturetica Bielli S.a.s.)
  • Good Joint Benessere Pharma, in confezione da 120 compresse (96 grammi) con il numero di lotto 190503 e la scadenza 05/2023 (Benessere Pharma S.r.l.)
  • Curcuma & Piperina a marchio Rubigen, prodotta da Natur-Farma Srl, lotto numero 250119 e lotto 210219 con data di scadenza 02/2022
  • Maximum Curcuma a marchio Naturando prodotta da Ekappa Laboratori, lotto numero 18L264
  • Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 e scadenza 10/2021, di Ni.Va, prodotto da Frama
  • Curcumina 95% (basso dosaggio), lotto 18M861 e scadenza 11/2021, di Ni-Va, prodotto da Frama
  • Curcumina Plus 95% piperina a marchio Linea@, lotti 19B914 con scadenza 02/2022 e 18e590 con scadenza 03/2021, di Ni.Va prodotto da Frama
  • Curcumina Piperina + a marchio AIF, lotto 19B914 e scadenza 28/07/2022, di Ni.Va e prodotto da Frama

A più di un mese dalla segnalazione dei primi casi di epatite, il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità non hanno ancora dato informazioni precise sulle cause esatte dei ricoveri. Alcuni degli integratori richiamati compaiono anche nella lista dei prodotti segnalati dal ministero in associazione con i casi riportati. Per leggere l’elenco completo clicca qui.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 64 richiami, per un totale di 102 prodotti, e 4 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

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2 Commenti

  1. Avatar
    giovanni gozzi

    La prova provata che l’HACCP è solo virtuale, altrimenti non c’è solo colpa ma anche dolo.

  2. Avatar
    giovanni gozzi

    Estendo il concetto del primo commento per non venir frainteso: è poco probabile che più di dieci formulati abbiano prblemi casuali, che nessuno sapesse niente e che si continui a non saper nulla delle possibili cause da cui verificare quella effettiva.
    19 casi di epatite non virale, un mese senza capire l’agente eziologico è il tragico bilancio che prova che l’HACCP non ha fatto quel che doveva, ossia prevenire il problema o almeno minimizzare gli effetti indesiderati. Le conseguenze sono in alternativa che il piano di autocontrollo è solo virtuale perché l’analisi del rischio è inefficace e i punti critici di controllo non controllano il rischio effettivo, oppure che bisogna vietare il consumo di un prodotto che è inadatto al consumo, come previsto dalla normativa alimentare (Reg. 178/2002, art. 14 alimenti a rischio).
    Una volta definita la casa non si dimentichi che i postulati di Koch sono validi sia in microbiologia sia in chimica.
    Non c’è piano di campionameento accreditato, analisi di laboratorio susseguenti che possano sostituire uno studio approfondito e multidisciplinare teorico dei prerequisiti efficacemente attuati, delle tecnologie e controlli di processo effettivamente svolti e del miglioramento continuo in funzione delle conoscenze nuove e storicamente più efficaci a presidio della somministrazione di alimenti, che sono sempre pericolosi se non adeguatemente concepiti e consumati.