;
Home / Richiami e ritiri / Richiamato estratto di arancia: presunta presenza di pesticidi nella materia prima. Aggiornamento 27/4: “prodotto sicuro, nessuna traccia di residui” precisa l’azienda

Richiamato estratto di arancia: presunta presenza di pesticidi nella materia prima. Aggiornamento 27/4: “prodotto sicuro, nessuna traccia di residui” precisa l’azienda

estratto arancia insalarte ortoromi

 

Aggiornamento del 27 aprile 2021: con una nota a Il Fatto Alimentare, OrtoRomi offre alcune precisazioni in merito al richiamo precauzionale di alcuni lotti di estratto di arancia bionda.

Nel caso specifico in questione, nel corso di un controllo eseguito dalle autorità competenti sulla materia prima, sono stati effettivamente rilevati nella buccia i due principi attivi dimethoate e chlorpyriphos non ammessi nella Comunità Europea. Ovviamente è stata attivata una procedura di allerta che ha coinvolto la nostra AULSS  6: i funzionari hanno avviato la procedura di richiamo applicando il principio di precauzione.

Con analisi multiresiduale alla mano, abbiamo da subito dimostrato l’assenza dei due principi attivi nell’estratto, poiché tali sostanze stazionano sulla buccia e non sulla polpa dell’arancia.  Per questo, a nostro avviso non era necessario predisporre il ritiro del prodotto, in quanto assolutamente salubre. Nonostante la condivisione dei risultati rilevati con le autorità competenti, la regione del Veneto ha deciso di procedere ugualmente con il richiamo del prodotto, ribadiamo, in via del tutto precauzionale. Dal lato nostro abbiamo offerto la totale collaborazione. 

Nei giorni seguenti, la totale salubrità del prodotto immesso in commercio è stata ulteriormente dimostrata dal triplo campionamento eseguito da tre laboratori differenti, esterni ed accreditati, per la ricerca dei principi attivi oggetto della segnalazione.  

Possiamo quindi affermare con certezza che l’estratto all’arancia bionda 500 ml messo in vendita non avrebbe causato alcun danno alla salute dei nostri consumatori.  A dimostrazione di ciò, aggiungiamo che l’AULSS 6 ha richiesto alla Regione Veneto l’annullamento del richiamo.

Aggiornamento del 22 aprile 2021: anche il ministero della Salute ha pubblicato il richiamo precauzionale dell’estratto di arancia bionda Smile Insalarte OrtoRomi in bottiglie da 500 ml, segnalando anche i lotti L.586109718 con scadenza 23/05/2021, L.586110009 con scadenza 26/05/2021, L.586110207 con scadenza 28/05/2021, L.586110403 con scadenza 30/05/2021, L.586110508 con scadenza 01/06/2021, L.586110707 con scadenza 04/06/2021 e L.586110906 con scadenza 04/06/2021.

Oltre al ministero, anche Unes e Cadoro hanno pubblicato il richiamo, specificando che nei loro punti vendita sono stati distribuiti solo i lotti L.586109306, L.586109803 e L.586110009. Coop invece ha segnalato il richiamo dei lotti L.586109306, L.586109718 e L.586110207, precisando che interessa solo i punti vendita di Toscana e Lazio.

Bennet ha diffuso il richiamo precauzionale di due lotti di estratto di arancia bionda Smile Insalarte OrtoRomi per la “presunta presenza nella materia prima arance di Dimethoate e Chlorpyrifos”, due principi attivi non autorizzati in Unione Europea. Il prodotto interessato è venduto in bottiglie da 500 ml con i numeri di lotto L.586109306 e la data di scadenza 19/05/2021, e L.586109803 e la data di scadenza 24/05/2021.

L’estratto di arancia richiamato è stato prodotta da OrtoRomi Società agricola cooperativa nello stabilimento di via Piovega 55, a Borgoricco, in provincia di Padova.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare il prodotto con i numeri di lotto e le scadenze segnalate e restituirlo al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2021, Il Fatto Alimentare ha segnalato 80 richiami, per un totale di 115 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

© Riproduzione riservata Foto: Bennet

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare

Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

Guarda qui

Presenza di solfiti: richiamato integratore alimentare. Rischio per i consumatori allergici

Il ministero della Salute ha pubblicato l’avviso di richiamo di un lotto dell’integratore alimentare Florase …

2 Commenti

  1. Avatar
    R. Squillantini

    Ma quindi si tratta delle arance origine Egitto contenenti clorpirifos e dimetoato per cui è scattato il RASFF e di cui parlate in questo articolo: https://ilfattoalimentare.it/pesticidi-arance-rasff-15.html
    Ma allora, se si tratta di Arance di origine: Egitto, che ci fa quella bella bandierina italiana con scritto “Prodotto in Italia” e senza alcuna specificazione sull’origine della materia prima?
    Queste confezioni della Ortoromi non sono in violazione dell’art. 26 del Reg. 1169?
    E’ esattamente il caso in cui il prodotto sta dando una provenienza (“Prodotto in Italia” con bandiera italiana), ma l’origine della materia prima non coincide con quella provenianza (Egitto)…

    • Giulia Crepaldi
      Giulia Crepaldi

      Negli avvisi di richiamo diffusi dal ministero della Salute e dai supermercati non viene indicata l’origine della materia prima legata alla presunta contaminazione, per cui al momento non possiamo essere certi che si tratti delle stesse arance.
      Tuttavia, come correttamente fatto notare, se la materia prima fosse effettivamente di origine diversa dal Paese di produzione indicato in etichetta (in questo caso dalla dicitura “prodotto in Italia” e dalla bandiera tricolore), sulle etichette dovrebbe essere indicata anche la provenienza della materia prima come spiega Dario Dongo in questo articolo: https://ilfattoalimentare.it/prugne-secche-origine.html