Burger vegetali su un tagliere di legno con foglie di basilico

Il Ministero della Salute e le catene della grande distribuzione ha segnalato i richiami di cinque nuovi prodotti. Si tratta di altri due burger vegetali con corpi estranei, questa volta a marchio Vemondo Lidl e Vegamo, un paté di olive nere, sempre per corpi estranei, ghiaccio a cubetti per rischio microbiologico e zenzero dalla Cina per rischio chimico.

Il richiamo dei burger vegetali Lidl e Vegamo

Il Ministero della Salute ha diffuso il richiamo da parte del produttore di un lotto di burger vegani con verdure a marchio Vemondo di Lidl, mentre Tosano ha pubblicato quello di tre lotti di burger alle verdure a marchio Vegamo. In entrambi i casi il motivo indicato sugli avvisi di richiamo è la possibile presenza di steli di peperone nel prodotto finito. I prodotti interessati sono venduto in confezioni da 200 grammi, con i termini minimi di conservazione (TMC) 03/06/2026, 10/06/2026, 11/06/2026 per i burger a marchio Vegamo e 22/06/2026 per quelli a marchio Vemondo.

Burger vegetali Vemondo Lidl - Vegamo richiamo 04.06.2026
A sinistra i burger a marchio Vemondo di Lidl, a destra quelli a marchio Vegamo

L’azienda Vivera B.V. ha prodotto i burger vegetali richiamati per Lidl Italia e Atlante Srl. Lo stabilimento di produzione è sito in Handelsweg 9, a Holten, nei Paesi Bassi.

In precedenza, anche Aldi aveva richiamato tre lotti di burger vegetali del proprio marchio MyVay, prodotti sempre dall’azienda Vivera, per la possibile presenza di steli di peperone (leggi qui l’articolo sul richiamo dei burger vegetali Aldi).

Il richiamo del paté di olive

I supermercati Esselunga, invece, hanno segnalato il richiamo da parte del produttore di un lotto di paté di olive nere a marchio Arisi. La ragione indicata, anche in questo caso, è la presenza di corpi estranei (frammenti di noccioli). Il prodotto in questione è venduto in vasetti da 190 grammi, con il TMC 24/04/2028, corrispondente al lotto di produzione.

Paté di olive nere Arisi richiamo 03.06.2026

L’azienda Arisi Giacomo & Figli Srl ha prodotto il paté di olive richiamato. Lo stabilimento di produzione si trova in strada provinciale, località Bunda, a Isolabona, in provincia di Imperia.

Il richiamo del ghiaccio a cubetti

I supermercati Pam Panorama, invece, hanno diffuso il richiamo da parte del produttore di un lotto di ghiaccio a cubetti a marchio Ghiaccio Facile. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza di enterococchi “oltre i limiti tabellari” (che secondo il D.Lgs 18/2023 devono essere assenti). Il prodotto coinvolto è venduto in sacchetti da 1 kg, con il numero di lotto B130426 e il termine minimo di conservazione (TMC) 13/04/2028 (aggiornamento del 09/08/2026: in precedenza l’avviso di richiamo indicava il numero di lotto B1304026, che è stato successivamente corretto).

Ghiaccio a cubetti Ghiaccio Facile richiamo 01.06.2026

L’azienda Premium Italia Srl ha prodotto il ghiaccio a cubetti. Lo stabilimento di produzione si trova in via A. Tommaso 28, a Quarto d’Altino, nella città metropolitana di Venezia.

In precedenza, il Ministero della Salute aveva diffuso il richiamo per lo stesso motivo dello stesso lotto di ghiaccio a cubetti a marchio Blues Eurospin, prodotto sempre da Premium Italia (leggi qui l’articolo sul richiamo del ghiaccio a cubetti di Eurospin).

Il comunicato dell’azienda

In una nota a Il Fatto Alimentare, Premium Italia precisa che “l’Autorità sanitaria competente ha disposto il richiamo di uno dei nostri lotti di produzione, nonostante le verifiche analitiche da noi effettuate sul medesimo lotto, sui lotti precedenti e successivi e svolte da laboratori accreditati abbiano restituito esito conforme, con valore pari a zero per il parametro oggetto di contestazione.

Precisiamo che, pur essendo necessario dare seguito alle indicazioni impartite dall’Autorità, non possiamo non evidenziare come il provvedimento sia stato assunto in presenza di elementi tecnici che, a nostro avviso, meritano un approfondimento. In particolare, il risultato analitico originariamente contestato riportava un valore estremamente contenuto e comunque riferito a un metodo caratterizzato da margini di incertezza (valore rilevato 1 m.o. – incertezza [0 – 3]). Nello stesso campione non sono stati rilevati Escherichia coli, batteri coliformi, Clostridium perfringens o altri parametri microbiologici significativi.

Alla luce di tali circostanze, riteniamo che la misura adottata presenti profili di eccessiva cautela rispetto al quadro complessivo disponibile. Ciò nonostante, in un’ottica di massima collaborazione con le Autorità e di tutela del consumatore finale, e, comunque, adempiendo a uno specifico provvedimento adottato dall’Autorità competente, abbiamo dovuto dare corso alla procedura di richiamo del prodotto.

Da parte nostra, Vi confermiamo che stiamo già assumendo tutte le iniziative necessarie a tutela della Società, anche mediante ricorso nelle sedi competenti, al fine di ottenere un pieno riesame della vicenda e l’accertamento della correttezza delle verifiche effettuate. Ci rendiamo conto del disagio che tale situazione può comportare e desideriamo assicurarVi che la stiamo affrontando con la massima serietà, trasparenza e determinazione, anche alla luce degli esiti favorevoli delle analisi da noi commissionate a Istituti accreditati. Abbiamo inoltre posto in essere un aumento provvisorio della frequenza dei controlli sul prodotto finito come misura di mitigazione” (aggiornamento dell’11/06/2026)

Il richiamo dello zenzero

Infine, i supermercati Tosano hanno pubblicato anche il richiamo da parte dell’operatore di un lotto di zenzero fresco dalla Cina a marchio ApnaBaba (o AlìBabà, il nome del marchio in Italia). La ragione indicata è la presenza del fungicida vietato in Europa clorotalonil oltre i limiti di legge. Il prodotto in questione è distribuito in confezioni da 10 kg, con il numero di lotto 171467.

L’azienda Fresh Tropical Srl by Jawad di via Alberto da Giussano 22 a Milano ha distribuito in Italia lo zenzero dalla Cina.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare i prodotti sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso dei prodotti richiamati possono restituirli al punto vendita d’acquisto

Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 107 richiami e ritiri, per un totale di 234 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos (copertina), Ministero della Salute, Tosano, Esselunga, Pam Panorama

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francis
francis
5 Giugno 2026 12:20

Sull’articolo del richiamo ostriche di Esselunga, ho fatto un commento su un negozio Conad che non espone in modo visibile un richiamo. Vedrò come il mio negozio Lidl espone questo richiamo e poi lo scrivo. Ci sono stato l’altro giorno e devo dire che un richiamo (crema alle nocciole) era nel posto secondo me corretto, in quanto era accanto alle porte scorrevoli dell’ingresso, in posto dove come dico “ci sbatti la testa”. Sarebbe meglio se l’avviso fosse un po’ colorato, tipo titolo rosso, Avviso di richiamo, però il luogo è giusto.

Rosario
Rosario
5 Giugno 2026 12:56

Da diverso tempo seguo i richiami tramite i canali del Fatto Alimentare che offre un servizio impeccabile. Insomma leggere queste notizie mi tranquillizza: quasi mi convinco che i controlli funzionano. Ogni volta però mi domando in che modo i punti vendita dovrebbero migliorare la comunicazione riguardo certi aspetti. Entro al supermercato e non vedo mai un’informazione realmente accessibile riguardo ai richiami. Ci profilano con le tessere (e quindi sanno cosa e quando acquistiamo, magari meglio di noi) e poi manco avvisano se quello che ci hanno venduto è magari da restituire, piuttosto di inondarci le email di fantastiche promozioni personalizzate.

Valeria Nardi
Reply to  Rosario
5 Giugno 2026 15:38

Gentilissimo, abbiamo scritto più volte che visto la grande diffusione delle tessere e di conseguenza l’uso dei nostri indirizzi e numeri telefonici per l’invio di promozioni e sconti, le catene potrebbero contattare direttamente le persone anche per avvisarli che un prodotto da loro acquistato è stato richiamato (informazione che si può facilmente evincere dagli scontrini). Segnalo che per un prodotto non alimentare acquistato nel 2022 su Amazon ho ricevuto la settimana scorsa via mail e sms la comunicazione del richiamo. Quindi così difficile non dev’essere.

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