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“Il consumo eccessivo di olio di palma può essere pericoloso per cuore ed arterie” lo scrivono i nutrizionisti dell’Humanitas di Milano

Schermata 2015-09-24 alle 16.37.44Tra i tanti pareri sul rapporto tra olio di palma e salute diffusi da illustri professori spesso collegati al mondo industriale da contratti di consulenza, ci sembra interessane riportare il pensiero di Monica Giuffrè, specialista in Scienze dell’alimentazione dell’ospedale Humanitas di Milano, pubblicato sul sito dell’ente ospedaliero.  Il testo tratta soprattutto dell’olio di palma raffinato utilizzato in quasi tutti i prodotti alimentari industriali, nei ristoranti per friggere e persino nel latte in polvere per neonati. Ecco l’intervista.

 

Quali sono le caratteristiche nutrizionali dell’olio di palma?

«Pur essendo un olio di origine vegetale ha una composizione molto simile al burro e allo strutto quindi è ricco di grassi saturi, infatti quello raffinato ha una consistenza quasi solida a temperatura ambiente. Al contrario l’olio di palma non trattato è ricco di vitamina A e E ( non utilizzato nei prodotti alimentari industriali  n.d.r.)  ».

Dall’olio di palma arrivano rischi o benefici all’organismo?

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Monica Giuffrè, specialista in Scienze dell’alimentazione ospedale Humanitas di Milano

«L’olio di palma raffinato è ricco di acidi grassi saturi che se assunti in eccesso, possono danneggiare l’apparato cardiocircolatorio.

Quindi fa male o no?

«Il consumo eccessivo di quello raffinato può essere pericoloso per cuore ed arterie. La quota di grassi saturi nella nostra dieta giornaliera non dovrebbe superare il 10% delle calorie totali».

Nel dibattito sull’impiego di olio di palma nell’industria alimentare si accosta spesso questo prodotto al diabete. «Alcuni studi scientifici condotti in alcune università italiane hanno dimostrato che l’olio di palma danneggia le cellule del pancreas alterando la sintesi di insulina, causando diabete di tipo 2», sottolinea la specialista.

 

HUMANITASGli effetti sulla salute dell’olio di palma dipendono dalle quantità consumate?

«Certamente, basta ridurre il consumo di quegli alimenti che contengono olio di palma. Impariamo a leggere non solo le calorie dei cibi ma anche gli ingredienti: possiamo consumare biscotti o merendine a colazione ed evitarne l’assunzione a spuntino o a merenda preferendo frutta fresca o yogurt. Allo stesso modo limitiamo il consumo di pane confezionato e derivati a favore del pane fresco».

 

  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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15 Commenti

  1. Gabriele Bernardini

    Da cui si evince chiaramente che è l’eccesso che fa il danno!
    Se ancora non ve ne volete convincere, neppure pubblicando un articolo che lo dichiara espressamente, o avete qualche problema cognitivo oppure siete in malafede.

    • Roberto La Pira

      La nostra petizione dice stop all’invasione dell’olio di palma. Quello che i produttori e alcuni nutrizionisti loro consulenti non dicono o non vogliono dire o ammettere è che essendo ovunque l’eccessiva assunzione è la regola quotidiana per milioni di persone.Questa è la tesi che portiamo avanti da 10 mesi .

    • Roberto La Pira

      Perché il palma è stato nascosto dall’elenco degli ingredienti per almeno 10 anni ed è davvero ovunque , molto più dello zucchero nascosto che viene dichiarato con oltre 40 nomi diversi nelle etichette ( legga questa articolo sul sito Zucchero negli alimenti: 40 modi per edulcorare il cibo senza farlo sapere troppo ai consumatori http://www.ilfattoalimentare.it/zucchero-nascosto-alimenti-edulcoranti.html)

    • Ma infatti è ciò che sosteniamo: il consumo eccessivo è dovuto al fatto che è ovunque ed è quindi difficile da eliminare. Prima della campagna per molti era un elemento sconosciuto e quindi ci si poneva poco il problema di ridurne la quantità.
      Il burro, per esempio, lo conosciamo, sappiamo dove si trova e possiamo scegliere di acquistare o no i prodotti che lo contengono.
      Per l’olio di palma – prima della campagna – non c’era questo ampio margine di scelta. Ora si inizia a intravedere la possibilità di ridurlo davvero, se si vuole.

  2. Però anche l’Istituto Mario Negri, coordinato da Garattini, non sembra espriemere pareri negativi sull’olio di palma: http://www.marionegri.it/media/sezione_media/rassegna_stampa/rassegna_2015/Corriere_olio_palma.pdf
    http://www.marionegri.it/media/sezione_media/rassegna_stampa/rassegna_2015/Olio_di_palma.pdf

    Non si capisce più nulla con tutti questi pareri opposti!!!!

    • Roberto La Pira

      Il lavoro della Fattore del Mario Negri è comunque stato finanziato dall’Aidepi e in ogni caso non affronta il problema vero dell’esagerata quantità dell’olio di palma che assumiamo ogni giorno

  3. Come ho già detto altre volte in questo sito, non sono d’accordo con la conclusione finale della dott.ssa, che sconsiglia il pane confezionato a favore di quello del panificio. Ci sono un sacco di panifici che nel pane mettono strutto, che non mi pare sia meglio del palma, e pani confezionati che contengono olio di girasole o di oliva.

    Bisogna sempre guardare la lista degli ingredienti anche nei panifici e nelle gastronomie. Io fidandomi e pensando che un prodotto artigianale sia meglio a prescidere, ho avuto amare sorprese e ora avviamente non mi fido più.

    Addirittura una volta, cercando qualcosa al supermercato che però non fosse di produzione industriale, ho scoperto che una piccola ditta della zona che produce biscotti e crostate, lo fa coi grassi idrogenati!!!!!

  4. Mi sembra che dall’articolo, la dott.ssa Giuffrè metta in guardia dal mangiare prodotti con olio di palma solo in quanto è un grasso saturo e quindi non occorre abusarne nella dieta.
    Ma i prodotti in cui è contenuto, se lo dovessero sostituire, utilizzerebbero ALTRI grassi saturi, in quanto merceologicamente garantirebbero lo stesso risultato (biscotti croccanti, prodotti da forno, ecc…).
    Andrebbe pertanto cambiata la dieta e le abitudini alimentari di tutti…
    La vera domanda da porre ad esperti nutrizionisti come la dott.ssa Giuffrè è: “Ma l’olio di palma E’ PIU’ PERICOLOSO degli altri grassi saturi utilizzati nell’industria alimentare? E’ dimostrato? O dal punto di vista salutare è un grasso saturo come un altro per cui la limitazione nella dieta vale per tutti i grassi saturi?”.
    In questo caso, l’olio di palma sarebbe da evitare SOLO per l’aspetto ECOLOGICO e non va demonizzato dal punto di vista NUTRIZIONALE e salutistico.

    • Roberto La Pira

      Il palma si può sostituire con altri oli vegetali e dimezzare senza problemi la quantità di grassi sauri nei prodotti.

    • Ma allora perchè non battersi per sostituire QUALSIASI grasso saturo con “altri oli vegetali”? Perchè specificatamente per il palma?
      Un conto è una battaglia per diminuire genericamente la quantità di grassi saturi nei prodotti, un altro conto è fare una crociata contro l’olio di palma facendo credere che ha un effetto sulla salute diverso e più pericoloso degli altri grassi saturi analoghi che si trovano nei prodotti.
      In ogni caso sarebbe interessante conoscere il parere di un tecnologo alimentare sulla fattibilità della sostituzione di un grasso saturo come il palma con “altri oli vegetali” che immagino insaturi, come il girasole o il colza… Permettono di ottenere il medesimo risultato tecnologico-industriale?

    • Roberto La Pira

      Se naviga sul nostro sito troverà centinaia di prodotti firmati Misura, Gentilini, Alce Nero, Esselunga, Coop senza olio di palma. I tecnologi alimentari li abbiamo in redazione !

  5. Quello che dice La Pira è giusto, se per Aidepi questo olio fa così bene che bisogno avevano di occultarlo come semplice “olio vegetale” o “olio vegetale non idrogenato”?

  6. Caro La Pira, non ho interesse a difendere nessuna posizione ma risulta ormai evidente che questa crociata contro l’olio di palma ha poco senso. La sensazione è quella che avendo oramai gettato il sasso questo deve rotolare e non può più tornare indietro. Per mia sola curiosità culturale e per “difendermi” dalla disinformazione quotidiana sul tema alimentazione “mi sono preso” un Master Universitario sul tema specifico e poi ancora un altro Master Universitario in Medicine Naturali. Mi occupo di ricerca ma non ho nessun collegamento con nessuno degli attori della filiera dell’alimentazione.
    Sono iscritto alla newsletter del Fatto Alimentare perchè ho trovato il sito molto interessante e ricco di utili notizie. Questa crociata mi stà però infastidendo e non vorrei disiscrivermi a causa di questo.
    Con molta cordialità

    • Roberto La Pira

      La nostra campagna ha convinto decine di aziende a modificare le ricette e questo è un ottimo risultato ottenuto solo perché abbiamo continuato per mesi a scrivere su questo tema. Le foreste continuano a bruciare in Indonesia e questo è un problema grave. Nei prossimi mesi altre aziende ci hanno detto che cambieranno ricette. Sul sito pubblichiamo anche molte altre notizie continui a seguirci