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Kefir arricchito con fibre: l’alternativa economica (e più efficace) agli Omega-3

Gli acidi grassi insaturi omega 3 sono i grandi protagonisti del marketing, nonostante gli studi e le linee guida mostrino che hanno efficacia solo in persone a particolare rischio. D’altro canto, la spinta pubblicitaria è responsabile di una richiesta sempre crescente, e quindi di un aumento delle acquacolture create con il solo scopo di allevare pesci grassi per poterne ricavare i preziosi derivati. Ora però ci potrebbe essere un’alternativa molto meno problematica, più  economica e anche più efficace, almeno sui parametri relativi all’infiammazione cardiovascolare, i cui effetti sono stati illustrati in uno studio pubblicato sul Journal of Translational Medicine dai ricercatori dell’Università di Nottingham, in Gran Bretagna: un kefir arricchito da fibre.

Grani preziosi

Nello studio i ricercatori hanno utilizzato una miscela di fibre e grani di kefir, cioè colture miste di batteri e lieviti ottenute per fermentazione da latte di capra. Le fibre, debitamente assortite, agiscono da prebiotici, e cioè costituiscono una fonte energetica fondamentale per alcune specie del microbiota intestinale e per quelle dei grani che, a loro volta, sostengono la biodiversità intestinale, sempre benefica: l’effetto è simbiotico, e molto potente. Il risultato è infatti un aumento significativo della produzione di butirrato, un acido grasso a catena corta che favorisce l’azione del sistema immunitario, protegge le pareti intestinali e tiene bassa l’infiammazione.

Bicchiere di kefir accanto a piattino di granuli; concept: probiotici, latte fermentato
I ricercatori hanno utilizzato una miscela di fibre e grani di kefir

La dimostrazione è arrivata da volontari – un’ottantina in tutto – che si sono sottoposti a tre tipi di integrazione durante sei settimane. I partecipanti, tutti sani, hanno infatti assunto una miscela di fibre sotto forma di inulina (20 grammi al giorno), acidi grassi omega 3 (500 milligrammi) oppure il kefir con le fibre (170 millilitri più 10 di fibre prebiotiche) oppure nessun tipo di supplemento per un totale di sei settimane.

I risultati

Alla fine del periodo si è visto innanzitutto che tutti e tre gli interventi avevano migliorato il quadro infiammatorio rispetto al controllo. Tuttavia, i risultati, su parametri quali l’interferone gamma, il fattore di necrosi tumorale alfa e l’interleuchina 6 e diversi altri marcatori dell’infiammazione, erano più marcati con la miscela kefir+fibre, e in molti casi i benefici erano paralleli all’aumento del butirrato prodotto dal microbiota intestinale in risposta alla supplementazione.

Nello studio non sono state analizzate le variazioni delle specie che compongono il microbiota residente (indagine che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nei prossimi mesi), ma l’effetto sembra ugualmente chiaro, e conferma le virtù tanto del kefir quanto delle fibre prebiotiche sull’infiammazione e sulla salute metabolica in generale.

Gli alimenti fermentati come il kefir, soprattutto se potenziati con prebiotici, intervengono nel sistema intestino-difese immunitarie, e possono essere efficaci quanto e più delle fibre da sole o degli omega 3 da soli, essendo però molto più economici e meno problematici dal punto di vista ambientale.

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