donut junk food dessert dolci zuccheri zucchero ragazza che mangia una ciambella mentre tiene in mano un lecca-lecca su uno sfondo verde

Neuroscienze e nutrizione: perché la forza di volontà fallisce contro il junk food.

Appetito e desiderio quasi incontrollabile di junk food e snack sfiziosi sono due sensazioni che hanno ben pochi punti di contatto. Anzi, procedono indipendentemente l’una dall’altra. L’appetito è infatti regolato tramite due ormoni: grelina e leptina, che si alternano. La prima fa aumentare la sensazione di fame quando l’organismo ha bisogno di zuccheri. Poi, quando il cibo è stato assunto e trasformato in energia, cala, mentre aumenta il rilascio di leptina, che impedisce all’appetito di manifestarsi. Il desiderio di snack, però, scavalca del tutto questi delicati equilibri ormonali, e va ad agire direttamente sui centri nervosi della ricompensa, attivando circuiti che procedono a prescindere dalla razionalizzazione e dal ragionamento e che, non a caso, sono gli stessi che si attivano in risposta alle sostanze d’abuso come l’alcol, il tabacco o le droghe.

Questo, a sua volta, spiega perché l’obesità sia dilagante, nonostante l’impegno dei singoli a non esagerare con le calorie: la stragrande maggioranza degli esseri umani vive ormai in luoghi dove lo stimolo a consumare dolci è onnipresente, e resistere è un’impresa che richiede uno sforzo costante e destinato a fallire.

persona uomo mangiare snack patatine junk food Depositphotos_843477510_XL
Il desiderio di snack va ad agire direttamente sui centri nervosi della ricompensa

Lo studio sul cervello

Che l’attrazione fatale verso gli alimenti caratterizzati non da un’elevata qualità nutrizionale ma dalla forza di attrazione risieda nel cervello lo dimostra uno studio pubblicato su Appetite dai ricercatori dell’Università dell’East Anglia, che hanno condotto una serie di test su una settantina di persone mentre veniva loro registrata l’attività elettrica del cervello tramite un elettroencefalogramma (EEG). I partecipanti dovevano affrontare varie sfide al computer e nel frattempo avevano accesso a cibo a volontà. Non solo: quando indovinavano la soluzione erano premiati con quantità senza limiti dell’alimento preferito tra cioccolato, patatine, popcorn o dolci. I tracciati dell’EEG hanno fatto emergere la verità: il cervello dei partecipanti attivava le aree della ricompensa alla sola vista dello snack, persino quando i soggetti erano già sazi e rifiutavano il premio.

Il cervello, però, si attivava comunque, alla sola vista dello snack. E questo si è ripetuto in tutti i partecipanti e a prescindere dalle quantità di cibo assunte: di fatto, non si è potuto raggiungere un senso di sazietà tale da “spegnere” la stimolazione del cervello data dalla prelibatezza mostrata.

Un riflesso atavico

Il meccanismo che rende un alimento irresistibile – spiegano gli autori – è da ricercarsi nelle prime esperienze gustative: se un certo cibo scatena la sensazione di ricompensa una volta, indurrà la stessa reazione anche le volte successive, diventando un automatismo che non risente di ciò che succede nello stomaco e né dei livelli di grelina e leptina. La forza di volontà, per quanto salda, è quasi impotente di fronte all’attivazione di quei centri nervosi.

Per questo il peso aumenta: essendo esposti di continuo a quel tipo di sollecitazione, diventa impossibile non soddisfare il desiderio che ne consegue. E questo, concludono gli autori, è un grande problema, perché significa che per combattere l’epidemia di obesità non basta puntare sulla forza di volontà del singolo, ma è (sarebbe) necessaria un’azione ad ampio raggio, che renda meno pervasiva la presenza di cibi ipercalorici, perfetti per attivare i centri della ricompensa e azzerare la razionalità e la determinazione a mangiare solo in risposta alla sensazione di fame.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

giallone dona ora pink

pulsante dona ora pink libera

pulsante dona ora pink pro

4 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x