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NaturaSì: “l’olio di palma è in troppi prodotti” scrive una lettrice. La risposta della catena di supermercati bio

mucchio di biscotti assortiti
L’olio di palma è molto usato dall’industria alimentare

Volevo segnalare una cosa che da tempo mi lascia perplessa. Acquisto regolarmente nei negozi della catena NaturaSì e, visti i loro cartelloni con frasi sull’attenzione verso l’ambiente e la natura, sono rimasta sconcertata nel notare quanti prodotti biologici contengono olio e grasso di palma! È quasi più difficile trovare biscotti o cereali senza olio di palma (soprattutto in quelli per i bimbi è ovunque!) da NaturaSì rispetto a un supermercato normale. Ho acquistato un burro di arachidi che riportava sull’etichetta “100% naturale” e stupidamente non ho letto gli ingredienti… l’olio era anche lì. Sono molto delusa da questa scoperta e dalla poca coerenza della catena.

Alice

Di seguito la riposta della catena dei supermercati bio NaturaSì.

Siamo consapevoli del problema ambientale che l’olio di palma sta causando e per questo motivo da molto tempo ci stiamo impegnando con i nostri fornitori per una sua progressiva riduzione o eliminazione. Da diversi anni offriamo molti prodotti preparati con oli vegetali diversi, es: olio extravergine d’oliva o olio digirasole. In aggiunta, nell’etichetta dei prodotti a nostro marchio, abbiamo recentemente aggiunto il claim “Palm oil free”.

olio di palma e NaturaSì
Secondo NaturaSì alcuni prodotti non possono essere realizzati senza l’olio di palma

L’olio di palma è un grasso ricco di acido palmitico (circa 41%) e a differenza degli altri oli vegetali, proprio per la sua ricchezza in acidi grassi saturi, è solido e stabile a temperatura ambiente. Queste caratteristiche fanno dell’olio di palma un olio molto usato dall’industria alimentare in sostituzione dei grassi solidi di origine animale (ad esempio del burro e dello strutto, contenenti colesterolo) o dei grassi idrogenati (comunque non ammessi nei prodotti biologici). Bisogna riconoscere che un prodotto da forno realizzato con olio extra vergine d’oliva ha certamente un sapore diverso da un prodotto da forno ottenuto con olio di palma e che alcuni prodotti non possono essere realizzati senza l’impiego di oli vegetali solidi come l’olio di palma, ad esempio le crostatine.

È nostra intenzione dare al consumatore la possibilità di scegliere consapevolmente cosa mangiare e, pertanto, di offrire sugli scaffali dei negozi un’ampia scelta operando in modo trasparente: nell’elenco ingredienti dei prodotti a nostro marchio, infatti, da alcuni anni è specificato il tipo di grasso utilizzato, anche se non era ancora obbligatorio per legge, e indicando nell’etichetta nutrizionale il contenuto di acidi grassi saturi.

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31 Commenti

  1. In pratica ci dicono che continueranno ad usare olio di palma perché in certi prodotti non ne possono fare a meno!
    Ma, mi chiedo, una volta cosa si usava per fare “certi” prodotti? Non c’era sicuramente la palma e andavano bene lo stesso.
    Alla fine siamo NOI, come consumatori, che dobbiamo far capire cosa vogliamo.
    Grandi marche (ad es. quella che ha speso milioni….) hanno cominciato a cambiare quando hanno visto le statistiche di vendita dei loro prodotti rispetto a quelli palm free.
    Alla fine il potere lo abbiamo noi di cambiare.

    • Ben detto, Gabriele. Noi consumatori abbiamo la possibilità di cambiare le cose per il nostro benessere. La battaglia contro l’olio di palma ne è una prova!

    • Tu hai ragione, una volta si usava il burro per fare la pasta frolla delle crostatine, adesso se non usi l’olio di palma, il vegano non la mangia… In sostanza, una volta mica c’erano i vegani…
      Piuttosto, si sarebbero potuti difendere dicendo che ci sono oli di palma e oli di palma, con annesse coltivazioni “sostenibili” in termini ambientali. E in quella catena più che in altre, sono moooolto attenti alla cosa.

    • Marco Magnaterra

      Guarda, secondo me olio vegetale vuol dire olio di palma da già ben 20 anni. Non ti sei mai chiesto cosa volesse dire olio vegetale o grasso vegetale? Il palma esiste e viene utilizzato da un sacco di tempo. Non è che siccome l’attenzione è puntata su questo grasso, in passato non sia esistito, anzi.

    • Gabriele condivido in pieno …. una volta tutto era buono … ora alcuni prodotti sono “indigesti” e mi domando come mai? tutto per il denaro …. che schifo … e la salute? ricordiamoci che è una sola e non se ne può avere un’altra . Poi il fatto della deforestazione dove lo mettiamo? è importante avere dei polmoni verdi altrimenti ci ridurremo a vivere sotto delle campane di vetro come fanno vedere in alcuni film di fantascienza ….. IO DICO NO ALL’OLIO DI PALMA

    • Oltre che dire NO ALL’OLIO DI PALMA, come giustamente detto da una lettrice, quando si fa la spesa bisogna leggere le etichette, controllare che non ci sia. Inoltre, secondo me, bisogna premiare le ditte che non lo hanno mai usato o che perlomeno hanno sempre avuto prodotti senza l’o.d.p. e ce ne sono, come la NOVI, la Gentilini, ecc. Agli altri furbetti, che se ne sono infischiati della salute della gente e magari ora fanno i palma free perché hanno un calo delle vendite, secondo me bisogna farla pagare non comprando i loro prodotti.

    • Condivido pienamente!!!!!!!!

      Anna

  2. Ho notato la stessa cosa e anche per me una grande delusione. La risposta sinceramente non mi conforta affatto perché come scelta non mi pare per nulla ampia anzi bisogna stare lì a leggere confezione per confezione dove non c’è olio di palma. Ho un supermercato crai vicino a casa dove c’è uno scaffale di prodotti tutti senza olio di palma e perdo molto meno tempo e vado sul sicuro! Mi sembra una soluzione più semplice e più veloce e non capisco come mai una catena di supermercati bio non ci abbia pensato.

  3. Onestamente trovo vergognosa la risposta della catena. Parla delle qualità positive dell’olio di palma contrapposte al “burro e strutto, contenenti colesterolo”: perché invece l’olio di palma non ne contiene quindi secondo loro? Da Wikipedia “Il CSPI (Center for Science in the Public Interest) afferma che l’olio di palma aumenta i fattori di rischio cardiovascolare, citando ricerche e meta-analisi. Da molti anni è stato accertato che i principali acidi grassi che alzano il livello di colesterolo, aumentando i rischi di coronaropatia, sono gli acidi grassi saturi con 12 atomi di carbonio (acido laurico), 14 atomi di carbonio (acido miristico) e 16 atomi di carbonio (acido palmitico). Ricerche statunitensi ed europee confermano lo studio dell’OMS; in particolare, l’associazione no-profit statunitense American Heart Association elenca l’olio di palma fra i grassi saturi dei quali consiglia di limitare l’uso a coloro che devono ridurre il livello di colesterolo”. O ad altri grassi idrogenati, quando si sa che l’olio di palma va idrogenato in molti casi perché solidifica a temperatura ambiente. La verità è che non vogliono rinunciare al margine di guadagno che l’olio di palma gli da, visto che nei loro negozi tutto costa molto di più con la scusa che è bio, compreso il loro amato olio di palma, come si legge dalle etichette. Poi si lava la coscienza ricordando che specificavano il tipo di grasso quando ancora non era obbligatorio: ora che però lo è e i consumatori sono sempre più consapevoli, quando vedranno i cali di fatturato, come le altre catene, vedi come correrete ai ripari.

    • Ci sono anche ricerche studi e metanalisi che scagionano l’olio di palma. Ed è accertato che l’acido palmitico è quello saturo a lunga catena che ci preoccupa meno. Molto più aterogeno il miristico. Il palmitico è il grasso saturo più presente nel nostro corpo ed è anche nel latte materno

    • Roberto La Pira

      Da due anni scriviamo che il problema è l’esagerata quantità di olio di palma che assumiamo, visto che prima della nostra petizione era presente nel 95% dei prodotti da forno. Come si fa a scaglionare un prodotto quando il problema è l’asssunzione esagerata, la deforestazione e danni ambientali incacolabibli!

    • Se volessimo sostituire il palma con un altro olio dovremmo disboscare di più perché è quello con la resa più alta… Ci sono altri problemi ambientali peggiori come in Costa Rica e Panama dove la metà della foresta tropicale è stata spazzata via per fare posto a pascoli bovini o come la amazzonia che lascia sempre più il posto a campi per coltivazioni di cereali destinati a mangimi animali! Il problema della quantità dell’olio di palma non lo vedo. Mica ci si strafoga di merendine brioche biscotti tutto il giorno

    • Roberto La Pira

      Il problema non è sostituire tutto il palma che si usa nel mondo ma dare la possibilità ai consumatori di scegliere, cosa non possibile fino a due anni fa. Dopo la nostra petizione le cose sono per fortuna cambiate

  4. A me lascia esterefatta sempre più il fraintendimento che si dà al termine “naturale”, come se volesse dire sano, che fa bene, che può essere mangiato in gran quantità senza problemi… Ma aprite un vacabolario!!! Un prodotto dichiarato 100% naturale non lo è certo di meno perché contiene l’olio di palma, che è naturale appunto.
    Non serve poi a tanto leggere le etichette se si hanno problemi con la comprensione dell’italiano.

    • Valeria Nardi

      Il termine “naturale” è senza dubbio abusato, anche grazie all’assenza di norme che ne limitino l’uso. Altra cosa invece per il termine “biologico” che per essere apposto su un prodotto deve rispettare un regolamento e controlli specifici e infine ottenere una certificazione riconosciuta.

  5. Proprio questo è il motivo per cui ho smesso di fare la spesa nei supermercati bio NaturaSi…..delusione.

  6. Le crostatine non si possono fare senza olio di palma?? le compro regolarmente, sono biologiche e contengono solo olio di girasole (all’In’s poi, figurati se un supermercato specializzato come il Naturasì non dovrebbe averle!). Che poi, per carità, fatte in casa col burro sono decisamente migliori, ma se proprio uno vuole usare solamente ingredienti di origine vegetale …

  7. L’utilizzo di termini come “naturale”, o “vegan” non sempre è sinonimo di “sicuro”. Sono molto attenta quando faccio la spesa, soprattutto quando acquisto prodotti x i miei bambini, ma non basta leggere le etichette. Evito l’olio di palma, ma se viene sostituito con l’olio di colza, non è che mi senta più tranquilla. A tal riguardo proprio ieri ho letto di una ricerca tedesca che ha confrontato Nutella (fatta con olio di palma) e la bio Nocciolata Rigoni (100% bio…). Leggete pure i risultati qui… http://mangiobenevivobene.it/bio-non-fa-rima-con-sano/

    • li ho letti qualche gg fa … nutella si è resa conto delle perdite nelle vendite e vuole colpire nel mucchio …. l’olio di palma nella nutella è pessimo .. si divide e non rimane la cremosità di una volta … ci avete fatto caso? bene colpire altri prodotti così sfacciatamente non è professionale oltretutto loro sono “grossi” mentre Rigoni ditta italiana è Italiana e non multinazionale …. HO provato sia la Rigoni sia la Pernigotti e devo dire che sono molto buone senza l’ingrediente olio di palma ….. comprate Rigoni o Pernigotti ….. VIVA L’ITALIA!!!!!

    • Pernigotti è prodotta in Turchia…è scritto sull’etichetta…non è italiana. E vorrei capire le nocciole di Rigoni da dove arrivano. Almeno la Nutella so cosa contiene…

  8. Purtroppo da ANNI e ANNI nei negozi (compresi quelli biologici) ci propinavano questo grasso chiamandolo “olio vegetale”. Grazie alla nuova legge, questa follia è venuta alla luce. Complimenti alla catena NaturaSì per la sincerità: “lo stiamo mettendo e lo continueremo a mettere perché è comodo”.

    PS
    Peraltro non mi risulta che nei loro prodotti fosse scritto “Olio di palma” prima della legge. Sicuramente mi starò sbagliando io.

  9. sono responsabile del settore di alimentazione biologica nell’erboristeria dove lavoro…e vi assicuro che si possono trovare tantissimi prodotti senza olio di palma..direi tutti! Ovviamente bisogna cercare aziende che abbiano un livello qualitativo e di serietà di un certo tipo. Con ciò non intendo dire che Natura si non sia seria…anche se trovo sconcertante il tipo di affermazioni che ha fatto.
    Credo che il problema sia anche di natura etica,ambientale e salutistica…dal mondo bio dovrebbero diffondersi anche tutta una serie di valori correlati…secondo me è questa la scelta consapevole che il consumatore cerca quando entra in un negozio di un certo tipo.

  10. Loro scrivono “che alcuni prodotti non possono essere realizzati senza l’impiego di oli vegetali solidi come l’olio di palma, ad esempio le crostatine”. Non credete a queste falsità. Usano olio di palma solo per trarne profitti maggiori a scapito della salute di tutti i consumatori e anche a scapito delle popolazioni dove si producono palme da olio.

  11. per me è inconcepibile che nei prodotti bio si utilizzi olio di palma, soprattutto il latte in polvere per bambini in primis!!!!

  12. Trovo assurdo che una catena che credevo seria come Natura Sí non riesca a limitare questo danno nei confronti della propria immagine cominciando ad esempio a non lavorare più con certe aziende?!!!

  13. finalmente una risposta sensata da parte di una catena distributiva.
    L’olio di palma è demonizato perchè fa male (ancora da dimostrare se fa male visto che tutti dicono il contrario di tutto) o per l’aspetto etico ambientale? secondo me prima dobbiamo chiarici questo dilemma e a mio avviso tanti “claim” SENZA OLIO DI PALMA, sarebbero da verificare in quanto in diversi casi diventa più una dizione per spostare le preferenze dei consumatori piuttosto che una giusta comunicazione. occhio agli spechietti per allodole!!???
    PS: W le nuove linee senza olio di palma, le ho assaggiate ed erano meglio prima

  14. «alcuni prodotti non possono essere realizzati senza l’impiego di oli vegetali solidi come l’olio di palma, ad esempio le crostatine»
    Infatti prodotti come le crostatine dovrebbero essere delle eccezioni alimentari, da consumare raramente, di certo non quotidianamente! In generale in una dieta bilanciata i prodotti in cui finisce l’olio di palma dovrebbero essere delle eccezioni indipendentemente dagli oli usati. Quindi in questi prodotti va bene qualsiasi grasso (purché non idrogenato), perché in ogni caso se ne deve mangiare poco. Il problema della demonizzazione mediatica dell’olio di palma è che non insegna davvero nulla sulla nutrizione alle persone, se non che un dato cibo è “pericoloso”. E quindi si arriva al punto in cui una persona compra burro di arachidi “100% naturale” e poi ci rimane male perché contiene olio di palma (che evidentemente per questa persona dev’essere un olio sintetico…)

  15. solo per marginare di più.
    Non esiste dolce da forno che non possa essere prodotto senza olio di palma.
    L’importante è usare prodotti alternativi che non creino problemi alla salute degli utenti.
    Certamente influiscono sui costi di produzione e quindi sul prezzo finale al consumatore.

  16. Penso che tutti gli utilizzatori del grasso di palma, biologici inclusi, abbiano scelto questo grasso per due primarie e fondamentali ragioni: il prezzo e la texture (odore, sapore e struttura).
    La prima ragione è insuperabile per le grandi produzioni di massa come la Nutella.
    La seconda ragione è decisamente superabile in tutti i prodotti che non hanno una vita commerciale troppo lunga.
    Quindi per i prodotti bio, le due ragioni sono ampiamente superabili, sia dal prezzo decisamente superiore rispetto ai prodotti convenzionali, sia per la vita commerciale generalmente più corta, per l’assenza di conservanti e stabilizzanti chimici.

  17. Scusa mamma Giusi, se sei molto attenta alla spesa e in particolare a quella dei bimbi, perché dici che almeno in nutella so quello che c’è dentro?????