La mozzarella vaccina è uno dei formaggi più acquistati dagli italiani.
Il Gambero Rosso ha assaggiato 27 campioni di mozzarella fiordilatte, selezionando le migliori 10. È bene precisare subito un aspetto importante: non si tratta di un test di laboratorio, né di un confronto basato su analisi chimiche, nutrizionali o microbiologiche. La prova del Gambero Rosso è una valutazione organolettica, cioè sensoriale, condotta attraverso assaggi alla cieca. Secondo il metodo dichiarato dalla testata, i campioni vengono anonimizzati prima dell’assaggio, eliminando marchi, confezioni e altri elementi riconoscibili. La valutazione viene poi affidata a un panel composto da almeno cinque esperti.
I criteri considerati riguardano soprattutto vista, olfatto e gusto: pulizia e definizione degli aromi, equilibrio, coerenza con la tipologia del prodotto, complessità, persistenza e piacevolezza complessiva. Il punteggio finale deriva dalla mediana dei voti assegnati dai degustatori. Le etichette, dunque, non entrano nel giudizio sensoriale: le informazioni su marchio, prezzo, denominazione del prodotto, categorie Dop, biologico o convenzionale compaiono solo dopo la degustazione, al momento di presentare i prodotti. Solo una selezione dei prodotti degustati entra in classifica.
La mozzarella d’eccellenza
Ogni Gambero assegnato è quindi sinonimo di eccellenza: un gambero indica un prodotto “buono”, due gamberi “molto buono” e tre gamberi “eccellente”.

La classifica pubblicata dal Gambero Rosso vede al primo posto Gioiella (prodotta da Capurso Azienda Casearia), con una Mozzarella di Gioia del Colle Dop da 6,49 euro per 400 grammi. Seguono Deliziosa, anch’essa con una Mozzarella di Gioia del Colle Dop, e Pettinicchio, marchio storico dell’Agro Pontino oggi nell’orbita Granarolo.
Guardando la classifica ufficiale, l’ordine (dopo il podio composto da Gioiella, Deliziosa e Pettinicchio) vede prima Todis, poi Esselunga, Centrale del Latte di Roma, Conad, Carrefour, Cuomo e infine Francia (che chiude la top 10). La presenza di private label e marchi del supermercato è interessante perché mostra come, almeno sul piano sensoriale, alcuni prodotti della distribuzione moderna possano competere con marchi caseari più noti.
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare



Beh trovo i vostri articoli sempre interessanti, soprattutto ora che non so mai cosa mangio, bevo respiro…
Sbaglierò, ma le mozzarelle (industriali) migliori sono quelle che non contengono acido citrico, utilizzato per migliorare la conservabilità. Provare per credere.
In effetti, le mozzarelle prodotte in modo tradizionale con i soli fermenti lattici hanno aromi e una consistenza decisamente superiori rispetto a quelle industriali ‘rapide’.
Giusto per precisione: l’acido citrico in etichetta non serve come conservante, ma è un aiuto tecnologico che l’industria usa per acidificare il latte in pochi minuti ed evitare i tempi lunghi della fermentazione naturale.
Ecco, non avevo letto il tuo commento che sottoscrivo!
credo che sbagli l’acido citrico è ottenuto da sottoprodotti quindi niente di che , è un acidificante
Mozzarella di solo latte italiano senza ingredienti estranei al latte
Io acquisto la mozzarella biologica della INS, mi piacerebbe conoscere il parere degli esperti.
Mozzarelle che contengono correttore di acidità non sono da prendere in considerazione. E lo sottoscrivo io cresciuta in Puglia con mozzarelle fior di latte artigianali, perchè anche nelle città più grandi della Puglia ci sono aziende lattocasearie piccole che hanno vacche/pecore e non lavorano cagliate provenienti da chissà dove e tali per cui necessitano di ” aiutini”
Cercate fuori dalla Puglia produzioni artigianali locali. Ne vale la pena
Fra queste mozzarelle ho assaggiato:Conad, Pettinicchio e Francia. Ho trovato buone Conad e Francia,Pettinicchio non mi ha mai entusiasmato. Cuomo la mangiavo da piccola, posso dire che ne conservo un buon ricordo
Io acquisto la linea bio della Brimi con lattefieno vaccino pastorizzato sale caglio fermenti lattici. Ritengo che sia un ottimo prodotto.
Preciso che la mozzarella a cui ho accennato è la Deliziosa fatta con latte solo pugliese. La consumo da alcuni anni e si è sempre mantenuta ottima.
Una delle migliori che abbia mai assaggiato (industriali) è la mozzarella viviverde coop… mi piacerebbe avere un parere. Grazie mille per le informazioni preziose che scrivete quotidianamente
Ottimo esempio d’informazione. Grazie .I risultati sono confermati dalla la mi personale esperienza..Io consumo una delle tre mozzarelle con tre gamberi, che trovo eccellente.
Ho sempre difficoltà nel capire quale sia il valore di una classifica fatta solo con un’ analisi gustativa e senza nessun riscontro che prenda in esame le materie prime utilizzate, modalità di produzione ecc. I gusti sono diversi e allora?
Quando si fanno i panel di assaggio ci sono criteri oggettivi che vengono condivisi
Grazie mille, riesce a dirmi quali sono?
Ogni panel fissa i criteri specifici per ogni prodotto e pondera il giudizio
vedete cke le private label sono sempre prodotte dalle prime in graduatoria , cambia solo il nome . Vedete il bollo cee e noterete che son sempre loro
Ogni catena di supermercati ha un capitolato per la fornitura della mozzarella che in genere è diverso da quello prodotto con il marchio dell’azienda
Credo che questi siano prodotti che bisogna acquistare sul luogo. Purtroppo il fiordilatte oggi è difficile trovarlo buono anche in posti dove anni fa era fantastico (es. In Campania). E’ diventato più costoso e più scadente e continuo a chiedermi perché, ma non so chi possa darmi una risposta.