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Dieta vegetariana per i bambini, la diversa posizione della Ssnv ravviva il dibattito

Dopo la pubblicazione dell’articolo sulla posizione dei pediatri italiani riguardo la possibilità di adottare la dieta vegetariana e vegana nei bambini, è nato un vivace dibattito tra i lettori. Di seguito pubblichiamo la lettera della presidentessa della Società scientifica di nutrizione vegetariana (Ssnv).

In una società dominata dalla dieta onnivora, la gran parte delle persone, professionisti compresi [1], sono portate a considerare la propria dieta come “la migliore” e non sono stimolate a consultare altre informazioni. Un altro aspetto non irrilevante che sostiene la disinformazione è rappresentato dagli enormi interessi commerciali che vedono certe scelte della popolazione come un attentato al profitto -sempre più incalzante-, che le industrie zootecniche stanno subendo negli ultimi anni.

In questo contesto si collocano le periodiche notizie a sfavore delle diete a base vegetale, soprattutto della dieta vegana, vista in modo acritico e manipolatorio come dieta che esclude tutti i cibi animali, ma senza invece alcuna altra classificazione basata sui cibi e i nutrienti che essa include. Un calderone, insomma, in cui trovano posto molti tipi di diete, anche quelle realmente restrittive come ad esempio la crudista e la fruttariana, che complete non sono. Ricordiamo invece che una dieta vegana propriamente detta non può essere considerata restrittiva, in quanto in grado di fornire tutti i nutrienti necessari all’organismo (per inciso, le proteine animali non sono necessarie) attraverso l’assunzione di tutti i cibi vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca a guscio) e l’attenzione ai nutrienti critici, alcuni dei quali, come la vitamina D e in minor misura la vitamina B12, sono critici in tutti i tipi di diete, anche quelle quindi che includono cibi animali [2].

Dal 2017 gira un Position Paper (a cui abbiamo ampiamente controbattuto) congiunto di alcune società italiane di pediatria (mai sottoposto a revisione paritaria, a differenza di quel che è richiesto a qualunque documento scientifico), sfavorevole alle diete plant-based, che periodicamente viene rispolverato spacciandolo come fosse una nuova scoperta: è successo nuovamente di recente. Si tratta di un documento che si basa su una scorretta classificazione delle diete prese in esame, ma soprattutto si basa su analisi di studi vecchi, condotti quando nessuno aveva la competenza necessaria per dare indicazioni sulla corretta pianificazione di queste diete nel bambino.

dieta vegetariana
La dieta vegetariana e quella vegana, sono sicure per il bambino, e potranno conferirgli un futuro di miglior salute da adulto

Fortunatamente ora non è più così, le conoscenze ci sono e sono disponibili a tutti [2,3], genitori ma soprattutto professionisti, ai quali i genitori dovrebbero potersi affidare con fiducia. Invece purtroppo così non è ancora: si continua a mantenere una rigida opposizione, basata sul nulla, che viene abbracciata acriticamente da molti professionisti, con il risultato che i genitori vengono terrorizzati psicologicamente sulle conseguenze per il bambino della loro scelta, con il rischio che molte famiglie potrebbero affidarsi nelle mani sbagliate, mettendo, questa volta sul serio, in pericolo la salute dei propri figli.

Per tale motivo SSNV-Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana ha creato una rete di professionisti, la ReteFamigliaVeg, competenti in nutrizione plant-based e con conoscenze specifiche per la madre e il bambino. Si tratta di professionisti che hanno seguito corsi di formazione specialistica e che quotidianamente vedono nei propri studi professionali questi soggetti. È dall’esperienza di questa vasta rete di professionisti che ci sentiamo di ribadire ad alta voce l’affermazione che le diete a base vegetale, incluse quelle vegane propriamente dette, sono sicure per il bambino, e potranno conferirgli un futuro di miglior salute da adulto. Già per il bambino infatti è possibile affermare che i tassi di sovrappeso-obesità, di cui sono affetti 1/3 dei bambini italiani e che è la madre di tutte le malattie cardiometaboliche, sono estremamente ridotti nei bambini che seguono diete a base vegetale. Uno studio condotto del 2004 su bambini italiani delle scuole secondarie (a dieta onnivora)[4] ha mostrato molte criticità quali: elevate assunzioni di grassi totali e saturi, basse assunzioni di frutta e verdura, fibra, calcio e ferro, con ridotte assunzioni di carboidrati complessi ma elevate assunzioni di zuccheri semplici. Per contro un altro recente studio condotto su bambini tedeschi di 1-3 anni [5] non ha rilevato la presenza di differenze significative nelle assunzioni di energia e nei parametri antropometrici di bambini vegani e latto-ovo-vegetariani in confronto agli onnivori. Tuttavia, anche in questo studio i bambini onnivori avevano le più elevate assunzioni di grassi e zuccheri aggiunti, oltre che di proteine, mentre i bambini vegani avevano le più elevate assunzioni di carboidrati complessi e fibre. Gli autori concludono quindi che nella prima infanzia le diete latto-ovo-vegetariane e vegane, in confronto con quelle onnivore, sono in grado di fornire le stesse quantità di macronutrienti, assicurando una crescita normale

Non ci sono quindi evidenze valide per sconsigliare le diete a base vegetale a genitori che per motivate convinzioni vogliano estendere questa scelta ai propri figli: non sono evidenze scientifiche i dati vecchi di 30 anni utilizzati per trarre conclusioni sbagliate, così come non lo sono le sporadiche segnalazioni di bambini malnutriti, additati come vegani ma che tali non sono.

Va detto senza mezzi termini e in tutta onestà che la malnutrizione del bambino può essere sostenuta sia da una dieta a base di cibi vegetali che da una dieta a base di cibi animali. La seconda possibilità è di gran lunga più frequente della prima, vista la grande quantità di bambini in sovrappeso, obesi, ipertesi, con diabete tipo 2. Ma questi non fanno notizia, non sono presentati come modelli da evitare.

Dott.ssa Luciana Baroni, Presidente SSNV

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[1] Bettinelli ME et al. Knowledge of Health Professionals Regarding Vegetarian Diets from Pregnancy to Adolescence: An Observational Study Nutrients 2019, 11, 1149; doi:10.3390/nu11051149.

[2] Baroni L et al. PLANNING WELL-BALANCED VEGETARIAN DIETS IN INFANTS, CHILDREN AND ADOLESCENTS: THE VEGPLATE JUNIOR. J. Academy of Nutrition and Dietetics 2019, 119(7), 1067–1074. http://doi.org/10.1016/j.jand.2018.06.008.

[3] Baroni L et al. VEGAN NUTRITION FOR MOTHERS AND CHILDREN: PRACTICAL TOOLS FOR HEALTHCARE PROVIDERS. Nutrients 2019, 12, 5; doi:10.3390/nu12010005.

[4] Leclercq C et al. Food consumption and nutrient intake in a sample of Italian secondary school students: results from the INRAN-RM-2001 food survey. J Food Sci Nutr. 2004 Jun;55(4):265-77. doi: 10.1080/09637480412331290486.

[5] Weder S et al. Energy, Macronutrient Intake, and Anthropometrics of Vegetarian, Vegan, and Omnivorous Children (1–3 Years) in Germany (VeChi Diet Study). Nutrients. 2019 Apr 12;11(4):832.  doi: 10.3390/nu11040832.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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18 Commenti

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    Disamina chiara e precisa, “92 minuti di applausi”

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    Paradossalmente dobbiamo essere completamente obiettivi pure noi sostenitori delle diete vege-vega, in larghe zone del pianeta dove i climi sono al limite abitabile la dieta vegana non è sostenibile se non a prezzo di forti consumi di energia, qualcosa su cui meditare.

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    Già l’incipit mostra una pericolosa forma mentis integralista e militante: “in una società dominata dalla dieta onnivora”… Ma l’essere umano è un animale onnivoro e quindi la società non è “dominata” da una dieta onnivora… sarebbe come dire che una mandria di mucche è dominata da una dieta erbivora, non ha senso.
    Le diete vegetariane se ben strutturate sono perfettamente compatibili con la salute (al pari di diete onnivore bilanciate) e chi le sceglie va rispettato. Ciò che non è rispettabile è questo approccio militante e totalizzante.
    Non entro nel merito dell’imporre ai bambini le scelte alimentari ed etiche dei genitori perché è un tema molto più ampio.

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      La sua considerazione che l’articolo venga espresso in maniera “integralista e militare” nasce da una premessa errata.
      Lei considera per assunto che l’uomo sia onnivoro e quindi ogni concetto che mette in dubbio questa cosa lo considera “integralista e militare” portando esempi che quindi non c’entrano molto.
      Se io fossi convinto per esempio che le donne esistessero esclusivamente per servire l’uomo, effettivamente considererei un integralista chi inizi un discorso dicendo “assunto che uomini e donne sono uguali…etc etc”.
      Non ci sono prove che l’uomo sia onnivoro, anzi, dall’analisi del suo sistema digerente non sembrerebbe proprio che lo sia. Le cito solo la lunghezza dell’intestino, la necessità di cuocere la carne, la dentatura, l’assenza di artigli… solo per darle qualche spunto su cui documentarsi.
      Se quindi non considera più le sue convinzioni (che tra l’altro sono senza base scientifica), vedrà allora che l’articolo non è “integralista e militare” ma che effettivamente siamo in una società dominata dalla dieta onnivora.

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    è incredibile: nella dieta umana sono NECESSARI 9 aminoacidi (necessari, non chissene frega), e la vitamina b12. Quindi un “vegano” deve INTEGRARE lisina e b12, ricorrendo alla scienza, o abbuffandosi di quintali di alimenti che li contengano.
    Oppure può mangiare quello di cui ha voglia.
    Quale potrà essere le scelta migliore per un bambino? Libertà o sottostare all’ortoressia dei genitori?

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      Mi ha fatto piacere leggere questo articolo. Essendo insegnante posso aiutare a diffonderlo. Ho letto nei commenti un signore che parla di “integralismo”, peccato! Davanti a posizioni equilibrate e documentate, un vero peccato, chiamare integralista un’idea che non condividiamo. A scuole vedo molti bimbi con merendine industriali, pochissimo portano frutta. Eppure la loro salute e la loro crescita dipende proprio da come si nutrono adesso. Bambini sovrappeso? Almeno il 30%. Questo comporta anche facile stanchezza, nervosismo, e una tendenza precoce ad attaccarsi ai videogiochi, in cui si può essere campioni senza avere il fiatone nel portare a spasso il proprio corpo già troppo pesante.

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      come già detto, mi sembra, ho cresciuto 2 figli in modalità vegetariana, e non per fanatismo sfrenato, ma perché profondamente convinta della tossicità della carne e, quindi, mai più l’avrei somministrata loro (ovviamente supportata da un nutrizionista); ora hanno 31 e 27 anni, sono in perfetta salute e, quando vogliono, mangiano la carne

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      Elisabetta Menchetti

      La invito a documentarsi meglio prima di usare toni sensazionalistici: la lisina è un aminoacido presente in molti alimenti vegetali, legumi in primis. La B12 è una vitamina che NON proviene dagli animali ma da batteri presenti nel terreno e che gli animali di cui ci cibiamo NON possiedono, non vivendo più sulla terra nè alimentandosi come natura vorrebbe, da decenni ormai. Viene iniettata artificialmente nell’animale con integratori di qualità assai peggiore rispetto a quelli utilizzati per l’uomo. Risulta statisticamente molto carente in modo trasversale a tutta la popolazione che sia onnivora o vegana; anzi spesso in chi ha una alimentazione prettamente carnea, il livello è più basso, poiché il suo assorbimento dipende da un fattore intrinseco intestinale carente in chi ha problemi di microbiota, ovvero in chi non nutre i propri ceppi batterici commensali con fibre, situazione tipica di chi si nutre con proteine animali quotidianamente. Lo studio del microbiota, che solo negli ultimi 10 anni ha portato a scoperte eccezionali in campo scientifico, la dice lunga sul nostro “status naturale” di animali onnivori (e in effetti noi discendiamo da animali prevalentemente frugivori) e invito caldamente ad approfondire questo ambito soprattutto coloro che pensano di essere intellettualmente onesti ad argomentare una posizione in difesa della “proteina nobile” solo perché più simile a quella del corpo umano, Sono necessari obiettività e voglia di stare tante ore su PubMed e non oltranzismo.
      Saluti, una nutrizionista.

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    Non ho la pretesa di capire quale sia la dieta migliore ma posso pensare senza dubbio che il vegetarianismo sia vecchio come il mondo mentre il veganismo nasce nel 1944 ( 76 anni fa non ieri) dopo decenni di discussioni in campo vegetariano, non sono mode passeggere e sono supportate da corposi studi scientifici.
    Quindi ha ragione secondo me chi si fa domande e dubita e ricerca con curiosità, preoccuparsi va bene ma senza evocare tragedie.

    https://www.naturveg.com/aminoacidi-vegan/
    Le fonti vegetali da cui poter assumere la lisina sono i fagioli, il crescione, i semi di canapa, i semi di chia, la spirulina, il prezzemolo, l’avocado, le mandorle, gli anacardi, le lenticchie e i ceci anche senza dover ricorrere a tofu e tempeh.

    Per gli altri amminoacidi bastano brevi ricerche per trovare fonti alternative.

    Sulla vitamina B12 a livello internazionale ci sono dispute decennali e le carenze sono molto diffuse trasversalmente a tutti i vari sistemi dietetici, tanto per ravvivare la discussione il mio convincimento è che di B12 abbiamo bisogno di tracce infinitesime e se mangiamo cibi puliti si ma non lavati coi detersivi in tanti alimenti integrali vegetali queste tracce ci sono, si tratta piuttosto di avere e salvaguardare un metabolismo equilibrato che le utilizzi e non le sprechi come avviene in tanti casi a causa di veleni ingeriti come se niente fosse oppure il ricorso frequente ad alcuni farmaci di uso comune.
    La letteratura scientifica riporta studi che attribuiscono la presenza di B12 in alcuni vegetatali, tempo al tempo, i dati sono contestabili ma di controversie irrisolte è pieno il mondo.
    Se poi uno teme carenze può sempre ricorrere ai cibi fortificati oppure agli integratori.Senza esagerare.

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    Per millenni praticamente nessuno si è mai interessato di tediare il prossimo riguardo quale dieta la gente debba seguire o meno….negli ultimi decenni invece sembra che sia diventato importante….
    Fermate la crescita impazzita della popolazione, anzi, cercate di ridurla (visto che fino al 1900 non eravamo mai stati più di 1 miliardo contemporaneamente durante tutta la nostra storia), perchè quello è l’unico vero problema, all’origine di tutti i problemi odierni.
    il resto sono solo chiacchiere e pezze messe qua e là per toppare i vari buchi…

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      Eh si Sig. Caci8aro, sarà che abbiamo oggi oltre il 30% di bambini obesi per cui forse qualche correzione alla dieta dovremo prenderla!
      In merito invece al benaltrismo della sovrappopolazione mi sentirei solo di dirle”prego si accomodi per primo nel mondo dei più, io la seguo più in là possibile!”

  7. Avatar

    Mi ha fatto piacere leggere questo articolo. Essendo insegnante posso aiutare a diffonderlo. Ho letto nei commenti un signore che parla di “integralismo”, peccato! Davanti a posizioni equilibrate e documentate, un vero peccato, chiamare integralista un’idea che non condividiamo. A scuole vedo molti bimbi con merendine industriali, pochissimo portano frutta. Eppure la loro salute e la loro crescita dipende proprio da come si nutrono adesso. Bambini sovrappeso? Almeno il 30%. Questo comporta anche facile stanchezza, nervosismo, e una tendenza precoce ad attaccarsi ai videogiochi, in cui si può essere campioni senza avere il fiatone nel portare a spasso il proprio corpo già troppo pesante.

  8. Avatar

    Vegetariana da oltre 30 anni, due figli adolescenti nati vegetariani (mai mangiato carne né pesce) , da 3 anni abbiamo escluso anche i latticini, che già prma erano assunti raramente, per questioni di intolleranza alla caseina. Ebbene, nessuno di noi ha alcun tipo di carenza. Integriamo la vit D, come dovrebbero fare tutti, onnivori compresi, per questioni di latitudini. Ma io non ho mai avuto alcuna carenza, nemmeno durante le gravidanze, né di ferro, né di B12.
    Paradossalmente mio suocero, mangiatore compulsivo di carne e latticini (infatti ha problemi seri ai reni) da una vita, ha la B12 a livelli bassissimi.
    Questo ci insegna tanto, ma soprattutto ci insegna che scardinare idee e preconcetti è davvero difficile.

  9. Avatar

    “…per non ricevere consigli errati, primo fra tutti quello di optare per un’alimentazione onnivora.” Questa frase da sola rappresenta una modesta concezione della scientificità medica. Essere contro a priori non è positivo, anzi è lesivo di qualsiasi concetto educativo. Ho studiato la dieta Mediterranea e vengo da una famiglia carnivora, ho sposato una donna aperta all’olio evo e ai vegetali. Ho tre figli: uno vegetariano, uno onnivoro e uno aperto alle novità. Ci piace conoscere e ci dispiace incontrare e verificare persone ideologicamente a favore di un unico tipo di dieta. E’ purtroppo una sciocchezza, perchè il cibo è pensiero e convivialità. Noi siamo il nostro organismo, non viceversa, come un modo poco libero di pensare ci vorrebbe far credere.

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    Cicero pro domo sua… mentre l’associazione dei pediatri non ha da difendere proprie posizioni, se non quelle della scienza medica, la SSNV deve difendere le proprie idee, per garantire la propria sopravvivenza. Ciò rende tutto molto sospetto.
    Ma in generale, perche non si lascia che ognuno faccia quel che vuole? I vegani stanno diventando una nuova chiesa? Non bastano i dogmi di quelle già esistenti?
    E poi, basta una dieta equilibrata per non creare bimbi obesi; è un sillogismo falso quello che dice: dieta onnivora = obesità.
    Per favore, siamo seri, da una parte e dall’altra, e lasciamo a tutti la libertà di scelta: l’ecologia, l’effetto serra e quant’altro si può controllare evitando altre cose, ben più dannose, che non il cibo: perché non chiudiamo tutte le fabbriche legate agli armamenti, o tutta l’industria del campo del superfluo?

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    Non so se qualcuno ha notato l’assoluta malafede di questa propagandista della moda vegana, che esordisce con una frase che è una perfetta menzogna: “dieta vegana, vista in modo acritico e manipolatorio come dieta che esclude tutti i cibi animali”, quando invece il veganesimo è per definizione e per principio irrinunciabile senza alcuna eccezione IL RIFIUTO TOTALE DI QUALUNQUE ALIMENTO CHE ABBIA A CHE FARE CON GLI ANIMALI, INCLUSO IL MIELE CHE E’ TOTALMENTE VEGETALE MA “COLPEVOLE” DI ESSERE RACCOLTO DALLE API.

    A questo esordio volutamente fuorviante segue un’intera pagina di arrampicate sugli specchi e di propaganda del veganesimo che assomiglia terribilmente a quelle di propaganda dell’omeopatia, in cui il boironista di turno difende la sua “cura” con acqua e zucchero evitando bellamente di prendere in considerazione le decine di studi certificati e peer reviewed usciti nel corso degli anni (che ne smentiscono qualunque validità), e invece al solito fa cherripicking andando a ripescare un unico studio vecchi di decenni, al quale nessuno recentemente si è più riferito, per smentirlo affermando falsamente che sia l’unico esistente e su quello basando le sue giustificazioni.

    Fa poi rabbrividire leggere che “evidenze (…) non lo sono le sporadiche segnalazioni di bambini malnutriti, additati come vegani ma che tali non sono”, ossia che non solo nega l’evidenza dei fatti (i bambini erano obbligati a seguire l’alimentazione vegana dai genitori, che negavano persino che soffrissero) ma ha persino l’impudicizia di FINGERE CHE NON CI SIANO STATI DEI BAMBINI **MORTI** PER COLPA RICONOSCIUTA (DALLA MAGISTRATURA, CON PROVE PROVATE, E DOPO TRE GRADI DI GIUDIZIO) dell’alimentazione vegana!

    E senza vergogna non solo sorvola, come se per lei non contassero nulla, sui bambini MORTI perché una sconsiderata e squilibrata alimentazione ha provocato loro dei danni irreversibili durante la delicata età della crescita, ma ha persino l’ipocrita impudicizia di metterli SULLO STESSO PIANO dei bambini OBESI che seguono la dieta onnivora, COME SE MORIRE FOSSE PARAGONABILE A INGRASSARE PER **ECCESSO** DI GRASSI E ZUCCHERI.

    Capisco che il Fatto Alimentare voglia dare voce a tutte le parti, ma la pubblicazione di questa lettera della Presidentessa della SSVV senza l’accompagnamento di due righe di commento potrebbe indurre molte persone scarsamente dotate di spirito critico a prendere per Vangelo quella che è solo una difesa di parte basata su argomentazioni speciose senza alcuna validità oggettiva, e che va letta e ponderata per ciò di cui in realtà si tratta: ANCORA UNA VOLTA L’OSTE DICE CHE IL SUO VINO E’ BUONO.

  12. Avatar

    sono con te

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    Sono un semplice cittadino, non un medico pediatra od un nutrizionista.

    Mai sentito parlare di dieta mediterranea? Poca carne, tanta frutta e verdura, pasta, riso etc. In pratica una dieta estremamente bilanciata.

    Per quanto riguarda i bambini obesi, non è certo il consumo di carne che li rende tali, piuttosto merendine industriali bibite zuccherate e gassate nessun esercizio fisico e tanta tanta televisione tablet smartphone.

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