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Diete vegetariane e vegane nei bambini: la posizione dei pediatri italiani

In mancanza di motivazioni ma, soprattutto, in assenza di un pediatra che segua la situazione e soprattutto lo sviluppo psicomotorio dei bambini, è bene pensarci due volte prima di far crescere un figlio con un’alimentazione vegetariana o vegana. Il rischio di squilibri nella crescita, di carenze nutrizionali e di conseguenze a lungo termine non si può escludere.
È questo il messaggio, forte, che esce dal documento ufficiale della Società italiana di pediatria preventiva e sociale reso noto all’incontro virtuale “Napule è…” sulla pediatria preventiva e sociale appena svoltosi sulla piattaforma Health polis e stilato in collaborazione con la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (Sima), la Società Italiana di Medicina perinatale (Simp) e la Federazione italiana dei medici pediatri (Fimp). Si tratta delle principali associazioni di medici che si occupano di infanzia e adolescenza, che si sono unite per affrontare scientificamente quello che definiscono la problematicità delle diete vegetariane.

Il documento, che sarà pubblicato a breve e di cui, finora, è disponibile solo quanto emerso dall’incontro, rappresenta un aggiornamento di un precedente pronunciamento di tre anni fa, e parte da un dato contenuto nel rapporto Eurispes 2020. In tre anni la percentuale di italiani che dichiarano di avere una dieta vegetariana o vegana è passata dal 7,3 all’8,8%, con un aumento, quindi, del 20% circa. In questi numeri sono compresi anche i bambini, per i quali, però, è più che mai indispensabile monitorare attentamente, con esami del sangue regolari e specifici, l’instaurarsi di eventuali carenze nutrizionali, come ha sottolineato Marcello Bergamini, in rappresentanza della SIPPS. In questo periodo, infatti, non sono stati pubblicati studi che confrontino la dieta vegetariana di un bambino con quelle tradizionali, o che ne evidenzino vantaggi, o dimostrino chiare controindicazioni rispetto a quanto già noto.
Per quanto riguarda le diete vegane, invece, la situazione è più delicata, e ci sarebbero alcuni dati nuovi.

bambini verdure salute Diete
Con le diete a base vegetale non si possono escludere carenze e squilibri. È utile farsi seguire dal pediatra

In generale non ci sono dati che autorizzino a un via libera generalizzato per tutta la popolazione alle diete vegetariane, ha ricordato l’esperto. Al momento circa il 9% delle famiglie dichiara una dieta veg, e un quarto di queste una vegana, con una tendenza all’aumento. Ma, come ha spiegato sempre Bergamini, per quanto riguarda i più piccoli “non possiamo essere certi di ciò che le famiglie faranno, se daranno ai bambini una corretta supplementazione, e neppure se porteranno i propri figli con continuità dal pediatra, per controllare che lo sviluppo psicomotorio e fisico proceda adeguatamente”.

“Se si volessero davvero mettere alla prova le diete veg” ha ricordato ancora “si dovrebbero valutare rispetto a quello che è ritenuto il Gold Standard oggi. Quest’ultimo, per il ministero della Salute così come per l’Oms, è la dieta mediterranea, che include anziché escludere, e garantisce una varietà di cibi che consente, senza necessità di supplementazioni, il corretto sviluppo dei bambini”.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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19 Commenti

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    E’ encomiabile che i pediatri siano attenti ai problemi in categorie numericamente minoritarie e non sono da nascondere le (pochissime) notizie di carenze eclatanti in bambini vege-vega , tutti i genitori responsabili dovrebbero avere il desiderio di far controllare i loro pargoli da esperti nella crescita.

    E’ però inevitabile far notare agli esperti pediatri un lato del loro lavoro poco convincente=
    https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=78250
    “”””Sono 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in eccesso di peso (più del 20%). Il numero maggiore al Sud. Il 74,2% consuma frutta e/o verdura ogni giorno, ma solo il 12,6% arriva a 4 o più porzioni. Nonostante il trend decrescente (da consolidare), ben un quarto dei bambini e degli adolescenti consuma quotidianamente dolci e bevande gassate, il 13,8% snack salati. Il 40% dei ragazzi non fa sport.””””29.10.2019

    Non ci sarà per caso un pò di pregiudizio e qualche linea guida da aggiustare (?) per essere un pò più credibili e invogliare i genitori di qualsiasi orientamento alimentare a chiedere e ricevere buoni consigli senza essere criminalizzati o terrorizzati?
    Pretendere severità in pochi casi ed essere concilianti in tanti altri non è espressione corretta, i rischi ci sono in entrambi i casi.

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    Reputo necessario edurre le famiglie alla buona educazione alimentare, e far capire loro l’importanza della parte animale in una buona alimentazione. Capisco la loro parte etico-morale, ma prima di essere animalisti nel senso buono del termine, bisogna essere buoni genitori e per esserlo dobbiamo sapere quello che è positivo e negativo per i nostri figli. Oltretutto chi si nutre utilizzando linee guida particolari come il “Vegan” ha scelto di farlo, non è stato obbligato, per questo reputo giusto dare la stessa possibilità ai nostri figli, che se vorranno dopo essersi ben informati sia sul trattamento degli animali, sulle loro tecniche allevatoriali e mattatorie, che sulla parte nutrizionale degli alimenti e sulle loro caratteristiche, solo così potranno fare la loro scelta consapevolmente.
    In chiusura, sono contrario alle diete vegetariane e vegane, per motivi semplici quali:
    – Scarsa informazione delle persone.
    – False speranze per quanto riguarda il miglioramento del benessere animale, perché non è smettendo di mangiare carne che si salvano animali.
    – Uso non obbligatorio ma consigliato di integratori alimentari per avere una dieta equilibrata.
    – Propagazione di vicende estremizzanti e poco diffuse, solo per aumentare la loro notorietà.

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      La vitamina b12 è una carenza che riguarda tutti, giusto per citartene una a caso.

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      Le diete vegetariane e vegane non sono negative apprescindere.

      Se i genitori hanno ottime conoscenze di dietetica, possono allevare i figli anche con diete del genere (con le vegane è ancor più complicato ma non impossibile). Meglio ancora se in collaborazione con il pediatra.

      Tuttavia persone con così alte conoscenze, tra i vegetariani e i vegani, non sono tante e quindi il rischio c’è.

      Riordo ancora il caso di una coppia di vegani che, in buona fede, allevava il loro figlio lattante con il latte di riso.
      Peccato che questo somigli al latte animale solo per il colore ma sia praticamente una soluzione di acqua e amidi/zuccheri, assente in grassi e soprattutto assente in proteine, indispensabili per la crescita.

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      Come nessuno viene obbligato a seguire una dieta “Vegan”, nessuno viene obbligato a seguire altro tipo di dieta, quindi non capisco il punto: un figlio puó in futuro consapevolmente decidere di seguire una dieta vegana dopo che é stato cresciuto seguendo (per esempio) una mediterranea, ma anche il viceversa é possibile.
      Condivido che i genitori debbano conoscere cosa é positivo e negativo per i figli, e proprio per questo credo che l’etica e la morale siano due punti importanti da trasmettere alla prole.

      Circa la scarsa informazione delle persone (immagino si intenda quelle che scelgono di seguire una dieta vegana), si e no. Da quando ho deciso di seguire una dieta plant-based, conosco e tengo molto piu sotto controllo il mio corpo e non ho alcuna carenza perché so quello che devo suplementare e agisco di conseguenza. Ovviamente uno che segue una dieta vegana magari semplicemente perché di moda, magari non si pone certi problemi e puó andare incontro a problemi legati all’alimentazione. Ma questo é vero per qualsiasi tipo di dieta alla fine, sta a noi informarci, conoscere il nostro corpo e agire di conseguenza per farlo funzionare al meglio. Il problema non é tanto la dieta, quanto la disinformazione.

      Circa la falsa speranza di migliorare il benessere animale semplicemente smettendo di mangiare carne concordo, bisognerebbe infatti anche bandire latticini, uova e altri prodotti di origine animale per avere un netto shift. Ma gia rinunciare alla carne é un primo passo.

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      Ti invito a riflettere sulla tua osservazione: “un figlio puó in futuro consapevolmente decidere di seguire una dieta vegana dopo che é stato cresciuto”, ma perchè non il contrario? noi siamo stati costretti a cibarci sin da piccoli di animali…non è forse anche quella una imposizione? Sicuramente i miei genitori mi hanno fatto mangiare carne e pesce perchè ritenevano fosse un bene, non vedo perchè un genitore vegano non ha il sacrosanto diritto di fornire ai figli la possibilità di crescere sani, senza provocare la sofferenza ad altri esseri viventi oltretutto nel rispetto dell’ambiente. Grazie

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      Ciao ti invito a riflettere: anche io (noi) siamo tanti costretti da genitori onnivori a consumare carne e prodotti di origine animali (sanissimi mi dirai tu), non ho dubbio che i miei genitori fossero convinti di fare la cosa migliore. Mi spieghi perchè invece un genitore vegano, che ama i figli, dovrebbe far consumare carne ai figli? grazie

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      Caro Ian, ti invito a rileggere la frase che ho scritto fino alla fine: “un figlio puó in futuro consapevolmente decidere di seguire una dieta vegana dopo che é stato cresciuto seguendo (per esempio) una mediterranea, ma anche il viceversa é possibile.”
      Saluti

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      https://ilfattoalimentare.it/dieta-vegetariana-ssnv.html signor Gabriel, le consiglio di leggere questo articolo ed informarsi sulle vere evidenze scientifiche e non sulla trasmissione di informazioni a mo di passaparola e del si è sempre fatto.

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    https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19562864/
    Position of the American Dietetic Association: vegetarian diets
    Winston J Craig 1 , Ann Reed Mangels, American Dietetic Association
    Affiliations PMID: 19562864 DOI: 10.1016/j.jada.2009.05.027
    It is the position of the American Dietetic Association that appropriately planned vegetarian diets, including total vegetarian or vegan diets, are healthful, nutritionally adequate, and may provide health benefits in the prevention and treatment of certain diseases.
    Well-planned vegetarian diets are appropriate for individuals during all stages of the life cycle, including pregnancy, lactation, infancy, childhood, and adolescence, and for athletes.
    A vegetarian diet is defined as one that does not include meat (including fowl) or seafood, or products containing those foods.

    Il riconoscimento o l’avversione di certe posizioni non dipende dal mio parere ovviamente ne sono consapevole , per esempio potrei avere simpatia per i fagiolini e antipatia per le salsicce ma questo non mi darebbe il diritto di convincere gli altri a fare altrettanto.
    Il discorso invece è molto più serio delle simpatie o antipatie per abitudini consolidate e tramandate tra generazioni da una parte e nuovi orientamenti chiamati “mode” sottintendendo “passeggere”, qui si tratta di stabilire se esiste una sola dieta o più diete che portano ad un buon risultato.
    Secondo molti studi sintetizzati nel link sopra allegato, per fare solo un esempio ma ce ne sono altri, si intende affermare che la discriminante tra successo sicuro el? insuccesso probabile non è la carne o il pesce ma il buon senso, l’intelligenza applicata sostenuta da istruzione vera non velata da conflitti vari e l’attenzione amorevole che dobbiamo avere nei confronti di figli e nipoti, poi è naturale insegnare ai nostri piccoli le cose in cui crediamo.
    Ci sono tante abitudini che scientificamente sappiamo farci male eppure le coltiviamo e accettiamo ugualmente senza protestare come dovremmo, si continua evangelicamente a vedere solo il granello di polvere nell’occhio dell'”altro” nascondendo la propria trave in una nuvola di chiacchiere di fumo.
    Qui come in ogni altro campo non ci vuole commiserazione, denigrazione, ipocrisia e rifiuti sdegnosi di discussioni ma confronto di idee inter pares altrimenti un sempre maggior numero di persone farà di testa sua.
    Un compito importantissimo ce l’hanno le fonti di informazione dato che quattro casi di denutrizione vegetariana rimbalzano sui media come palline da flipper impazzite mentre non si danno risposte ferme ad altri problemi, si minimizza e si tergiversa all’infinito.
    Inoltre credo onestamente che sia più importante il come interpretiamo e applichiamo le istruzioni ricevute piuttosto che le istruzioni stesse o chi ce le fornisce.

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    Avrei molto da dire su questo argomento. Quando 10 anni fa ho scelto di fare seguire una dieta vegetariana alla mia prima figlia la pediatra era prevenutamente contraria, mi sono dovuta fare seguire da una nutrizionista per fare calmare tutte le acque agitate intorno a me. Mia figlia è cresciuta sana ed ha un fisico spettacolare, contrariamente i miei due nipoti che seguono una dieta onnivora con tanti dolciumi e bevande gassate non hanno mai avuto alcun problema alle visite con i pediatri e con il sistema in generale peccato che adesso sono uno obeso da far paura e l’altro sottopeso… W le diete equilibrate qualsiasi esse siano… E soprattutto W il buonsenso che mi sembra ogni giorno venga sempre meno anche da parte della nostra classe medica.

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    E incredibile che si stia ancora a fare la caccia alle streghe sulla questione alimentazione vegetale. Prima di pubblicare certi articoli,dovreste a mio avviso sentire le varie “campane” di medici tipo i medici della società scientifica di nutrizione vegetariana, che a differenza dei pediatri tradizionali si sono documentati,studiando l’alimentazione e dando anche esami in università, cosa che i medici (in generale, per diventare medici all’università non hanno dato nessun esame sull’alimentazione, questo a mio avviso è alquanto arretrato). L’alimentazione errata è una delle cause di moltissime patologie degli ultimi anni, se un medico all’università non la studia a fondo, non ci potrà mai essere una prevenzione, reale, delle varie patologie. Concordo inoltre con quanto detto da Gianni. Ed invece invito il signor Roberto ad aggiornarsi sulle varie smentite dei bambini cresciuti da “fantomatiche” coppie vegane che vengono allattati con solo latte di riso,purtroppo i massmedia tendono a dare solo notizie incomplete,senza poi darne le smentite. Più che fornire informazioni eque , sembra che adorino metterci gli uni contro gli altri.Far passare i genitori vegani,come dei mostri incompetenti che deteriorano la salute dei propri figli, ebbene è proprio il contrario.Chi segue una dieta “tradizionale” spesso alimenta il proprio figlio con un eccesso di proteine e grassi che a lungo andare va a “otturare” l’ingranaggio che ci fa vivere. Sempre più bambini sono diabetici, allergici,fortemente obesi, bambini che muoiono di infarto!! bambini sempre mucolitici (eh no, non è colpa del cambio delle stagioni,ma dell’alimentazione.)

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    Vedo purtroppo che quasi nessuno conosce veramente la dieta mediterranea, la disinformazione continua a restare un problema.

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    i miei figli sono cresciuti con una dieta esclusivamente vegetariana , ora hanno 27 e 31 anni, mangiano anche la carne e godono (e hanno sempre goduto) di ottima salute, nonostante tutti i pronostici avversi dei vari pediatri; logicamente facevo riferimento ad un medico nutrizionista del settore, ma il fatto è che, come detto da chi mi precede, non c’è la volontà delle masse (e a volte degli addetti ai lavori) di informarsi su ciò che è alternativo al pensiero corrente

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    comunicato stampa della società scientifica di nutrizione vegetariana, invito i giornalisti del fatto alimentare a leggere questo articolo.
    https://www.scienzavegetariana.it/mail/news-dieta-vegan-bambini-sicura.html