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Despar ritira Passato di verdure “Era ora” per la possibile presenza di glutine non dichiarata in etichetta

despar era ora passato di verdure
Il passato di verdure Despar richiamato

Despar ha ritirato dagli scaffali dei suoi punti vendita il Passato di verdure della marca commerciale del supermercato “Era ora”. L’avviso riguarda un solo lotto: L32141, con scadenza il 17/05/2016, prodotto dall’azienda Antaar&s SPA.

Il passato di verdure liofilizzato venduto in confezione da 69 grammi, è stato venduto in tutte le regioni d’Italia. Il prodotto è stato richiamato a scopo preventivo, per la presenza di tracce di glutine non dichiarata in etichetta.

Da un punto di vista sanitario si tratta di una non conformità con un elevato indice di rischio per i celiaci o coloro i quali presentano un’intolleranza al glutine. Mentre non ci sono problemi per tutte le altre persone che possono utilizzare senza problemi il prodotto.

Despar si scusa e invita i consumatori affetti da allergia o intolleranza al glutine, a non utilizzare e a restituire le confezioni eventualmente acquistate al punto di vendita per la sostituzione.

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7 Commenti

  1. Una domanda a cui non so se potete rispondere: tutti questi ritiri dovuti ad allergeni non dichiarati in etichetta (questo di Despar, leggo spesso di Eurospin…) sono conseguenze di controlli interni da parte della GDO o fanno seguito a controlli ufficiali messi in atto dagli Enti competenti?

    • Valeria Nardi

      Nell’ultimo caso, il passato di verdure, è stato nell’ambito del piano di sorveglianza della catena (Despar). Molto spesso sono le stesse aziende sempre in seguito ad autoanalisi, che poi lo segnalano alla gdo. Ma ci sono numerosi casi di segnalazioni dai clienti che poi fanno scattare le analisi interne alle aziende.

  2. In nessun caso quindi tra quelli da voi segnalati si è trattato di un controllo ufficiale da parte dell’ASL di riferimento?

    • Roberto La Pira

      Difficile rispondere, nella nostra esperienza a volte sono le aziende che si accorgono di un problema e avviano una campagna di richiamo mentre in altri casi sono le autorità sanitarie che contestano un valore critico e l’azienda avvia il il ritiro del prodotto.

  3. Mi riferivo alla questione allergeni, perchè volevo capire se, come conseguenza della nuova normativa sull’etichettatura, le autorità competenti avessero iniziato ad effettuare controlli in tal senso…

  4. Buongiorno Alessandro, come ti hanno detto nella maggior parte dei casi, sono le aziende che in autocontrollo si accorgono di una non conformità in produzione, questo è normale perché un’identità produttiva ben strutturata, si sottopone ad analisi interne con frequenza anche giornaliera, la ASL esegue controlli su segnalazione o normalmente a seconda della categoria di rischio dell’azienda, e sono sporadici. E’ di conseguenza chiaro che in caso di problemi è molto più facile che il problema venga fuori in autocontrollo. La GDO è difficile se ne accorga per due motivi, ha un numero spropositato di referenze a cui badare e se volesse campionare tutto ciò che vende andrebbe in rovina e secondariamente se si tratta di “vizio occulto” come nel caso di un allergene non ne è responsabile