Richiamo bicchieri Tiger

Tra la serata di ieri e la mattinata di oggi sono stati pubblicati tre nuovi richiami. Il Ministero ha segnalato un lotto di fiocchi di soia per corpi estranei, Iperal quello di lupini cotti per alcaloidi, mentre Flying Tiger Copenhagen ha allargato il ritiro dei bicchieri con decorazioni per rischio chimico.

Il richiamo dei bicchieri Tiger

La catena di negozi Flying Tiger Copenhagen ha richiamato tutti i lotti dei bicchieri con stampa di zucche, arance, cuori rossi, fragole e limoni gialli. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la rilevazione di livelli elevati di piombo e cadmio nella stampa esterna dei bicchieri, che possono essere rilasciati nelle bevande oltre i limiti consentiti dall’UE per i materiali a contatto con gli alimenti.

Bicchieri Flying Tiger Copenhagen richiamo 19.03.2026

Tutti i bicchieri interessati sono da 220 ml e hanno le seguenti caratteristiche:

  • Stampa di zucche, tutti i lotti venduti da agosto 2024 (codice articolo 3057450);
  • Stampa arance, tutti i lotti venduti da maggio 2025 (codice articolo 3062993);
  • Stampa piccoli cuori rossi, tutti i lotti venduti da gennaio 2024 (codice articolo 3052986);
  • Stampa fragole, tutti i lotti venduti da febbraio 2024 (codice articolo 3053912);
  • Stampa limoni gialli, tutti i lotti venduti da maggio 2024 (codice articolo 3055350).

In precedenza, lo scorso mese di gennaio, Flying Tiger Copenhagen aveva già richiamato anche tutti i lotti dei bicchieri da 220 ml con stampa di fiori singoli colori misti venduti da gennaio 2025 (codice articolo n. 3060031). In quel caso la catena aveva dichiarato soltanto una non conformità alla normativa europea sul contatto con gli alimenti dei bicchieri interessati. Ora è stato reso noto che il motivo di richiamo è lo stesso: livelli eccessivi di piombo e cadmio nella stampa (leggi qui il primo richiamo dei bicchieri Tiger).

Il richiamo dei lupini cotti

I supermercati Iperal, invece, hanno diffuso il richiamo da parte del produttore di sette lotti di lupini cotti e salati a marchio Milani Remigio e C. La ragione indicata è la presenza di valori non ammessi di alcaloidi chinolizidinici segnalata dal fornitore di lupini secchi. Il prodotto in questione è venduto in buste sottovuoto da 200 grammi, appartenente ai lotti C5216 con il termine minimo di conservazione (TMC) 04/08/2026, E5195 con il TMC 14/07/2026, F5086 con il TMC 27/03/2026, F5188 con il TMC 07/07/2026, I5258 con il TMC 08/09/2026, J5142 con il TMC 22/05/2026, e K5258 con il TMC 15/09/2026.

Lupini cotti Milani Remigio richiamo 19.03.2026

L’azienda Milani Remigio e C. ha prodotto i lupini cotti richiamati. Lo stabilimento di produzione si trova in via Trieste 45 a Occhiobello, in provincia di Rovigo.

Il richiamo è molto probabilmente collegato a quello di un lotto di lupini secchi a marchio Cibón, diffuso una settimana fa dai supermercati Coop e dal Ministero della Salute. Anche in quel caso, infatti, il motivo indicato era la presenza di alcaloidi chinolizidinici, composti naturali prodotti da alcune piante, soprattutto dai lupini, che possono avere effetti tossici sul sistema nervoso (leggi qui il primo richiamo di lupini per alcaloidi).

Il richiamo dei fiocchi di soia

Infine, il Ministero della Salute ha segnalato il richiamo precauzionale da parte dell’operatore di un lotto di fiocchi di soia biologici a marchio Bordoni 1845. Il motivo indicato sul provvedimento è la potenziale presenza di sassi o altri corpi estranei. Il prodotto interessato è distribuito in confezioni da 10 kg con il numero di lotto L6881 e il TMC 30/09/2027.

Fiocchi di soia biologici Bordoni 1845 richiamo 18.03.2026

L’azienda Berkem Developpement Sas ha prodotto i fiocchi di soia richiamati per Bordoni 1845. Lo stabilimento di produzione si trova in rue Edouard Branly 2, a Tonneins, in Francia.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non utilizzare i bicchieri di Flying Tiger Copenhagen e di non consumare i lupini cotti e i fiocchi di soia con i numeri di lotto sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso dei prodotti segnalati possono restituirli al punto vendita d’acquisto.

Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 46 richiami, per un totale di 124 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos (copertina),  Ministero della Salute

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Davide
Davide
19 Marzo 2026 12:43

Ottimo tempismo e professionalità…però un po’ meno di negatività perché oltre a sembrare una presa ideologica- politica e’ un continuo piagnisteo. E’colpa del ministero, dell’asl, delle istituzioni, delle aziende…….la rubrica si chiama Fatto alimentare non fatto quotidiano… e nemmeno colpa alimentare. Fare cronaca e meno politica servirebbe a molti per primi a voi.!

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