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Video. Prosciuttopoli: lo scandalo dei prosciutti di Parma e di San Daniele. 300 mila cosce sequestrate e 140 allevamenti sotto inchiesta

I numeri dello scandalo del prosciutto crudo di Parma e di San Daniele sono da paura: 300 mila prosciutti sequestrati e 140 allevamenti posti sotto inchiesta dalla Procura di Torino. Stiamo parlando di salumi per un valore al consumo di circa 90 milioni di euro, pari al 10% della produzione nazionale: una vera e propria prosciuttopoli.

L’accusa è di frode in commercio, aggravata per l’utilizzo di tipi genetici non ammessi dal Disciplinare. Alcune aziende implicate nello scandalo hanno ammesso la frode, riuscendo a dissequestrare i prodotti e a venderli come semplici prosciutti crudi. C’è di più, i due istituti di certificazione che dovevano controllare il rispetto dei disciplinari sono stati commissariati per sei mesi dal Ministero delle politiche agricole, per gravi irregolarità. L’aspetto curioso è che le notizie diffuse su questa vicenda sono state pochissime.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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8 Commenti

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    PAOLO BOLOGNINI

    PER QUANTO CONCERNE LA FACCENDA DEI PROSCIUTTI, LE NOTIZIE NON SONO MAI STATE DIFFUSE : UNA COSA COSI’ GRAVE , DOVEVA ANDARE SU TUTTI I TG.

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      Sai alla gente quanto gliene frega di quel che mangia, dei disciplinari e da dove vengono le bestie???
      Pensi che qualcuno si sia accorto che ci sono delle differenze tra un prosciutto e un altro?

  2. Roberto La Pira

    I dati percentuali sono stati dati dal Consorzio. Quelli sui sequestri dagli inquirenti

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    Quando nella grande distribuzione,dove la maggior parte delle famiglie fa la spesa,così come nei cash & carry in cui si approviggionano la stragrande maggioranza degli operatori del settore alimentare, trovi “sottocosto” ed in quantità “limitata” olio extravergine d’oliva in bottiglie di plastica a meno di €4,00 euro al litro,prosciutti di Parma a €7,90 al kg ed etichette di vino doc o docg a €2,00 a bottiglia possibile che nessuno si faccia delle domande e si prenda la briga di controllare l’effettiva provenienza di quei prodotti?…se chi di dovere facesse quello che deve fare e x cui è pagato in un mese sparirebbero dagli scaffali la maggior parte delle ‘ eccellenze’ gastronomiche di cui andiamo tanto fieri e del cui consumo ci riempiamo orgogliosamente la bocca.Paese de poracci.

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    Basterebbe che chi di dovere si facesse un giro in maniera un po’ più ‘attenta’ tra i banchi della grande distribuzione e nei cash & carry e buona parte delle nostre ” eccellenze” gastronomiche, di cui andiamo tanto fieri e di cui ostentiamo orgogliosamente il consumo, sparirebbero come d’incanto…altro che olio extravergine d’oliva in bottiglie di plastica a meno di €4,00 al litro o prosciutti di Parma a €7,90 al kg piuttosto che etichette di vino doc o docg a €2,00 a bottiglia.

  5. Roberto La Pira

    Se seguiamo i suoi criteri non dovremmo scrivere di truffe, scandali, problemi di sicurezza alimentare, campagne di richiamo di prodotti. Mi sembra una visione molto discutibile.

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    le lobbies alimentari sono molto potenti e gestiscono a loro piacimento la fuoriuscita delle notizie sui media. Quello che non gli fa comodo rimane nel cassetto. E qsto è a dir poco scandaloso ma altrettanto tipico del ns paese, che di certo non sta ai primi posti per la libertà di stampa.

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    L’informazione è doverosa quindi se non ne sono comparse tracce sui media + importanti, è veramente grave e ci si deve chiedere il perché