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Richiamato spumante Fior d’Arancio Colli Euganei Docg: anidride solforosa oltre i limiti, ma in un limitato numero di bottiglie

spumante fior d'arancio colli euganei bottiglieI supermercati Cadoro hanno diffuso l’avviso di richiamo a scopo puramente precauzionale di un lotto di spumante Fior d’Arancio Colli Euganei Docg della Cantina Colli Euganei Sca per la possibile presenza di una quantità di anidride solforosa troppo elevata. Il richiamo è stato pubblicato anche dal Ministero della salute e dai supermercati Auchan, Bennet, Simply, Carrefour, Coop, Iper (solo punti vendita di Castelfranco Veneto e Verona).

Il prodotto interessato è stato imbottigliato nel mese di settembre 2018 nello stabilimento di viaMarconi 314 a Vo’ (Provincia di Padova) e distribuito in bottiglie da 0,75 litri con il numero di lotto 26218A (Ean 8001351000932).

L’azienda precisa che la presenza accidentale di una quantità elevata di solfiti riguarda solo un numero molto limitato di bottiglie, ma per tutale i consumatori, si è deciso di ritirare l’intero lotto. Le bottiglie del lotto in questione non sono più sugli scaffali e si stima che il 90% di esse sia già stato stappato.

A scopo precauzionale, si raccomanda a chi fosse ancora in possesso di una bottiglia con il numero di lotto segnalato, in particolare se allergici o intolleranti ai solfiti e anidride solforosa, di non consumare lo spumante e restituirlo al punto vendita d’acquisto per il rimborso. Tutti gli altri lotti possono essere consumati senza problemi.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’azienda al numero 049 9940011.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 1 richiamo, per un totale di 1 prodotto. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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