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Richiamati sesamo e mix di semi Vivisì Bennet per ossido di etilene. Revocato il richiamo dell’integratore: riconfezionato (Aggiornamento 9/7)

Bennet ha pubblicato i richiami di alcuni lotti di semi di sesamo e mix di semi per panature di carne e pesce a marchio ViviSì Bennet per la “presenza di ossido di etilene”. I prodotti interessati sono venduti in confezioni da 150 grammi con il termine minimo di conservazione (Tmc) 30/06/2021 e i numeri di lotto 2017716 (semi di sesamo), 2016916 e 2017016 (mix di semi).

I semi richiamati sono stati prodotti per Bennet da Fertitecnica Colfiorito Srl, nello stabilimento di via G. Deledda 36/38 a Montecassiano, in provincia di Macerata.

Aggiornamento del 9 luglio 2021: il ministero della Salute ha revocato il richiamo dell’integratore alimentare Cholkur Advance perché “il lotto di prodotto è stato riconfezionato dichiarando l’allergene soia correttamente di fianco al Guggul nell’elenco ingredienti.

Il ministero della Salute, invece, ha segnalato il richiamo di un lotto dell’integratore alimentare Cholkur Advance dell’azienda Gricar Chemical per la presenza dell’allergene soia non dichiarato in etichetta. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 30 compresse da 550 mg con il numero di lotto 0599 e la scadenza 09/2023.

L’integratore alimentare richiamato è stato prodotto da Gricar Chemical Srl nello stabilimento di via San Giuseppe 18/20 a Brugherio, in provincia di Monza e Brianza.

A scopo precauzionale, si invita a non consumare i prodotti con i numeri di lotto segnalati e restituirli al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2021, Il Fatto Alimentare ha segnalato 48 richiami, per un totale di 64 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

© Riproduzione riservata Foto: Bennet, ministero della Salute

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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Richiamate salsa al tartufo e cacio e pepe per ingrediente con allergeni non dichiarati, cracker sesamo e rosmarino per ossido di etilene. Aggiornamento 26/7: la nota del produttore dei condimenti

Aggiornamento del 26 luglio 2021: con una nota a Il Fatto Alimentare in merito al richiamo …

5 Commenti

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    “Il ministero della Salute, invece, ha segnalato il richiamo di un lotto dell’integratore alimentare Cholkur Advance dell’azienda Gricar Chemical per la presenza dell’allergene soia non dichiarato in etichetta.”

    Visto che l’integratore millanta di poter “mantere livelli normali di colesterolo” forse sarebbe il caso che il MdS buttasse un occhio anche a queste affermazioni, che se veritiere dovrebbero collocarlo tra i farmaci, e se non veritiere…

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    Roberto Pinton

    L’integratore a cui fa riferimento il sig. Mauro contiene monacolina K.

    A norma del reg.432/2012 sull’elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, il claim “La monacolina K del riso rosso contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue” è del tutto lecito per un alimento che ne fornisca un apporto giornaliero di 10 mg.

    L’inclusione nell’elenco comunitario delle indicazioni consentite segue il “Parere scientifico sulla fondatezza delle indicazioni sulla salute relative alla monacolina K del riso rosso fermentato e sul mantenimento delle normali concentrazioni di colesterolo LDL nel sangue” rilasciato dall’EFSA sulla base di due studi clinici controllati randomizzati e che si può trovare qui: https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/2304.

    Il documento indica “Sulla base dei dati presentati, il gruppo di esperti scientifici conclude che è stata stabilita una relazione di causa/effetto tra il consumo di monacolina K da riso rosso fermentato e il mantenimento della normalità concentrazioni di colesterolo LDL nel sangue”.

    L’effetto vantato dal prodotto non è quindi millantato, ma confermato dall’autorità sanitaria.
    La monacolina K è una statina naturale, con struttura del tutto analoga alle statine utilizzate nei farmaci ipocolesterolemizzant, tant’è che qualche organizzazione dei consumatori ha chiesto per i prodotti che la contengono una classificazione come farmaci e non come integratori.

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      Circa le affermazioni in etichetta ho scritto “se veritiere dovrebbero collocarlo tra i farmaci, e se non veritiere…”, visto che la monacolina K è efficace e il claim veritiero allora andrebbe classificato come farmaco e non come integratore.

      Altrimenti qualcuno già in cura con farmaci contro il colesterolo lo userà in aggiunta senza avvisarne il proprio medico “tanto è solo un integratore, non serve la ricetta, male non fa”, correndo probabilmente dei rischi, dubbio che vedo già preceduto da “qualche organizzazione dei consumatori [che] ha chiesto per i prodotti che la contengono una classificazione come farmaci e non come integratori”.

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    Roberto Pinton

    Il prodotto citato non vanta un claim “dimezza il colesterolo in una settimana”, ma un meno impegnativo “contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue”, un lavoro non da farmaco.

    Il reg.UE n. 432/2012 e i numerosi che l’hanno successivamente integrato prevedono un lungo elenco di indicazioni sulla salute consentite per specifici alimenti e sostanze nutritive.

    Per limitarsi al colesterolo, è accertato dall’EFSA un effetto sulla sua omeostasi non solo della monacolina K del riso rosso, ma anche di acido alfa linolenico, linoleico e oleico, dei beta-glucani, del gucomannano, degli steroli e stanoli vegetali eccetera; il reg.432/2012 riconosce funzioni fisiologiche anche all’acqua (contribuisce al mantenimento di funzioni cognitive e fisiche normali e alla normale regolazione della temperatura corporea)…
    Non sembra possibile traslocare tra i farmaci tutti gli alimenti con un effetto fisiologico, acqua compresa.

    Il breve dettaglio riportato suggerisce che, al di là del mantra farlocco che “l’importante è mangiare un po’ di tutto”, è opportuno considerare che la composizione dei diversi alimenti può avere effetti fisiologici o sulla salute (e a maggior ragione se si sta seguendo una terapia).

    Per agganciarmi all’esempio del sig. Mauro, poi, non sono solo gli integratori a poter interferire coi farmaci, capita anche a tranquillissimi alimenti correnti che non vantano claim nutrizionali e sulla salute: esemplare è il caso del pompelmo, di per sè innocuo (se non salutare), che interferisce con statine, immunosoppressori, antiaritmici e diverse altre categorie di farmaci, mentre i cibi ricchi di potassio non si sposano con gli ACE inibitori. per non dire delle interazioni di caffè o alcool.

    Quello del consumatore è un mestiere complicato.

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      “Il prodotto citato non vanta un claim “dimezza il colesterolo in una settimana”, ma un meno impegnativo “contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue”, un lavoro non da farmaco.”

      Sulla scatola c’è scritto:

      “Per mantenere LIVELLI NORMALI di COLESTEROLO”

      Il maiuscolo non è mio, è stampato in grassetto sulla confezione, il termine “contribuisce” non c’è… io continuo a sentirlo come un claim che promette effetti farmacologici tout court.

      Non discuto le proprietà del principio attivo, critico la veste grafica, che a mio parere è ingannevole e meriterebbe un richiamo da parte degli organi di controllo.