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Revocato per analisi di revisione favorevole il richiamo della farina di mais bramata Molino Riva per presenza di aflatossina B1 (Aggiornamento 29/4)

farina di mais bramata molino rivaAggiornamento del 29 aprile 2020: in un comunicato, Molino Riva fa sapere che “le analisi di revisione effettuate presso l’Istituito superiore di sanità non hanno rilevato presenza di Aflatossine in misura superiore ai parametri consentiti, imputando il diverso esito del’ATS Insubria ad un’errata modalità di campionamento.” Il richiamo del lotto di farina di mais bramata è pertanto revocato per analisi di revisione favorevole.

Unes ha diffuso il richiamo di un lotto di farina di mais bramata a marchio Molino Riva per la presenza di aflatossina B1. Il prodotto interessato è distribuito in confezioni da 1 kg con il numero di lotto 200821 e il termine minimo di conservazione 20/08/2021.

La farina di mais richiamata è stata prodotta da Molino Riva Srl, nello stabilimento di via Provinciale 69 a Garbagnate Monastero, in provincia di Lecco.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare la farina di mais con il numero di lotto e il termine minimo di conservazione segnalati e restituirla al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 155 richiami, per un totale di 185 prodotti, e 5 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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