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Semi di sesamo potenzialmente contaminati: Danesi Daily Bread richiamati da Penny Market e Coop

danesiPenny Market e Coop hanno diffuso il richiamo di alcuni lotti di danesi con segale integrale e semi vari a marchio Daily Bread per la presenza, tra gli ingredienti, di semi di sesamo potenzialmente contaminati da ossido di etilene. Il prodotto coinvolto è venduto in confezioni da 200 grammi con il termine minimo di conservazione 06/04/2021, 07/04/2021 e 08/04/2021 che coincidono con il numero di lotto.

I danesi richiamati sono stati prodotti per CEA Italia Srl da Coronet Cake Company ApS nello stabilimento di Valorevej 16 a Viby, nello Sjælland, in Danimarca.

Il richiamo, rende noto Penny Market, riguarda solo il lotto 06/04/2021 e le Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Coop, invece, fa sapere che il provvedimento interessa i punti vendita di Toscana, Lazio e provincia di Terni.

Questo provvedimento è solo l’ultimo di una lunga serie di richiami provocati dai semi di sesamo provenienti dall’India – sia convenzionali che biologici – contaminati da ossido di etilene, un prodotto fitosanitario non autorizzato in Europa. Dal 23 ottobre sono stati richiamati oltre 40 prodotti tra semi di sesamo, mix di semi, cereali e legumi, piatti pronti, prodotti da forno, snack dolci e salati.

Per precauzione, si raccomanda di non consumare il prodotto con il termine minimo di conservazione segnalato e restituirlo al punto vendita d’acquisto entro il 14/12/2020. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’azienda al numero 0471 086910 oppure all’indirizzo e-mail info@ceaitalia.com

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 147 richiami, per un totale di 177 prodotti, e 5 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

Aggiornamento del 25 novembre 2011: all’articolo sono stati aggiunti i supermercati Coop e altri due lotti precedentemente non segnalati, resi noti da quest’ultima catena.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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