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Cozze e tris di mare Marinsieme richiamate per la presenza di biotossine algali DSP. Ma tutti i lotti sono già scaduti…

cozze tris di mare marinsiemeIl ministero della Salute ha diffuso l’avviso di richiamo di diversi lotti di cozze e di tris di mare a marchio Marinsieme per la presenza di biotossine algali di tipo DSP (Diarrhetic shellfish poisoning). I prodotti interessati sono venduti in reti da 1 kg con i seguenti numeri di lotto e scadenze, tutte già passate da 8-10 giorni:

  • Lotto 59433 con scadenza 10/09/2019
  • Lotti 59443 e 59459 con scadenza 11/09/2019
  • Lotto 59465 e 59510 con scadenza 12/09/2019
modello richiamo marinsieme cozze tris mare
L’avviso di richiamo delle cozze e del tris di mare è stato diffuso anche dall’azienda (clicca sull’immagine per ingrandire)

I frutti di mare richiamati sono stati prodotti da M.Gi.B. Srl nello stabilimento di via dell’Artigianato 20, a Bosco Mesola in provincia di Ferrara (marchio di identificazione IT 467 CE).

Anche Coop ha pubblicato il richiamo delle cozze in rete con il numero di lotto 59459, specificando che sono state vendute nei punti vendita Coop Finale Nuovo, Ipercoop Parma Eurosia, Ipercoop Piacenza Gotico, Ipercoop La Favorita Mantova, Ipercoop L’Ariosto Reggio Emilia e Ipercoop Carpi Borgogioioso.

A scopo precauzionale, si raccomanda ai consumatori che dovessero essere ancora in possesso dei prodotti con i numeri di lotto segnalati di non consumarli e restituirli al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 107 richiami, per un totale di 161 prodotti, e 7 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

Fonte immagine: Lo Sportello dei diritti

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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