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NaturaSì richiama ceci biologici Ecor per soia e senape non dichiarate. Carrefour toglie dagli scaffali i confetti rossi: ma era un errore

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Aggiornamento del 5 febbraio 2020: Carrefour ha ritirato l’avviso di richiamo dei confetti rossi alle mandorle a marchio Confetti Pelino. In un comunicato a Il Fatto Alimentare, la catena di supermercati ha affermato che l’avviso era stato diffuso per errore e che in realtà si trattava dello stesso richiamo pubblicato alla fine di dicembre.

NaturaSì ha richiamato un lotto di ceci biologici Ecor per la presenza degli allergeni soia e senape non dichiarati in etichetta. Il prodotto interessato è venduto in sacchetti da 400 grammi con il termine minimo di conservazione 15/07/2021, che coincide con il numero di lotto.

I ceci biologici richiamati sono stati prodotti per EcorNaturaSì Spa da ILTA Alimentare Spa nello stabilimento di via dell’elettricità 19, a Venezia.

A scopo precauzionale, si raccomanda agli allergici a soia e senape di non consumare i ceci segnalati e restituirli al punto vendita NaturaSì d’acquisto, dove saranno rimborsati o sostituiti.

Carrefour, invece, ha diffuso il richiamo a scopo precauzionale di tutti i lotti e le scadenze dei confetti rossi alle mandorle a marchio Confetti Pelino per una non conformità. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 250 grammi. I confetti sono stati prodotti sono stati prodotti da Mario Pelino Srl nello stabilimento di via Stazione Introdacqua 55 a Sulmona, in provincia dell’Aquila.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 16 richiami, per un totale di 17 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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