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Pesticidi oltre i limiti: richiamati altri due lotti di bacche di goji in vassoio Mainardi Nicola

bacche di goji vassoio mainardi nicolaIl ministero della Salute ha pubblicato il richiamo di altri due lotti di bacche di goji in vassoio da 130 grammi dell’azienda Mainardi Nicola sempre per la presenza di livelli dell’insetticida carbofuran e del fungicida esaconazolo oltre i limiti di legge. I prodotti interessati sono i lotti 191118022 con termine minimo di conservazione 30/11/2020 e 191218069 con Tmc 31/12/2020.

I due nuovi lotti si aggiungono a quelli richiamati in precedenza:

  • Buste da 100 g “Cuor di Frutta”, lotti 190219075 con termine minimo di conservazione 29/02/2020, 190305008 con Tmc 31/03/2020 e 190404070 con Tmc 30/04/2020.
  • Buste da 500 g La Conserviera, lotto 190314045 con Tmc 31/03/2020
  • Buste neutre da 2,5 kg, lotto 190318079 con Tmc 31/03/2020
  • Vassoi da 130 g, lotti 190213019 con Tmc 29/02/2020, 190227031 con Tmc 29/02/2020, 190305021 con Tmc 31/03/2020, 190307093 con Tmc 31/03/2020, 190306017 con Tmc 31/03/2020, 190313049 con Tmc 31/03/2020, 190315013 con Tmc 31/03/2020, 190325111 con Tmc 31/03/2020 e 190401005 con Tmc 30/04/2020.

Le bacche di goji richiamate sono state prodotte dall’azienda Mainardi Nicola Srl nello stabilimento di Lendinara, in provincia di Rovigo.

A scopo precauzionale, si raccomanda di non consumare le bacche di goji con i numeri di lotto segnalati e restituirle al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2020, Il Fatto Alimentare ha segnalato 34 richiami, per un totale di 48 prodotti. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

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