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Conad richiama farina di farro bio Verso Natura per soia non dichiarata. Via dagli scaffali vasetti di aglio olio e peperoncino per corpi estranei

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Aggiornamento del 2 settembre 2019: con quasi un mese di ritardo rispetto alla data di pubblicazione originale (08/08/2019), anche il ministero della Salute ha diffuso il richiamo della farina di farro biologica Verso Natura Conad.

I supermercati Conad hanno richiamato un lotto di farina di farro biologica Verso Natura per la presenza di soia non dichiarata in etichetta. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 400 grammi con il numero di lotto 19091 da consumarsi preferibilmente entro la fine di aprile 2020. La farina di farro richiamata è stata prodotta per Conad dall’azienda Ipafood Srl, nello stabilimento sito nell’area PIP di contrada Taverna Annibale a Frigento, in provincia di Avellino.

A scopo precauzionale, si raccomanda alle persone allergiche alla soia di non consumare la farina con il numero di lotto segnalato e riportarla in qualsiasi punto vendita Conad, dove sarà sostituita o rimborsata. Il prodotto è sicuro per i consumatori che non sono allergici alla soia.

Il ministero della Salute, invece, ha pubblicato il richiamo di alcuni lotti di aglio, olio e peperoncino con i marchi Le Conserve della Nonna, Eccellenze d’Italia e Polli per la possibile presenza di corpi estranei. Anche Unes ha diffuso l’avviso di richiamo del prodotto a marchio Le Conserve della Nonna. Le confezioni interessate hanno le seguenti caratteristiche:

aglio olio peperoncino eccellenze italia conserve nonna polli

  • Le Conserve della Nonna: vasetto da 95 grammi con il numero di lotto LA277 e il termine minimo di conservazione 31/10/2020
  • Eccellenze d’Italia: vasetto da 95 grammi con i numeri di lotto LA277 e La 278, e il termine minimo di conservazione 31/10/2020
  • Polli: vasetto da 185 grammi con il numero di lotto TA239 IDH196, e il termine minimo di conservazione 08/2021.

Le confezioni di aglio, olio e peperoncino con i marchi Le Conserve della Nonna e Eccellenze d’Italia sono state prodotte da Gruppo Fini Spa, nello stabilimento di via Confine 1583 a Ravarino, in provincia di Modena, mentre quelle a marchio Polli sono state realizzate nell’impianto di Fratelli Polli Spa, a Mansummano Terme, in provincia di Pistoia.

In via cautelativa, si raccomanda di non consumare i prodotti con le caratteristiche segnalate e restituirli al punto vendita d’acquisto.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 92 richiami, per un totale di 139 prodotti, e 7 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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