Dalla “malnutrizione nascosta” al microbiota: una dieta equilibrata e ricca di alimenti freschi è fondamentale anche per il benessere mentale.
Il legame tra alimentazione e cervello è sempre più al centro della ricerca scientifica. Ce lo ricorda il libro La mente radiosa, scritto dalla giornalista Eliana Liotta e dalla neuroscienziata Michela Matteoli (edito da Sonzogno), che propone un messaggio chiaro: la mente non è separata dal corpo e il cervello ha bisogno di nutrienti specifici per funzionare bene. Le autrici mettono insieme studi su metabolismo, microbiota e neuroscienze per spiegare come dieta e stile di vita influenzino memoria, concentrazione e umore.
Cervelli ‘malnutriti’
Uno dei concetti chiave – tanto da avere un intero capitolo dedicato – è che oggi molte persone seguono regimi alimentari ricchi di calorie, ma poveri di nutrienti essenziali, in una sorta di ‘malnutrizione nascosta’ che riguarda anche il cervello. Una dieta basata su prodotti ultra processati, zuccheri raffinati e pochi alimenti freschi può contribuire infatti a stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, peggioramento dell’umore e disturbi del sonno. Non è solo una questione di peso, quindi: la qualità della dieta incide direttamente sulle funzioni cognitive.
I nutrienti che servono davvero al cervello
Cosa serve allora al cervello? Quali sono i nutrienti davvero importanti per la salute mentale? Gli omega-3, presenti nel pesce azzurro, nelle noci e nei semi (in particolare quelli di lino), sono essenziali per la struttura delle membrane neuronali, mentre le vitamine del gruppo B, coinvolte nella sintesi dei neurotrasmettitori, si trovano in cereali integrali, legumi e verdure a foglia verde. La vitamina D, carente in una buona fetta della popolazione, oltre a essere importante per la salute delle ossa e ad avere proprietà anti-infiammatorie, è anche legata alla regolazione dell’umore. Infine, gli antiossidanti contenuti nella frutta e nella verdura aiutano a contrastare lo stress ossidativo.
Un intero capitolo è dedicato al microbiota intestinale, il cui rapporto con il cervello è emerso in maniera sempre più prepotente negli ultimi anni. Una dieta ricca di fibre, vegetali e alimenti fermentati, che favorisce un microbiota più equilibrato, potrebbe avere quindi effetti positivi su infiammazione, risposte allo stress e benessere psicologico. Al contrario, un’alimentazione povera di fibre e ricca di cibi industriali può alterare questo equilibrio.
Non solo alimentazione
Chiaramente il cibo che mangiamo non è l’unico fattore determinante per il benessere mentale, che dipende anche da qualità delle relazioni, attività fisica, stimoli cognitivi e gestione dello stress. La mente radiosa propone quindi un approccio integrato: per stare bene mentalmente non basta intervenire solo sulla sfera psicologica, ma è necessario considerare anche ciò che si mette nel piatto. Un messaggio in linea con le evidenze più recenti: alimentazione equilibrata, varietà e riduzione dei cibi ultra processati rappresentano strumenti concreti non solo per la salute fisica, ma anche per quella mentale.
La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita di Eliana Liotta e Michela Matteoli. 2026, Sonzogno. 240 pagine. 18 euro.
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.


