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Torna l’olio di palma negli Oro Saiwa e nei biscotti Plasmon per la mancanza di olio di girasole

olio di palma nello spazio del lottoDiversi lettori ci hanno segnalato cambiamenti nell’etichetta dei biscotti. In molte referenze l’olio di girasole è stato sostituito con altri tipi di olio: palma, colza, soia… (ne avevamo parlato anche qui). Nel caso dei biscotti la sostituzione è stata fatta principalmente con l’olio di palma facendo però quadruplicare la quantità di grassi saturi. Ad esempio negli Oro Saiwa classici, l’apporto è salito da 0,9 grammi per 100 grammi di grassi saturi, a 4,1; per i biscotti Plasmon si è passati da 1,5 a 3,8 grammi. Purtroppo i siti delle aziende, anche le pagine commerciali, non sono stati aggiornati, e presentano ancora l’indicazione “senza olio di palma”. Ecco alcune delle segnalazioni che abbiamo ricevuto in redazione sui biscotti Oro Saiwa e la risposta dell’azienda. A seguire la risposta sui biscotti Plasmon.

Conosco la situazione di crisi riguardo a questo ingrediente, ma volevamo capire perché nel vostro sito non si accenna al cambio di ingrediente e anzi è presente la vecchia ricetta con la tabella nutrizionale da cui emerge che i grassi saturi sono un quarto rispetto ai biscotti con il palma.
– C’è di più, per quanto riguarda l’olio di palma non viene indicato se esiste una certificazione sul rispetto della sostenibilità.
– In un’etichetta la presenza del palma è presente nello spazio dove è inserito il lotto/scadenza (come permesso dalle Misure temporanee eccezionali del Mise). In un’altra etichetta, ancora più recente, nello stesso spazio del lotto/scadenza è segnalata la presenza di un allergene (senape). Perché la presenza di questo allergene non è stato segnalato in evidenza nell’elenco ingredienti.
Un altro lettore ci chiede se prima del 2014, anno in cui è stato obbligatorio indicare il tipo di olio vegetale utilizzato e di conseguenza molte aziende hanno abbandonato il palma per altri oli o per il burro, anche per i vostri biscotti usavate il palma, o se si è sempre usato l’olio di girasole.

Le informazioni presenti sul sito degli Oro Saiwa riguardano confezioni non più presenti in commercio. Quelle sugli scaffali usano olio di palma

Di seguito la risposta di Mondelez

Mondelez international è da sempre attenta alla qualità e alla sicurezza dei propri prodotti. Come sicuramente sapete, Ucraina e Russia producono un ammontare significativo dell’olio di girasole globale, esportandolo nei mercati di tutto il mondo. Essendo stati informati dai nostri fornitori di non essere in grado di continuare a fornirci olio di girasole in maniera continuativa a causa dell’impatto della guerra, abbiamo rivisto le ricette del nostro prodotto Oro Saiwa utilizzando olio di palma proveniente da fonti responsabili e certificate (RSPO), come testimoniato dal nostro Snacking Made Right report 2021.

Oro Saiwa: Oro Saiwa: con l’olio di palma i grassi saturi sono quadruplicati (da 0,9 a 4,1 grammi per 100 grammi)

È nostra intenzione tornare all’olio di girasole al più presto, non appena verrà ristabilita, nei territori coinvolti, una fornitura stabile. Come consentito dalla nota del MISE, in vista dell’adeguamento progressivo delle etichette, abbiamo transitoriamente inserito, con getto di inchiostro, l’indicazione dell’olio di palma in sostituzione dell’olio di girasole. Stiamo progressivamente procedendo all’aggiornamento dei nostri siti internet dei prodotti impattati, scusandoci per eventuali disagi che questo sfasamento può causare.
Relativamente alla discussione sollevata in Italia sulla potenziale presenza di contaminazione crociata da senape di campo nel grano italiano precisiamo che la dichiarazione in etichetta di eventuali contaminazioni crociate sul prodotto finito è volontaria come da Regolamento UE 1169/2011 e quindi deve essere valutata in termini di presenza e probabilità.
Per quanto riguarda Oro Saiwa, prodotto con 100% grano italiano, abbiamo deciso di riportare con getto di inchiostro la dicitura “tracce di senape” nello spazio dedicato alla data di scadenza in attesa dell’ulteriore aggiornamento degli imballaggi, come previsto transitoriamente dalla Raccomandazione del ministero della Salute.

La segnalazione del lettore sui biscotti Plasmon.

Ho notato che nel prodotto “il Biscotto” è tornato come ingrediente l’olio di palma (come da foto in allegato). Volevo una vostra conferma e sapere se, come per molte altre marche, il ritorno al palma è legato alla guerra in Ucraina. Inoltre ci potreste indicare da quando c’è stato questo cambiamento e se avete una stima temporale per ricominciare ad utilizzare il girasole (se nei vostri programmi). L’inserimento del palma è stato fatto anche per altri vostri prodotti oltre “il Biscotto”?

La risposta dell’azienda

A fronte degli ultimi eventi globali che stanno impattando la filiera dell’olio di girasole, si è reso necessario anche per noi prevedere l’impiego dell’olio di palma nella ricetta dei Biscotti Plasmon e aggiornare di conseguenza la lista ingredienti.
Questo ci ha permesso di poter continuare ad assicurare ai nostri piccoli e grandi consumatori la disponibilità del biscotto senza comprometterne il gusto e la qualità.
Selezioniamo infatti l’olio di palma in modo che soddisfi i requisiti di sicurezza che lo rendono idoneo ad essere impiegato in un alimento destinato alla prima infanzia e inoltre utilizziamo olio di palma certificato come sostenibile, nel rispetto degli ecosistemi ad alto valore di conservazione e con origini conosciute: tracciamo infatti tutti i passaggi lungo la catena di fornitura, dalle piantagioni certificate al prodotto finale, evitando il frammischiamento con altri oli di palma non sostenibili.
Confermiamo infine che l’impiego dell’olio di palma riguarda solo “il Biscotto”*.

* L’azienda ha successivamente specificato che la modifica dell’olio “risulta applicabile per tutte le varianti di biscotto Plasmon e ai prodotti a marchio Plasmon che prevedono l’impiego in ricetta dell’ingrediente biscotto”.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Da prodotti “di massa” (tutti quelli di Mondelez, Unilever, ecc..lo sono) non ci si può, certo, aspettare una qualità sopraffina degli ingredienti. Per fortuna, mettono ben in evidenza i loro rispettivi loghi e un cittadino informato, accorto, oserei dire AGGUERRITO può immediatamente fare le proprie considerazione in merito.

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