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Nuvole di drago ai gamberi dalla Cina richiamate per allergeni non dichiarati. Manca anche l’etichettatura in italiano

nuvole di drago gamberiAggiornamento del 6 maggio 2019: il ministero della Salute ha revocato il richiamo delle nuvole di drago in seguito al ritiro della notifica Rasff originale (2019.1081 – #388246).

Aggiornamento del 16 aprile 2019: il ministero della Salute ha diffuso il richiamo di tutti i lotti e tutte le scadenze delle nuvole di drago Dalian New Century Huihong Trading per la presenza di ‘crostacei’ non segnalati in etichetta e per l’assenza di etichettatura in italiano.

Il ministero della Salute ha pubblicato il richiamo di un lotto di nuvole di drago (cracker ai gamberi) a marchio Dalian New Century Huihong Trading per la presenza di allergeni non segnalati in etichetta (crostacei) e perché le istruzioni di utilizzo e conservazione non sono indicate in lingua italiana. L’avviso è stato diffuso anche attraverso il Rasff.

Il prodotto interessato è venduto in scatole da 227 grammi con il numero di lotto HH032 e il termine minimo di conservazione 17/08/2021. Le nuvole di drago richiamate sono state prodotte Dalian New Century Huihong Trading Co. Ltd a Dalian, in Cina, e importate in Italia da Asiantrade Srl, che ha sede in via Keplero 24 a Settimo Milanese, nella città metropolitana di Milano.

Si raccomanda ai soggetti allergici ai crostacei di non consumare il prodotto con il numero di lotto segnalato e di restituirlo al punto vendita d’acquisto. Per i consumatori che non sono affetti da allergie ai crostacei il prodotto è considerato sicuro.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 29 richiami, per un totale di 57 prodotti, e 3 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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