La battaglia sul Nutri-Score è oggettivamente giusta, perché non informi con uno strumento che è simile al bollino che si appone sulle lavatrici. La tabella del Nutri-Score infatti vede indicato con il colore rosso alcuni alimenti cardine della dieta mediterranea, come la pasta, parmigiano e l’olio d’oliva”. Questa frase è stata detta, secondo quanto riportato dall’Ansa, dal ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, intervenendo alla giornata conclusiva della prima Conferenza nazionale sulla nutrizione, al ministero della Salute.

L’aspetto allarmante della dichiarazione non è la presa di posizione del ministro contraria al modello di etichetta a semaforo che presumibilmente sarà adottato in tutta Europa, ma la disinformazione che traspare dalla dichiarazione. Lollobrigida forse è stato informato male dagli esperti del ministero o forse ripete a memoria le frasi bislacche che hanno già ribadito più volte i suoi predecessori e autorevoli esponenti di lobby, associazioni di categorie e di aziende alimentari, senza rendersi conto di quanto siano scorrette e frutto di fantasia.

Tweet lollobrigida

Le fake news del ministro Lollobrigida sul Nutri-Score

Premesso che l’etichetta a semaforo Nutri-Score è molto semplice da capire essendo basata su cinque lettere e cinque colori, c’è da chiedersi come sia possibile che un ministro e i membri del suo staff non sappiano riconoscere i colori. Anche un bambino, guardando l’etichetta di un prodotto venduto in uno dei Paesi che ha già adottato il Nutri-Score, vedrebbe immediatamente che la pasta, l’olio (extravergine immaginiamo) e il Parmigiano non hanno il bollino rosso.

La pasta ha infatti un bollino verde, per l’olio extravergine di oliva giallo, mentre per il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano è arancione. A questi prodotti non è mai stato attribuito un bollino rosso. Per di più, negli ultimi mesi è stata fatta una modifica al metodo di calcolo per cui l’olio extravergine di oliva ha guadagnato una posizione passando da arancione a giallo. È altrettanto difficile pensare a un errore o a una svista del ministro visto che gli stessi concetti sono ribaditi un un Twitter.

Anni di disinformazione

Purtroppo la fake news del bollino rosso sui prodotti principe del made in Italy che verrebbe loro attribuita dell’etichetta a semaforo Nutri-Score va avanti da anni e pochi hanno il coraggio e l’onestà intellettuale di correggere il  tiro. Non c’è quindi da meravigliarsi se anche il ministro si lasci andare a dichiarazione fasulle, scorrette e ingannevoli. L’altra fake news che buona parte degli addetti ai lavori continua a riproporre è che il Nutri-Score penalizza i prodotti della Dieta mediterranea. Non è così. È vero il contrario, come abbiamo scritto qui e come dimostrano numeri difficilmente contestabili.

Etichetta nutri-score A
Gravi le fake news del ministro Lollobrigida sul Nutri- Score

Quando si parla di Nutri-Score le oltre 60 ricerche scientifiche che avvallano l’etichetta francese come il metodo migliore fra quelli proposti per informare meglio il consumatore non contano nulla. Purtroppo in questa vicenda spiccano per assenza i pareri delle Società scientifiche che si occupano di nutrizione. Fino ad ora è scesa in campo solo la Sinu che nella presa di posizione ufficiale,  tesse le lodi del Nutri-Score, salvo poi bocciarlo a favore dell’incomprensibile modello italiano NutrInform Battery basato su “parametri Europei inaccettabili 90 g per gli zuccheri e 6 g per il sale”. Aspettiamo fiduciosi che altre società scientifiche esprimano una loro posizione sul Nutri-Score, convinti che le ricerche condotte da autorevoli istituti internazionali non possano essere ignorate da chi si occupa di scienza.

© Riproduzione riservata Foto: Masaf, Depositphotos

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gianni
gianni
3 Marzo 2023 13:20

Non è decisamente un buon periodo per i dolcificanti: prima l’Oms ha chiaramente detto che non devono essere utilizzati per ridurre il peso. Oggi un nuovo studio pubblicato su Nature punta il dito verso l’eritritolo accusato di essere associato ad un maggior rischio cardiaco.

I demeriti del nutriform non diventano magicamente meriti del nutriscore.
Ogni tanto pensate alle vostre pecche, e il calcolo sugli zuccheri nasconde insidie che erroneamente non considerate.

michele piacentini
michele piacentini
Reply to  gianni
3 Marzo 2023 19:23

Come mai il Nutri-Score sarebbe così sbagliato? Chiedo senza polemica: anche lei è uno di quelli che confronterebbe la Coca-Cola zero con l’olio extravergine di oliva?

Roberto
Roberto
Reply to  michele piacentini
9 Marzo 2023 12:12

Ripeto quello che ho espresso già altre volte in passato rispetto al fatto che ritengo il Nutri-Score sbagliato.

Primo, il confronto tra prodotti “merceologicamente” omogenei non è poi così scontato: certo non confronterei la Coca zero con l’olio di oliva ma di sicuro la confronterei con un’altra bevanda, che so, un succo di frutta. Che però è sbagliato.
Altro esempio: i formaggi. Per l’utente medio il formaggio è formaggio, non sta a distingure tra freschi, semi-stagionati, stagionati ecc. per cui rischia di confrontare 100 g di mozzarella (che se ne mangiano di più) con 100 g di Parmigiano (che se ne mangiano molti meno di 100 g) e pensando così che la mozzarella sia più salutare del Parmigiano.

Secondo, l’algoritmo dei semafori è relativo a 100 g che per moltissimi alimenti è assolutamente inadeguato (sia in difetto sia in eccesso) con il reale consumo, vedi sopra l’esempio del formaggio.

Per questo preferisco il Nutrinform perchè si riferisce alla porzione, ancorchè non ci sia prefetta identità di vedute sul concetto di “porzione”, è comunque più vicino alla realtà rispetto ai 100 g standard.

Franco
Franco
18 Marzo 2023 08:40

Il ministro forse farebbe bella figura al cinema ,prima di fare certe dichiarazioni farebbe bene ad informarsi dagli esperti ..

Sergey
Sergey
18 Marzo 2023 20:02

E’ DEL TUTTO DISINFORMATO,PRIMA DI ESPRIMERE SENTENZE DOVREBBE ALMENO APPROFONDIRE, MA SEMBRA “NATO IMPARATO”, COSA FACEVA PRIMA DI DIVENTARE MINISTRO?… PURTROPPO E’ LA REALTÀ CHE RITROVIAMO IN PARTE DEI MINISTRI ATTUALI.

gianfranco mattioli
gianfranco mattioli
20 Marzo 2023 13:25

OK per il made Italy, ma è vero che il semaforo verde è stato dato ai cibi indicati da Lollobrigida (fritto, pizza, ecc.)?

Valeria Nardi
Reply to  gianfranco mattioli
20 Marzo 2023 16:35

Si tratta di una iper semplificazione. Dipende dagli ingredienti e, a seconda della ricetta, avranno dei diversi punteggi di Nutriscore. E proprio per questo il consumatore potrà, all’interno di un settore omogeneo, scegliere il prodotto più virtuoso. Comunque l’algoritmo è in revisione alla luce dei nuovi studi sui nutrienti e ingredienti.

piergiorgio falcioni
piergiorgio falcioni
20 Marzo 2023 17:03

credo che non siate assolutamente obiettivi questo articolo mi ha profondamente deluso

Valeria Nardi
Reply to  piergiorgio falcioni
21 Marzo 2023 10:02

Gentilissimo Piergiorgio, ci dispiace che l’articolo l’abbia “delusa”. A volte capita. trattiamo molti temi e non possiamo accontentare tutti, né nei contenuti né nelle opinioni. Il Nutri-Score però non lo stiamo trattando come fosse una nostra opinione, ma abbiamo riportato i risultati e i dati di numerosi studi scientifici, quasi un centinaio. Qui trova i riferimenti: https://ilfattoalimentare.it/nutri-score-contro-nutrinform-battery-scienza.html

Luca
Luca
21 Marzo 2023 12:24

Buon giorno , sono agnostico sul NutriScore . Mi sembra che questi sistemi siano stati voluti per aiutare il consumatore medio “ignorante” per non dire di peggio . Ma l’ ignorante non sa distinguere tra il consumo di 100 g di pizza e 100g di olio d’ oliva, e quindi sono poco utili, mentre l’ utente consapevole non ne ha bisogno perché ben informato. Allora aiutiamo si l’ ignorante facendo i confronti ma affianchiamo ai dati ( non sostituire ) la dose raccomandata del prodotto , con relativo punteggio . Ma Soprattutto aiutiamo i consumatori a ragionare e avere una visione d’ insieme. A parte l’ etichetta multicolore conta molto la qualità di 2 prodotti simili : per es. che differenza c’ è tra il pane da 2€ il chilo con un pane da 5-6 € di farina di grado 1 o 2 realizzato con metodi antichi . Hanno sicuramente la stesso voto in etichetta .
Grazie