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Manzotin: ritirato un lotto di carne in scatola per sospetta non conformità microbiologica. Controverso l’esito delle analisi

manzotin lattaIeri 5 maggio è stato ritirato dagli scaffali di tutti i supermercati Coop e Auchan e altre catene un lotto di carne in scatola Manzotin per non conformità microbiologica. Generale Conserve SpA, ha diramato un comunicato invitando a ritirare dai punti vendita le scatolette confezionate nell’astuccio di cartone composto da due  pezzi da 140 grammi. L’azienda precisa che il lotto è stato ritirato “in via precauzionale”, per sospetta non conformità microbiologica. Si tratta  del lotto L130719 con termine minimo di conservazione 31.12.2018. Per capire se nell’armadio della cucina ci sono  scatole del lotto ritirato occorre cercare il codice stampato sul cartoncino e/o sul fondo della lattina.

 

La questione non è chiara – precisa l’azienda –  perché il lotto è stato prodotto il 19 luglio 2013 e in questi due anni non ci sono stati problemi. L’altro elemento da considerare è che l’analisi condotta dall’Istituto zoooprofilattico sperimentale di Caltanissetta indica la presenza di batteri mesofili che non possono essere presenti in una scatoletta sterile oltre alla una presenza di forme vegetative anaerobi solfito riduttori”. Abbiamo contattato l’Istituto Zooprofilattico e ci è stato detto che  la contaminazione microbica è da attribuire a microfratture nella scatoletta di metallo che hanno permesso  prima ai batteri mesofili di riprodursi in modo limitato utilizzando il poco ossigeno presente nella gelatina della carne e poi in un secondo tempo c’è stato lo sviluppo di batterei anaerobici. Si tratta a parer  nostro di una considerazione debole non facilmente giustificabile che desta qualche perplessità. A questo punto c’è da chiedesi se è stata fatta una valutazione del rischio prima di lanciare l’allerta, visto che con questi valori è  improbabile riscontrare un pericolo per la salute.

Per ulteriori chiarimenti chiamare il Servizio consumatori al numero verde 800 03 54 10.

 

Sara Rossi

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

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    A scopo puramente precauzionale è stato da noi disposto il ritiro di un Lotto L130719 di prodotto Piatto pronto di carni bovine in gelatina 140g Manzotin.

    Ciò in quanto a seguito di preliminari analisi di laboratorio è stata riscontrata una sospetta non conformità, tuttora in fase di accertamento definitivo.

    In attesa delle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità, abbiamo disposto il ritiro del prodotto dai punti vendita, a puro scopo precauzionale.

    Precisiamo che si tratta di un solo Lotto e di un solo formato, ma soprattutto che quel lotto è stato prodotto il 19 luglio 2013 e in questi due anni non ci sono stati problemi né segnalazioni.

    Come avete riportato nell’articolo “…c’è da chiedersi se sia stata fatta una valutazione del rischio prima di lanciare l’allerta, visto che con questi valori è improbabile riscontrare un pericolo per la salute”.

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    Nicola Mazzola

    “Disposto il ritiro dai punti vendita (…) del lotto prodotto il 19 luglio DUEMILATREDICI”.

    Piccola considerazione personale: cosa spinge ad acquistare e mangiare carne in scatola di DUE anni prima? una carestia? un’improvvisa moria di bovini e assenza di bistecche? o una guerra termonucleare? mistero…

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    Cristina Pronzato

    Il problema dal punto di vista della sicurezza effettivamente non esiste, ma il consumatore dovrebbe essere informato sulla data di produzione e decidere se acquistare una carne prodotta due anni prima o mangiare qualcosa di più’ “sano”

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    Senza entrare nella vicenda, e senza escludere problemi analitici, le scatolette come queste devono essere – semplificando – sterili. La presenza di batteri mesofili – se fosse collegabile a problemi di processo o di confezioni – è sempre inaccettabile.

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      Ritengo che il Signor Luca abbia colto il problema.
      Che ci sia o meno Clostridium botulinum nella carne in scatola non è l’elemento rilevante ai fini della valutazione del rischio del prodotto.
      Premesso che nella carne in scatola, come ha indicato la stessa azienda che commercializza il prodotto nel comunicato di richiamo, è stata riscontrata una contaminazione microbiologica che non può essere ammessa in un prodotto sterilizzato, risulta irrilevante che il prodotto non abbia causato problemi in precedenza, primo perché non possiamo sapere se ci siano state persone che sono state male, secondo perchè il prodotto può avere subito un trattamento di sterilizzazione inadeguato ma può anche avere avuto un problema di aggraffatura della scatola, come indicato dall’Istituto Zooprofilattico della Sicilia, e quindi di tenuta della stessa. In questa condizione non si può escludere che i problemi di aggraffatura possano aver riguardato il prodotto campionato ed analizzato ma anche altre scatole del medesimo lotto che apparentemente sono normali come potevano apparire anche quelle sottoposte ad analisi.
      Personalmente ritengo che per il lotto di prodotto in questione il rischio potrebbe sussistere!
      Faccio presente che i solfitoriduttori sono Clostridi esattamente come Clostridium botulinum e al medesimo genere appartengono numerosi Clostridi patogeni e non solo il Clostridium botulinum.

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    Non è chiaro se sia stata lanciata l’allerta da parte dell’Istituto di controllo citato. In tal caso si dovrebbe presupporre che l’Istituto, per serietà e professionalità, abbia verificato su un numero significativo di unità campionarie, e non su una singola scatoletta, l’esistenza del problema, e che abbia prove DIMOSTRABILI dell’imperfezione dell’aggraffatura (ci sono metodi precisi e collaudati). anche per escludere un errore analitico e di manipolazione del campione. Bene ha fatto l’Azienda a ritirare cautelativamente il lotto, di cui saranno probabilmente ancora in vendita pochissime quantità, e che , come osservato, in tutto questo tempo avrebbe dato sicuramente qualche problema o sarebbe stato oggetto di segnalazione. La carne in scatola è una “conserva alimentare” con durata molto lunga senza problemi qualitativi. Suggerirei, prima di sparare commenti, di attendere l’esito dei controlli presso l’ISS, perché non sarebbe il primo caso di allerte “affrettate” poi risultate inutili e ” da ritirare”.