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Anche il grillo salta nel piatto! L’Ue approva il terzo insetto da usare nei prodotti alimentari

grillo, farina di grilli in ciotolina bianca e grilli esiccati in paletta

Con l’ultimo provvedimento Ue si torna a parlare di insetti nel piatto. Dopo il via libera alla larva della farina e alla locusta migratoria, il 10 febbraio la Commissione europea ha autorizzato anche la commercializzazione del grillo domestico (Acheta domesticus), scatenando una nuova ondata di commenti indignati o perplessi di chi teme che questi cibi possano minare la presunta centralità della Dieta Mediterranea nel nostro Paese. L’autorizzazione, che per tutte e tre le specie è già vigente in Svizzera dal maggio 2017, entrerà quindi in vigore anche negli Stati membri dell’Unione a partire dal 3 marzo 2022.

L’utilizzo alimentare umano del nuovo insetto è permesso ai sensi del regolamento (Ue) sui cosiddetti Novel Food, che riguarda i prodotti e le sostanze alimentari per i quali nell’Unione europea non è dimostrabile un consumo “significativo” fino al 15 maggio 1997. Secondo l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), nel caso in cui gli insetti vengano nutriti con mangimi attualmente autorizzati, i pericoli microbiologici derivanti dal loro consumo sono prevedibilmente simili a quelli associati ad altre fonti di proteine non trasformate. Resta invece da approfondire il loro potenziale allergenico. Rispetto a questo è in atto la raccomandazione di svolgere ulteriori ricerche e si richiede di apporre sui prodotti dell’indicazione che possono provocare reazioni nelle persone allergiche a crostacei, molluschi e acari. A seguito di una rigorosa valutazione, quindi, già dall’ottobre del 2015 l’Efsa aveva concluso che il consumo di quest’insetto nella sua interezza, congelato o essiccato e in polvere, fosse sicuro per gli usi presentati dalla società richiedente, l’olandese Fair Insects BV.

grillo, tagliatelle fatte con farina di grillo
L’azienda italiana Alia Insect Farm alleva insetti a scopo alimentare ma per il momento non può ancora commercializzare la sua polvere di acheta (cioè di grillo)

Per il momento, è solo quest’azienda a essere stata autorizzata a commercializzare il grillo per uso alimentare umano. La società ha ottenuto l’autorizzazione grazie al ricco dossier presentato che conteneva non solo dati relativi al processo di produzione, ma anche i risultati degli studi di stabilità, del test di solubilità per lo studio relativo alla genotossicità e degli studi sulla digeribilità delle proteine. Oltre a ciò il dossier rimportava i dati analitici sui contaminanti e sui parametri microbiologici, le informazioni sulle vendite e lo studio sulla tossicità cellulare. Adesso l’azienda esercita il diritto di proprietà industriale e l’utilizzo da parte di terzi non è consentito per i prossimi cinque anni. Ciò non impedirà ad altri di presentare una nuova domanda di autorizzazione all’immissione sul mercato dello stesso alimento.

Per chi non ha ancora avuto le autorizzazioni, ma già alleva insetti a scopo alimentare, come l’italiana Alia Insect Farm, il via libera europeo ai concorrenti olandesi può contribuire a far comprendere riferimenti e punti chiave delle regole da applicare, con l’obiettivo di ottenere presto l’autorizzazione. Nel frattempo, nel sito dell’azienda si sottolinea che gli insetti fanno parte già da tempo nella nostra catena alimentare, perché finiscono per essere inclusi nei raccolti ed entrano (accidentalmente; ndr) nei processi di produzione di farine, pasta, salse di pomodoro, cereali per la colazione o di altri cibi confezionati. La stima proposta da Marcel Dicke, che insegna entomologia ed ecologia all’università di Wageningen, nei Paesi Bassi, è che ogni persona possa arrivare a consumare inconsapevolmente fino a mezzo chilo di insetti in un anno. L’intenzione dell’azienda italiana, nata nel 2020, è quella di superare la diffidenza iniziale delle persone, sottolineando che questi alimenti non solo sono ricchi di nutrienti (proteine, minerali, vitamine e una fibra prebiotica chiamata chitina) e hanno un impatto ambientale ridotto rispetto agli allevamenti di animali tradizionali, ma che non sono così distanti dalla nostra esperienza quotidiana, come conferma lo storico uso del colorante rosso cocciniglia.

© Riproduzione riservata; Foto: Depositphotos, Alia Insect Farm

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Roberto La Pira

  Chiara Cammarano

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2 Commenti

  1. Non mi sorprende che gli Olandesi siano promotori nel campo dell’entomologia alimentare. Non avendo alcuna tradizione culinaria loro sono pionieri spregiudicati delle tecniche agricolturali esasperate ed ora anche verso l’allevamento degli insetti.
    I paesi mediterranei da questo punto di vista sono fortemente legati alle ricette tradizionali ed alle tipicità geografiche.
    Mi lascia indifferente che stiamo già mangiando gli insetti, ma continuerò a preferire un piatto di maccheroni ad una porzione di larve della farina.
    Sono curioso di vedere come verranno normati i controlli veterinari sui grilli e gli altri invertebrati che oggi sono normati come parassiti.