Pubblicità ‘La Pesca’ di Esselunga - settembre 2023

Lo spot di Esselunga non mi è piaciuto: è troppo lungo, ha un’impostazione vecchia e veicola una morale conservatrice.” “Io invece l’ho trovato commovente.” Sono queste le voci raccolte in redazione dopo la diffusione del cortometraggio pubblicitario ‘La Pesca’ lanciato la sera del 25 settembre da Esselunga, che ha creato un certo dibattito in rete e anche sui quotidiani.

Lo spot Esselunga e le criticità igieniche

Tutti i pareri sono legittimi, ma vorrei focalizzare l’attenzione su due aspetti che ci hanno stupito. Lo spot, realizzato dall’agenzia Small, è stato girato all’interno del supermercato Esselunga di Via Solari a Milano ma, a dispetto delle politiche di igiene e gestione seguite in modo rigoroso della catena milanese, le immagini mostrano una ‘modalità anomala’ di fare la spesa. Nel filmato la bambina prende una pesca a mani nude, e questo non è certo un comportamento ‘esemplare’, essendo buona abitudine utilizzare i guanti messi a disposizione dei consumatori.

Esselunga la pesca spot -settembre 2023

L’altra scena improbabile è quella della bambina che arriva in cassa e mette la pesca sul nastro trasportatore. Il frutto è senza sacchetto e senza etichetta, per cui la cassiera non ha alcuna possibilità di registrare l’acquisto. In pochi secondi si demoliscono due regole adottate in tutti i supermercati Esselunga. Certo, si dirà, è una licenza artistica del regista francese Rudi Rosenberg che ha voluto raccontare una storia, non certo focalizzata sul semplice acquisto di un frutto. È vero, ma lo spot è firmato da una delle più importanti catene di supermercati italiani, dove le regole sono molto rigide e vengono fatte rispettare con poca flessibilità a tutto il personale e anche ai clienti.

Il valore sociale della pubblicità

Non dimentichiamoci che gli spot sono un modo importantissimo per veicolare i modelli di comportamento. I responsabili della comunicazione di Esselunga forse hanno dimenticato questo aspetto, presi dal desiderio di presentare la storia malinconica di una famiglia di genitori separati, secondo alcuni strizzando l’occhio ai valori del governo in carica. Se questo era l’intento, Esselunga è riuscita a centrare l’obiettivo. Se però voleva promuovere in qualche modo anche la sua insegna, diciamo con molta franchezza che ha fatto qualche errore grossolano di comunicazione. Altre aziende quando mettono al centro della pubblicità e degli spot la famiglia lo fanno meglio e senza sbavature.

© Riproduzione riservata Foto: Esselunga

Siamo un sito di giornalisti indipendenti senza un editore e senza conflitti di interesse. Da 13 anni ci occupiamo di alimenti, etichette, nutrizione, prezzi, allerte e sicurezza. L'accesso al sito è gratuito. Non accettiamo pubblicità di junk food, acqua minerale, bibite zuccherate, integratori, diete. Sostienici anche tu, basta un minuto.

Dona ora

3.2 27 voti
Vota
72 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Antonella Vignati
Antonella Vignati
30 Settembre 2023 20:30

Eh sì, mamma mia, prendere una pesca a mani nude, che comportamento poco esemplare! Ricordo ancora i tempi bui di quando morivamo quotidianamente di peste e lebbra prima dell’avvento di questi provvidenziali ed igienici guanti di plastica di cui il pianeta ha tanto bisogno! Meno male che adesso si muore soffocati dalla plastica e non dalle terribili infezioni di una volta!

AndreaC.
AndreaC.
Reply to  Antonella Vignati
7 Ottobre 2023 13:51

Certo, comportamento poco esemplare. REGOLE
Prova tu a prendere la frutta senza guanti. Ti corrono dietro . Il supermercato non è casa mia. Se ci sono delle regole vanno rispettate, almeno, io le rispetto. Ci sono anche quelli che con guanti o senza assaggiano la frutta, per esempio l’uva,, e poi sputano i semi in giro.

ESSELUNGA è uno dei supermercati che eccede in confezioni. Uno spot del genere, fuorviante, nasconde anche questo aspetto.

Daniela
Daniela
30 Settembre 2023 20:41

Quanta poesia in questo breve spot pubblicitario!
E quanta se ne sarebbe persa se avessero mostrato la bambina che cercava i guantini di plastica e il sacchetto, pesava la pesca, appiccicava l’etichetta sul sacchetto, poi arrivava dal papà, la toglieva dal sacchetto, anzi no, non è igienico… allora toglieva l’etichetta col prezzo dal sacchetto… ops, ma così si strappa… allora mandava il papà a comprarsi una pesca offrendogli la sua carta prepagata… no, sarebbe rimasta in macchina da sola facendo commettere al padre il reato di abbandono di minore… e allora no, niente supermercato, la bambina con la app del suo cell ordinava in e-commerce una pesca da recapitare al papà… uhmmmm.
Eppure si rimpiange ancora Carosello, con Ernesto Calindri seduto in mezzo al traffico (realistico, vero?), con i pirati degli sciroppi che chiedevano “Capitano, lo posso torturare?” (incitazione alla violenza), con quello che saltellava felice perché “la pancia non c’è più” (body shaming!), con la messicana Carmencita o il messicano Miguel (razzismo puro giocato su biechi stereotipi).
Ormai c’è sempre qualcuno che si offende per qualcosa. La tv trasmette violenza pura a tutte le ore, film dove si massacrano di botte, sparano, ammazzano, ma questi non turbano quanto una pesca su un nastro trasportatore.
Lasciate un po’ di licenza poetica, lasciate da parte per un attimo i codici e le aule di tribunale dove far valere i diritti di tutti, della mamma che non fa bella figura a perdere di vista la bambina, della cassiera che non redarguisce a sufficienza la bambina e rischierà il licenziamento, del papà turlupinato dalla menzogna della piccola manipolatrice, della pesca che se ne sta lì in tutto lo spot senza dire niente, lei che pure è l’oggetto di tanta ignominia!
Per un attimo, guardiamo lo spot come se fosse uno spot.

elvira
elvira
Reply to  Daniela
2 Ottobre 2023 11:25

Sono molto d’accordo signora Daniela !!

jess
jess
Reply to  Daniela
2 Ottobre 2023 12:58

Ma il fatto che a farci la “non bella figura”, secondo Lei, sia proprio la madre, non le fa suonare qualche campanello d’allarme?

giova
giova
Reply to  Daniela
2 Ottobre 2023 13:55

la poesia e l’arte in uno spot sono degl’ingredienti…lei farebbe mai il minestrone con due ingredienti?

Roberto
Roberto
Reply to  giova
3 Ottobre 2023 09:37

@giova, non ho capito la sua osservazione…
Io pasta e fagioli la faccio con due ingredienti: pasta e fagioli, perché sono richiesti 2 ingredienti…

Il minestrone lo faccio con più ingredienti perché sono richiesti più ingredienti.

Cosa c’entra tutto ciò con gli spot pubblicitari?

giova
giova
Reply to  Roberto
3 Ottobre 2023 11:09

@Roberto: In una comunicazione pubblicitaria rivolta a tutti, l’arte e la poesia sono degl’ingredienti utili, ma non sufficienti: il contenuto cognitivo, cioè le informazioni trasmesse, è importante; sia quello esplicito, che quello implicito (i modelli comportamentali descritti nell’articolo)

Francesca
Francesca
Reply to  Daniela
3 Ottobre 2023 11:10

GRAZIE, finalmente un commento sensato!

Paolo
Paolo
Reply to  Daniela
8 Ottobre 2023 14:55

Sono perfettamente d’accordo con la Signora Daniela.
Condivido in tutto e per tutto. Per tutto il resto dico solo: bla bla-bla bla bla-bla. Potreste applicarvi a cose più serie, perché à certi livelli di critiche alcuni fanno veramente pena. Peccato, per un sito giornalistico di un certo livello che seguo e stimo da anni, accorgermi di come l’ideologia politica di parte si sovrappone al buon senso comune.
Sono veramente disorientato (da un po’ di tempo in qua)
Cordiali saluti, Paolo

maria luisa gariboldi
maria luisa gariboldi
30 Settembre 2023 21:19

Penoso e stucchevole, di una lunghezza esasperante. Quando l’ho visto, non pensavo fosse una pubblicità, ma ero convinta che la bambina (“Emma”, nome che andava di moda piu di dieci anni fa; ora le femmine delle pubblicità si chiamano tutte “Anna”) fosse autistica, e che fosse una cosiddetta “Pubblicità Progresso”. Buoni sentimenti dozzinali, con una evidente dose di manicheismo. Pessimo. Per fortuna a Roma Esselunga ancora non c’è, o, se c’è, è lontana da casa mia

Andrea
Andrea
Reply to  maria luisa gariboldi
12 Ottobre 2023 09:30

Io ho già mandato una Pec a Esselunga chiedendo, per par condicio, uno spot in cui ci sia la stessa bambina che, insieme alla sua famiglia queer, fa felicemente la spesa.

Gioia
30 Settembre 2023 23:14

Ridicola tutta questa faccenda! La voglia di polemizzare e politicizzare a oltranza. Con tutti i problemi che ci sono in Italia, tirano fuori la pesca, il guanto,il cartellino del prezzo, la cintura di sicurezza, la Meloni..

Alessandro Accebbi
Alessandro Accebbi
1 Ottobre 2023 00:06

Mio Dio, quanti talebani del “politicamente corretto”! Rilassarsi, no? Ora comprendo l’orientamento politico-benpensante de Il Fatto Alimentare, e sono molto stupito che – anche qui – le notizie siano infarcite dalle opinioni personali dei giornalisti, o del loro capo, per così dire… Poco scientifico, per una testata che si occupa di alimentazione. Nessuno si trattiene un po’ dal pontificare. Evidentemente tutti credono di stare su Twitter o su qualche social dove ci si scanna continuamente. Si è cominciato con il COVID, ed ora si polemizza su tutto. Estic…i! Internet continua a fare danni.

Valeria Nardi
Reply to  Alessandro Accebbi
2 Ottobre 2023 11:29

Gentilissimo, per quanto riguarda l’appellativo di “benpensante” lo possiamo attribuire tranquillamente allo spot di Esselunga, e su ogni giornale o quotidiano il direttore (non il capo) esprime, saltuariamente, le sue opinioni in un articolo chiamato “editoriale”. Riguardo alla poca scientificità riteniamo invece di essere gli unici a evidenziare gli aspetti più inerenti all’argomento di cui ci occupiamo: alimentazione e sicurezza alimentare.

giova
giova
Reply to  Alessandro Accebbi
2 Ottobre 2023 14:01

Mi pare un confronto di opinioni legittimo, interessante e produttivo … anche leggendo la varietà dei contributi

AndreaC.
AndreaC.
1 Ottobre 2023 10:21

Infatti. Non faccio la spesa da ESSELUNGA. Le discussioni sullo spot non m’interessano, fa specie che se ne occupino dei poltici; anche a me ha colpito il fatto che la bambina prendesse la pesca SENZA guanti, SENZA metterla nel sacchetto e SENZA nemmeno pesarla . Chi ha fatto lo spot, mi sa non fa la spesa E poi la pesca, ormai è fuori stagione. Lo spot ha avuto successo perché ha sollevato interesse, ma di per sé non mi sembra granché. Triste anche la “spesa” fatta dalla mamma perché è alquanto scarsa, quindi potrei pensare che i prezzi di Esselunga sono cari? Un supermercato di solito mostra carrelli pieni.

Maria Grazia Pogliani
Maria Grazia Pogliani
1 Ottobre 2023 11:07

Concordo pienamente con Roberto La Pira. Certi errori così grossolani non ce li si aspetta da un colosso della comunicazione come Esselunga.
E poi questo rincorrere il mito della famiglia (il mulino bianco, ora Esselunga) anche no.

Francesca
Francesca
1 Ottobre 2023 13:15

È un cortometraggio e, come nelle poesie, può avere regole proprie. Licenze che si possono concedere per creare emozione e per dare enfasi al contenuto più che alla forma.
Badare all’assenza dei guanti (tra l’altro la bimba prende solo quella pesca e non tocca le altre) e non valorizzare invece il progetto che porterà avanti con quel frutto, è superficiale e, a mio parere, serve solo a provare a screditare lo spot da parte di chi non lo ha apprezzato. A maggior ragione sapendo che Esselunga è molto attenta alle regole. La gente lo sa e non si perde in questi cavilli e di certo continuerà ad usare i guanti per prendere frutta e verdura e ad usare la cintura.

giova
giova
Reply to  Francesca
2 Ottobre 2023 14:05

Sa che ” tra l’altro la bimba prende solo quella pesca e non tocca le altre” e’ la giustificazione più frequente dei clienti che non usano i guanti al reparto ortofrutta?

Anna Gagliardi
Anna Gagliardi
1 Ottobre 2023 20:05

Avete perfettamente ragione, poi in agricoltura ci sarebbe moltissimo di cui parlare, al di là della GDO
Vi ringrazio,
Anna Gagliardi

Ivana
Ivana
2 Ottobre 2023 07:52

“secondo alcuni strizzando l’occhio ai valori del governo in carica”? Ma per favore! Quale utilità ha questa frase se non quella di politicizzare qualunque fatto? Sempre Esselunga nel mirino. Ho 70 anni, faccio spesa da sempre presso questo supermercato e continuerò indipendentemente da questo genere di articoli. E chiedo anche: quali sono le “altre aziende che “quando mettono al centro della pubblicità e degli spot la famiglia lo fanno meglio e senza sbavature”? Risposta che comunque non mi interessa in relazione al fatto che sono iscritta alla newsletter del Fatto Quotidiano” non per leggere articoli di questo tenore.

elvira
elvira
2 Ottobre 2023 11:04

Ma quante polemiche assurde, in ogni pubblicità si raccontano storie. Tutti sanno che la frutta si prende con i guanti , è una storia !!!!! Se si pensa che sia uno spot diseducativo , vuol dire che si difetta di fantasia …… Che noia vedere tutto con gli occhi viziati da una politica sterile e faziosa !!!!

Marco
Marco
2 Ottobre 2023 11:05

Non ci ho trovato assolutamente nulla di strano in questo spot. Se le persone si scandalizzano perchè una bambina prende in mano un frutto senza guanti…..”Oddio chissà che epidemie accadranno!”
Il fatto è che siamo diventati ESAGERATI, ogni occasione è buona per fare critiche…..molto spesso inutili, e questo dimostra in cosa si focalizzano le persone, la pesca presa senza guanti è il focus?!!!?!!……..non il sentimento che prova la bambina!

Giovanna Amoruso
Giovanna Amoruso
2 Ottobre 2023 11:28

Ma per favore!!!! Ma anche basta! Allore ponetevi il problema delle regole igieniche a MasterChelf e compagnia per coerenza!

Valeria Nardi
Reply to  Giovanna Amoruso
2 Ottobre 2023 11:54

Infatti ne avevamo parlato! Ecco qui l’articolo: https://ilfattoalimentare.it/masterchef-copricapo-cuochi.html

Elena
Elena
3 Ottobre 2023 11:17

Dio santo ,quanta polemica x un guanto e x altro….si vedono un sacco di anziani nei supermercati che frullano la verdura e la frutta e la girano da tutte le parti x prendere un solo pezzo ma che è il più bello!!!!! Senza guanti,ovviamente!!!!!non parliamo al mercato che toccano tutto a mani nude…. c’è ancora gente che usa il disinfettante senza lavarsi con acqua e sapone….E bastaaaaa…

FHRHA
3 Ottobre 2023 11:32

PER ME NON HA SENSO

alessandra
alessandra
4 Ottobre 2023 09:58

finalmente un commento intelligente a questo spot!

marcella denegri
marcella denegri
8 Ottobre 2023 10:51

Condivido totalmente le critiche “igieniche” del FA.
Il messaggio poi potrebbe essere stato pensato nel 1925, o forse nell’800.

marcella denegri
marcella denegri
8 Ottobre 2023 10:55

Condivido totalmente le critiche igieniche del FA.
Il messaggio poteva essere “adeguato” nel 1920 o, forse nel 1800. Vecchio è fastidioso, lamentevole.
marcella denegri

Salvatore
Salvatore
8 Ottobre 2023 21:23

Ecco il claim del cortometraggio “Non c’è una spesa che non sia importante”!, mi sembra più indirizzato ad un target di millennials alle prese con una certa precarietà affettiva, che alla pubblicità di un reparto ortofrutta efficiente. Il plot twist si comprende più guardandolo dal lato di chi, prima di trovarsi a gestire turni di affido dei figli, vacanze separate, feste e weekend anche in solitudine si sono conosciuti e corteggiati tra le corsie del reparto frutta e magari si può raccontare il divorzio senza cadere nell’emotività a tutti i costi?

enrico boyer
enrico boyer
21 Ottobre 2023 12:32

Tutto giusto dal punto di vista delle “regole” ancora in uso in Italia.
Purtroppo si tratta di regole ormai vecchie ed inutili se non controproducenti.
L’OMS dal Giugno 2020 ha raccomandato di “non usare più i guanti, neanche al supermercato… perché possono aumentare il rischio di infezioni”.
Correttamente Esselunga si è adeguata.