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I ceci in scatola di Ecor NaturaSì sono verdi e gialli? La sorpresa di una lettrice e la risposta dell’azienda

ceciQualche giorno fa ho acquistato presso un punto vendita NaturaSì di Ferrara una confezione di ceci in scatola della marca Ecor. Ho aperto ieri il barattolo e sono rimasta perplessa, perché sono di uno strano colore verde. Anzi sono variegati: in parte del normale colore beige, in parte verdini. Si possono consumare? Come mai hanno questo aspetto? Ho scritto al servizio consumatori e mi hanno risposto come segue.

La differenza di colore e dimensione dei ceci Ecor è la caratteristica distintiva del prodotto. Questa difformità si presenta perché i ceci vengono raccolti e lavorati in giornata. La cottura blocca il loro sviluppo, mantenendo quindi le caratteristiche che si presentano al momento della raccolta.

Per ottenere ceci “uniformi”, in quanto a colore e dimensione, occorrerebbe lasciare seccare la pianta in campo. La lavorazione più diffusa (non “dal fresco”) viene eseguita in modo che ogni baccello arrivi alla fine del ciclo colturale, disidratandosi. Così facendo i ceci, ormai secchi, devono essere reidratati prima di poter essere cotti. Il processo di disidratazione e reidratazione va a discapito della consistenza naturale e delle naturali proprietà organolettiche del prodotto. I prodotti reidratati sono infatti meno “fragranti”, gustosi e profumati del prodotto lavorato dal fresco.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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9 Commenti

  1. Anche a me é successa la stessa cosa ,io ho prima scritto e non ottenendo risposta ho chiamato,mi hanno detto che i ceci utilizzati sono ceci appena raccolti e quindi ci può essere questa variazione di colore, ho preferito non mangiarli!!!

  2. Valeria Balboni

    Gentile Licia,
    la risposta dell’azienda mi pare sensata ed esauriente. Mi è capitato di assaggiarli e mi sono sembrati ceci “normalissimi”, forse più delicati. Quindi, se capita di nuovo, è un peccato buttarli!

    • … concordo, pure a me, la risposta sembra logica ed esauriente, anche se NN sn un esperto del settore.

  3. Siamo talmente abituati alla normalizzazione forzata ed alla standardizzazione degli alimenti confezionati dall’industria, che abbiamo dimenticato che in “campo” la maturazione naturale è progressiva e disuniforme. Quindi meglio prodotto fresco ed irregolare dello standardizzato, magari con un maturante chimico prima della raccolta, come si fa regolarmente con i pomodori convenzionali.

  4. I ceci, come tutti i legumi, affinché maturino una qualità proteica tale da considerarli “alimenti proteici” devono subire il loro naturale processo di disidratazione. Per questo motivo è importante che, anche i legumi pronti in scatola provengano da quelli secchi, reidratati e poi cotti.

    • Morena,
      La tabella nutrizionale dei Ceci Ecor da fresco riporta 5,7g di proteine, che è un valore simile ai Ceci Bio reidratati venduti da altri supermercati (es. Ceci Bio Esselunga). La disidratazione resta un processo in piú.
      Sulla base di cosa afferma che solo i legumi reidratati raggiungerebbero la maturitá proteica?
      Tra l’altro, altri legumi come i piselli sono molto duri se reidratati!

  5. Piselli e fagiolini stessi, se mangiati da confezionamenti surgelati sul campo, sono veramente verdi (tanto da impressionare per la vivezza del colore e sembrare artificiosi).
    Poi ci sono persone che desiderano le uova con il tuorlo bello arancione, ricco di betacarotene additivato al mangime!

  6. roberto pinton

    Il betacarotene viene metabolizzato dalla gallina senza avere utilità nella colorazione del tuorlo.
    Ben più efficaci sono le xantofille, motivo per cui la ricetta dei mangimi per ovaiole non di rado prevede il ricorso a erba medica (disidatrata o in pellet), che ne è ricca.
    Ma si ricorre anche a luteina (estratta dai fiori di tagete), capsantina (ottenuta dalla paprica, dà una nota rossastra anche alla pelle di ovaiole e polli da carne), cantaxantina (prodotta da alghe e batteri, ma anche di sintesi, la si usa pure per salmoni, trote salmonate e affini).

    M’incuriosisce, invece, la tesi di Morena secondo la quale per essere “alimenti proteici” i legumi devono essere prima disidratati e poi reidratati.
    Un alimento è “fonte di proteine” se almeno il 12 % del suo valore energetico è apportato da proteine, è “ad alto contenuto di proteine” se a essere apportato da proteine è almeno il 20 % del valore energetico: se ricostituisco con l’aggiunta d’acqua un legume disidratato, il suo profilo proteico non cambia neanche di una virgola.