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L’Austria non vieta più il glifosato: sbagliata la procedura di notifica alla Commissione europea

pesticidi erbicidi campi agricoltura soiaIl bando al glifosato in Austria non s’ha da fare (per ora). La Cancelliera Brigitte Bierlein ha annunciato che non firmerà la legge che avrebbe stabilito il primo divieto totale in un paese dell’Unione Europea per il controverso erbicida, sospettato di essere cancerogeno. A far infuriare le associazioni ambientaliste però è il motivo: non è stata seguita la giusta procedura di notifica alla Commissione europea. Un errore tecnico, quindi.

La decisione senza precedenti di vietare tutti gli utilizzi del glifosato sul suolo austriaco era arrivata nel luglio di quest’anno, anticipando tutti gli altri paesi europei e la stessa UE, che nel 2017 ha rinnovato per altri cinque anni l’autorizzazione all’uso dell’erbicida sul territorio dell’Unione. Ed era stato lo stesso esecutivo Bierlein, un governo di transizione, ad approvare il divieto che ora viene bloccato perché non è stata seguita la procedura di notifica esplicitamente citata nella legge come condizione per la sua entrata in vigore.

Secondo quanto riportato da Reuters, secondo i sondaggi, la maggioranza dei cittadini austriaci e dei membri del parlamento sono a favore del divieto: l’Austria, infatti, è il paese europeo con la più alta percentuale di superficie agricola dedicata al biologico, oltre a contare molto sui turisti che visitano le sue montagne.

Intanto, in Francia, l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ambientale e dei lavoratori (Anses) ha annunciato che entro il 2020 saranno ritirati dal commercio 36 prodotti a base di glifosato perché non sono stati forniti dati sufficienti per la valutazione del rischio. Entro la fine del prossimo anno, inoltre, sarà completata la revisione di tutti i prodotti che contengono l’erbicida, che saranno ritirati se esistono alternative e non ci sono prove adeguate della loro sicurezza.

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  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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