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Allerta del Ministero: richiamati i dolci Araldi allo Strega perché contengono glutine. Etichetta contraddittoria

araldi allo strega confezione glutineIl 9 dicembre il Ministero della salute ha pubblicato un avviso sul proprio sito internet per il ritiro degli Araldi allo Strega Alberti Benevento (SAB) SpA di Benevento per un problema di allergene. Si tratta di torroni farciti con pan di spagna imbevuto di liquore strega e ricoperti di cioccolato fondente. La stessa azienda a scopo precauzionale, a provveduto al richiamo del prodotto, consegnato da ottobre 2015.

Sull’etichetta degli Araldi è riportata un’indicazione contraddittoria per quanto concerne la presenza di glutine che è evidenziata tra gli ingredienti, ma nella stessa etichetta è riportata erroneamente la dicitura “senza glutine”.

araldi allo strega glutineDa un punto di vista sanitario si tratta di una non conformità con un elevato indice di rischio per i celiaci o coloro i quali presentano un’intolleranza al glutine. Mentre non ci sono problemi per tutte le altre persone che possono consumare senza problemi il dolce. I prodotti ritirati sono confezionati in scatole da 300 grammi (come nella foto) ed in scatole di 4 Kg nonché in monoporzioni da vendersi sfuse.

I codici di prodotto e i lotti coinvolti sono:

Codici prodotto Descrizione Lotti
011104919 Araldi allo Strega x 4 Kg 2805/ 2825/ 2835/ 2865/ 2905/ 2965/ 2975/ 3045/ 3215/ 3305/ 3365
0111049925 Araldi allo Strega 300 g 2805/ 2815/ 2825/ 2925/ 2995/ 3005/ 3065/ 3295/ 3305/ 3365
051000144 Espositore sfuso x 6 di Araldi allo Strega 2955/ 2965/ 2975/ 2995/ 3085/ 3135/ 3145/ 3295/ 3305

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5 Commenti

  1. In un prodotto a base di sola avena è corretto scrivere in etichetta “senza glutine e gluten free”?
    Va bene che il glutine di avena è diverso da quello di altri cereali, ma non mi risulta che sia tollerato da tutti i celiaci.

  2. L’avena di per sè non contiene glutine, ma essendo raccolta, stoccata e lavorata in impianti utilizzati per le analoghe operazioni di cereali che, invece, ne contengono, è facile alla cross-contaminazione.

    Il regolamento (UE) n. 828/2014 indica che “Uno tra i principali fattori che danno adito a preoccupazione è tuttavia l’eventualità che l’avena possa essere contaminata da frumento, segale od orzo durante la raccolta, il trasporto, la conservazione e la lavorazione dei cereali”.

    E’ possibile organizzare, superando alcune complessità tecniche e sopportando maggiori costi, una filiera produttiva di avena con la garanzia gluten free e vantare tale caratteristica, rendendola evidente al consumatore.
    Tant’è che lo stesso regolamento non vieta affatto l’utilizzo dell’ìavena come ingrediente di prodsotti etichettati come “gluten free”, limitandosi a precisare che, in tal caso, “deve essere stata specialmente prodotta, preparata e/o lavorata in modo da evitare una contaminazione da parte del frumento, delle segale, dell’orzo o delle loro varietà incrociate e il suo contenuto di glutine non deve inoltre superare 20 mg/kg”.

    Alcune imprese italiane hanno richiesto e ottenuto dal ministero della Salute l’inserimento di prodotti a base di avena a filiera opportunaente controllata nel Registro Nazionale dei prodotti senza glutine, che li rende rimborsabili dal SSN; altri prodotti a base della stessa avena, pur se non rimborsabili, sono legittimamente proposti come “senza glutine”.

    Oltre che per le possibili corss contaminazioni, l’avena è stata nel passato vista con cautela dai celiaci per il contenuto di avenina, una frazione proteica che si presenta simile a quelle del glutine, ma che si è rivelata ben diversa da queste ed è quindi ora riconosciuta priva di qualsiasi effetto avverso per i celiaci (salvo, ovviamente, che non vi siano specificamente intolleranti, ma non è una condizione abituale).

    La disponibilità di prodotti gluten free a base d’avena migliora in modo sostanziale la varietà della dieta dei celiaci e il suo profilo nutrizionale

    • L’Allegato II del Reg UE 1169/2011 include l’avena nella lista dei cereali contenenti glutine…

  3. Certo, l’avena è nell’allegato II del reg.1169/2011 , ma, come precisa esaurientemente il successivo reg.828/2014, non lo è in base al contenuto naturale di glutine (ne è geneticamente priva), quanto per “l’eventualità che l’avena possa essere contaminata da frumento, segale od orzo durante la raccolta, il trasporto, la conservazione e la lavorazione”.

    Una volta che opportune procedure di autocontrollo, segregazione eccetera consentano di escludere tale eventualità, l’avena torna quel che è in natura, e cioè un cereale geneticamentr privo di glutine, tant’è che il reg.828/2014 autorizza il libero utilizzo nei prodotti classificati “gluten free” di quella “…specialmente prodotta, preparata e/o lavorata in modo da evitare una contaminazione…”.