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Richiamato il formaggio morbido Bisù prodotto in Francia per sospetto E. coli. Allerta alimentare per rischio sindrome emolitico uremica

formaggio francese bisu richiamoSi estende a macchia d’olio l’allerta alimentare per il formaggio francese contaminato dal batterio Escherichia coli O26 preparato con latte crudo bovino. Il prodotto contiene un microrganismo che potrebbe scatenare nei bambini e nei ragazzi la sindrome emolitico uremica con risvolti a volte drammatici. I Paesi coinvolti che hanno diramato l’allarme sono 29  (ultimi gli Stati Uniti). Il motivo è molto serio, per questo le autorità sanitarie sono state avvertite attraverso il sistema di allerta alimentare rapido europeo Rasff e nei diversi paesi sono già in corso le operazioni di ritiro del prodotto dagli scaffali.

In Italia per il momento ad essere coinvolto nel richiamo e nel ritiro è il formaggio morbido Bisù nella confezione da 180 grammi venduto dall’azienda PE.RA Formaggi S.a.S. di Saliceto Cuneo (marchio dello stabilimento FR 26.281.001). I lotti coinvolti sono: 19066, 19087, 19102. Non abbiamo altre informazioni, anche se è possibile che nelle prossime ore l’elenco dei marchi italiani coinvolti possa allungarsi. Per il momento le catene di supermercati italiane non hanno diramato alcun avviso.

formaggio francese bisu etichettaTutto è iniziato ieri (3 aprile 2019) con la pubblicazione da parte del ministero della Salute di un avviso generico riguardante alcuni lotti formaggi francesi Saint Félicien e Saint Marcellin. Il problema è che il caseificio francese Société Fromagerie Alpine à Romans-sur-Isère non vende solo i formaggi con il proprio marchio. La maggior parte della produzione dell’azienda riguarda però formaggi destinati a catene di supermercati come Auchan, Carrefour, Lidl… e a rivenditori sparsi in tutto il mondo venduti con diversi marchi.

I sintomi più frequenti dell’infezione provocata dal batterio E. coli sono forti crampi allo stomaco, vomito e diarrea sanguinolenta. La maggior parte delle persone migliora entro 5-7 giorni. Alcune infezioni causate dall’Escherichia coli di tipo O26 possono avere risvolti gravi e in alcuni casi concludersi con il decesso del paziente. I rischi maggiori li corrono i bambini e i ragazzi fino a 15 anni. I sintomi si possono manifestare al massimo a distanza di 10 giorni dall’assunzione del formaggio.

Si raccomanda ai consumatori che hanno acquistato formaggi a latte crudo francesi di controllare il marchio, il numero di lotto e di stabilimento.

Dal 1° gennaio 2019, Il Fatto Alimentare ha segnalato 43 richiami, per un totale di 75 prodotti, e 3 revoche. Per vedere tutte le notifiche clicca qui.

Per capire come funziona il servizio di allerta alimentare e come viene effettuato il ritiro dei prodotti dai punti vendita leggi il libro “Scaffali in allerta” edito da Il Fatto Alimentare. È l’unico testo pubblicato in Italia che rivela i segreti e le criticità di un sistema che ogni anno riguarda  almeno 1.000 prodotti alimentari. Nel 10-20% dei casi si tratta di prodotti che possono nuocere alla salute dei consumatori, e per questo scatta l’allerta. Il libro di 169 pagine racconta 15 casi di richiami che hanno fatto scalpore. I lettori interessati a ricevere l’ebook, possono fare una donazione libera e ricevere in omaggio il libro in formato pdf  “Scaffali in allerta”, scrivendo in redazione all’indirizzo ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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