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Acqua minerale in vetro, a Firenze esordisce il vuoto a rendere. Gestione onerosa per i supermercati

In Toscana è stata avviata la prima sperimentazione di ritiro automatico delle bottiglie di acqua minerale in vetro (ne avevamo parlato qui). Il progetto è frutto della collaborazione fra i supermercati Unicoop Firenze e Levico Acque, l’azienda trentina di acque minerali che ha sempre imbottigliato nel vetro.
Il sistema si basa su grossi scaffali (AcquaLocker) posizionati all’interno del supermercato in grado di ritirare automaticamente cestelli composti da sei bottiglie. I clienti interessati si registrano con un’apposita app che permette di aprire lo sportello dell’AcquaLocker e inserire il cestello. Alla fine delle operazioni il cliente riceve un buono di importo equivalente alla cauzione versata con il primo acquisto. Si tratta di una novità assoluta in Italia e in gran parte dell’Europa, pensato per superare le difficoltà logistiche collegate al ritiro e alla gestione delle bottiglie di acqua minerale di vetro vuote. Il grande vantaggio del sistema è che non necessita di personale per la gestione e questo ha una valenza importante perché non incide sui costi generali.

Il modello è “simile” a quello degli eco-compattatori installati, dall’inizio del 2022 nei parcheggi di alcuni punti vendita di UniCoop Firenze. Questi contenitori ricevono quotidianamente 3000 bottiglie di acqua minerale in pet, schiacciate e ritirate dal Consorzio Coripet per essere utilizzate nella produzione di nuove bottiglie.

acqua minerale
La gestione della vendita dell’acqua minerale è sempre un problema per i supermercati

Anche se siamo di fronte a realtà da incoraggiare, la verità è che la vendita dell’acqua minerale nei supermercati è da sempre un grosso problema. Siamo di fronte a un prodotto che occupa molto spazio, richiede una grande movimentazione e comporta costi di gestione elevati. Per contro i ricavi e la marginalità sono davvero risicati. In altre parole le catene farebbero volentieri a meno di vendere un prodotto ingombrante, pesante e voluminoso che non garantisce guadagni adeguati rispetto agli altri prodotti sugli scaffali. Per assurdo i supermercati sarebbero i primi promotori di una campagna che invita i consumatori a usare l’acqua del rubinetto riducendo così le vendite di minerale che, pur essendo vendute in tutti i supermercati, sono commercialmente considerate un vero debito.

Luigi Rubinelli

© Riproduzione riservata. Foto: Fotolia

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Buongiorno, forse è una novità in Italia, ma io è da oltre 10 anni che vedo questo sistema in uso in Croazia. Perchè in Italia è tutto difficile ed oneroso, mentre in altri paesi (anche meno all’avanguardia) è la normalità???

    Grazie per la possibilità di esprimere un parere e buona giornata.

  2. Una nota “catena” di supermercati di alimenti biologici ha installato da anni dei distributori di acqua trattata. Potrebbe essere una nuova modalità …

  3. In AltoAdige da una vita si compra acqua in vetro con il sistema dei vuoti a rendere (possibilità presente in supermercati di tutte le metrature, anche punti vendita molto piccoli) e non solo acqua ma soprattutto (ovviamente) l’onnipresente birra a colpi di cassette da 24 bottiglie. Fattibile da sempre, e francamente non credo sia un sistema in perdita.

    • Un luogo … speciale: se le mie fonti sono attendibili, già nel 1964 – oltre mezzo secolo fa – facevano la raccolta differenziata della frazione umida dei rifiuti!

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