Diverse catene di supermercati hanno segnalato il richiamo delle uova da allevamento all’aperto AIA e Selex per rischio microbiologico, mentre il Ministero della Salute ha diffuso quello di un altro marchio di riso Carnaroli con pesticidi.
Il richiamo delle uova AIA e Selex
I supermercati Coop, Gros Cidac, Iper e Italmark hanno pubblicato il richiamo da parte del produttore di un lotto di uova Ariaperta AIA. Mercatò, invece, ha segnalato il richiamo delle uova da allevamento all’aperto a marchio Selex. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza di un rischio microbiologico dovuto a Salmonella enteritidis. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 4 uova (solo AIA) e 6 uova con il numero di lotto 1IT040VR006 e la data di scadenza 04/08/2026.
L’azienda Agricola TreValli Società Cooperativa (Gruppo AIA-Veronesi) ha prodotto tutte le uova richiamate. Lo stabilimento di produzione si trova in Aeroporto 18, a Caselle di Sommacampagna, in provincia di Verona (marchio di identificazione IT Q8C3N).
Coop fa sapere che il provvedimento interessa solo alcuni punti vendita dell’Umbria e del Piemonte. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il numero verde di Agricola TreValli 800 905 232.
Il richiamo del riso Carnaroli
Il Ministero della Salute, invece, ha diffuso il richiamo da parte del produttore di due lotti di riso Carnaroli a marchio Riseria di Morano. La ragione indicata è la presenza dell’insetticida tetrametrina oltre i limiti di legge. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 1 kg, 5 kg e 25 kg, con il numero di lotto 13023036 e il termine minimo di conservazione (TMC) 31/10/2027, e in confezioni da 1 kg con il numero di lotto 13022036 e il termine minimo di conservazione (TMC) 31/03/2027.
L’azienda Riseria di Morano snc ha prodotto il riso Carnaroli richiamato. Lo stabilimento di produzione si trova in viale Stazione 3, a Morano sul Po, in provincia di Alessandria.
In precedenza, il Ministero aveva segnalato anche il richiamo di un lotto di riso Carnaroli a marchio Tenca Colombo & C., prodotto da Riseria di Morano, sempre per la presenza di tetrametrina oltre i limiti (leggi qui l’articolo sul precedente richiamo di riso Carnaroli).
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 146 richiami e ritiri, per un totale di 372 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos (copertina), Iper, Mercatò, Ministero della Salute
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.








Ma le galline all’aperto mangiano gli stessi mangimi dellintensivo? Che vuol dire all’aperto x loro? Che stanchezza dover leggere sempre ste notizie, io sono vegana quindi non mi riguarda personalmente però vorrei capire sta salmonella da cosa si prende? Grazie mille per la Vs dedizione vi abbraccio Rosanna
La dieta base è identica a quella degli allevamenti al chiuso (cereali e soia), ma razzolando all’aperto le galline la integrano spontaneamente con erba e insetti.
Per legge (codice 1 sul guscio) hanno accesso diurno a un terreno con vegetazione (almeno 4 mq a gallina), mentre la notte rientrano al coperto nei capannoni per dormire e deporre.
La Salmonella è un batterio intestinale. Può contaminare il guscio dall’esterno tramite le feci o finire dentro l’uovo prima della formazione del guscio se la gallina è infetta. Può essere portata in allevamento da uccelli selvatici, roditori o mangimi contaminati.
Per il riso ce lo possiamo aspettare visto da dove viene ma le uova che siano deposte in gabbia o a terra o all’aperto sono sempre troppo affollate per non scappare ai controlli delle depositanti!