Si allarga il richiamo del mais per popcorn biologico per rischio chimico. Il Ministero della Salute ha segnalato infatti il richiamo da parte del produttore di un lotto di mais per popcorn a marchio Probios. Anche in questo caso il motivo indicato è la presenza di alcaloidi tropanici oltre i limiti consentiti. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 400 grammi, con il numero di lotto L60183 con i termini minimi di conservazione (TMC) 27/03/2028 e 18/06/2028.
L’azienda BMS Srl ha prodotto il mais per popcorn richiamato per Healtion Srl Società Benefit. Lo stabilimento di produzione si trova in via Sandro Pertini 103, a Spoleto, in provincia di Perugia.
La stessa azienda ha prodotto anche il mais per popcorn a marchio Fior di Loto richiamato sempre per presenza di concentrazioni di alcaloidi tropanici oltre i limiti (leggi qui l’articolo sul richiamo del prodotto a marchio Fior di Loto).
A scopo precauzionale, l’azienda raccomanda di non consumare il mais per popcorn con il numero di lotto e i termini minimi di conservazione sopra indicati. Le consumatrici e i consumatori eventualmente in possesso del prodotto richiamato possono restituirlo al punto vendita d’acquisto.
Dal primo gennaio 2026 Il Fatto Alimentare ha segnalato 188 richiami e ritiri, per un totale di 436 prodotti di aziende e marchi differenti. Clicca qui per vedere tutti gli avvisi di richiamo, i ritiri e le revoche.
© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos (copertina), Ministero della Salute
Redattrice de Il Fatto Alimentare e responsabile del ‘servizio alert’






E anche in questo ritiro non viene specificato l’origine del Mais ? Come Mai ?
Il mais è italiano, si può leggere sulla confezione.
E’ proprio pro-vita non c’è che dire!
Bene , se il mais è italiano , sarà facile risalire a chi lo ha prodotto e sanzionarlo (severamente) per aver immesso sul mercato un prodotto senza averlo prima controllato .
Il prodotto è proposto sotto un marchio commerciale diverso da quello segnalato con la notizia di ieri (https://ilfattoalimentare.it/richiamo-mais-per-popcorn-bio.html), ma com’è correttamemnte indicato, è confezionato dalla stessa azienda, che confeziona per più marchi commerciali.
La coincidenza temporale dei due ritiri da parte degli operatori loro malgrado coinvolti fa ritenere che non si tratti di una non conformità diffusa, ma di un unico lotto in entrata frazionato dal confezionatore in due sub lotti.
Cosa sono gli alcaloidi tropanici? Si possono trovare anche nella farina di mais? Si formano prima o durante la trasformazione? O nella confezione e in magazzino? Sono rilevabili prima dell’immissione in commercio o si possono formare nella credenza di casa?
Scusate la mia ignoranza ma, nonostante il prof. Umberto Veronesi considerasse la farina di mais pericolosa per la salute, io ne consumo.
Gli alcaloidi tropanici sono sostanze tossiche prodotte naturalmente da alcune piante infestanti (come lo stramonio) per difendersi dai predatori. Possono finire nel mais e nelle sue farine solo per una contaminazione accidentale in campo durante la raccolta, se le infestanti crescono tra le spighe. Non si formano quindi mai durante la trasformazione, nei magazzini o nella credenza di casa, né sono frutto di cattiva conservazione (a differenza delle micotossine, che possono svilupparsi anche in seguito a una cattiva conservazione e all’umidità). Le aziende e gli organismi di controllo effettuano analisi prima dell’immissione in commercio e, se un lotto supera i severi limiti fissati dall’Unione Europea, scatta subito il richiamo. Non c’è motivo di allarmarsi o rinunciare alla farina di mais per i consumi ordinari.