ristorante giapponese sushi pesce Depositphotos_765408530_XL

Coperto e servizio sono sempre giustificati? Si può chiedere l’acqua del rubinetto? Tra abitudini discutibili e diritti poco conosciuti, ecco cosa è lecito pretendere al ristorante e quali comportamenti creano problemi.

Dal coperto all’acqua, fino alle lamentele fatte il giorno dopo sui social: sedersi al ristorante sembra un gesto semplice, ma spesso genera equivoci e tensioni. Il problema è che si confondono due piani diversi: da una parte i diritti del cliente, dall’altra il buonsenso necessario per far funzionare il servizio. Fare chiarezza aiuta a evitare abusi, ma anche comportamenti scorretti che ricadono su chi lavora.

I diritti dei clienti

Coperto, servizio al ristorante
Il coperto non è una “tassa sul pane”, ma copre una serie di costi (tovagliato, mise en place, pane). Il servizio, quando indicato, remunera il lavoro della sala. Questo non significa che qualsiasi cifra sia giustificata: deve esserci coerenza con il livello del locale. Non è raro imbattersi in ristoranti in cui il coperto oscilla fra 3 e 4 euro anche se sul tavolo c’è una tovaglietta con le posate e il tovagliolo di carta.

Acqua del rubinetto
Se l’acqua è potabile, il cliente può chiedere acqua del rubinetto o in caraffa. Imporre solo acqua in bottiglia, senza alternative, è una pratica discutibile e sempre più contestata.

Pesce allevato o pescato? Meglio chiederlo
Non tutto il pesce è uguale e, soprattutto, non tutto è ‘pescato’. In genere branzini e orate sono nella maggior parte dei casi di allevamento, anche quando non viene detto chiaramente. Non c’è nulla di illegale, ma è un’informazione rilevante: cambia il prezzo, il sapore e anche l’aspettativa del cliente. Allo stesso modo, non bisogna stupirsi se il ‘vero’ pescato del giorno è limitato o più costoso: è il segno di una disponibilità reale e non standardizzata. Chiedere se il pesce è allevato o pescato è un diritto, così come sapere se la macedonia è di frutta fresca.

Il pollo non è tutto uguale
Il valore del pollo dipende dal tempo di crescita. Quello industriale (broiler), allevato in 35-40 giorni, ha carne molto chiara, tenera e poco consistente, che tende a sfaldarsi. Se viene servito un pollo a crescita lenta o ruspante (macellato almeno dopo 70-80 giorni) la carne è più scura, si avverte un tono muscolare deciso e soprattutto ha un sapore più marcato. Se nel piatto trovi una carne ‘molle’ e tenerissima, probabilmente si tratta di un prodotto standard.

Mezzo pollo arrosto su un piatto con pomodorini, insalata e prezzemolo
Si può distinguere un pollo ruspante da un broiler da sapore e consistenza

Trasparenza 
La dicitura “fatto in casa” dovrebbe corrispondere a una reale produzione interna. Se i dolci o altri prodotti provengono da laboratori esterni o dall’industria, sarebbe corretto indicarlo. La qualità non dipende dalla perfezione estetica, ma dalla chiarezza e dagli ingredienti.

Doggy bag 
Portare a casa ciò che non si è consumato è un diritto del cliente, anche se in Italia è una richiesta poco frequente. La cosiddetta doggy bag è  una pratica che riduce lo spreco alimentare e valorizza ciò che è stato già pagato. Il ristorante può organizzarsi come preferisce fornendo contenitori ma non dovrebbe scoraggiare la richiesta. Anche perché sempre più iniziative pubbliche invitano proprio i locali a facilitare questa possibilità.

Cibo portato da casa (torte, vino, ecc.)
Il ristorante può vietare di consumare alimenti portati dall’esterno, come torte di compleanno o bottiglie di vino, salvo accordi specifici. Non è un capriccio: entrano in gioco responsabilità igieniche, gestione del servizio e, nel caso del vino, anche aspetti economici (il cosiddetto “diritto di tappo”, quando previsto).

Cani al ristorante
L’ingresso degli animali domestici non è un diritto automatico: il titolare può decidere se ammetterli o meno per ragioni organizzative o igieniche. Fa eccezione il cane guida per persone non vedenti, che deve essere sempre accettato.

Una coppia seduta al tavolo di un locale o un ristorante con un cane al guinzaglio
L’ingresso dei cani nei ristoranti è a discrezione del ristoratore

I doveri dei clienti (spesso sottovalutati)

Prenotare è un impegno
Quando si prenota un tavolo non presentarsi o cancellare all’ultimo momento non è una semplice scortesia, può essere un danno economico che riguarda non solo il cibo ma anche il servizio e l’organizzazione della serata. Negli ultimi anni si è diffusa anche l’abitudine di prenotare in più ristoranti “per sicurezza”: una pratica comoda per il cliente, ma penalizzante per chi lavora.

La puntualità fa parte del servizio
Arrivare con mezz’ora di ritardo non è neutro: significa mettere in crisi la rotazione dei tavoli, soprattutto nei locali che lavorano su due turni. In questi locali non ha senso irritarsi se, a fine pasto, viene chiesto di liberare il tavolo per la prenotazione successiva visto che in genere la modalità viene comunicata in anticipo.

Se qualcosa non va, dirlo subito è nell’interesse di tutti
Un piatto troppo cotto, freddo, senza sale o comunque poco riuscito va segnalato immediatamente. Così come un vino che sa di tappo. Il personale è lì per risolvere i problemi in tempo reale e non per ricevere critiche il giorno dopo. Quando il problema è oggettivo, il cliente ha pieno diritto a una sostituzione o a non pagare il piatto, ma deve permettere al ristorante di intervenire.

Le recensioni hanno senso solo se sono corrette
Le piattaforme online sono utili, ma andrebbero usate con equilibrio. Scrivere una recensione negativa senza aver detto nulla durante il servizio è poco costruttivo. Ancora meno corretto è lamentarsi mesi dopo. Il feedback utile è quello dato sul momento, quando può ancora servire a migliorare l’esperienza.

Una donna seduta su una panchina consulta la recensione di un ristorante dallo smartphone; concept: recensioni online
Scrivere una recensione negativa senza aver detto nulla durante il servizio è poco costruttivo

Bambini 
Il ristorante non è un parco giochi e non lo è soprattutto per ragioni di sicurezza. Camerieri che si muovono con piatti bollenti e bicchieri rendono pericolosi i passaggi. Lasciare correre i bambini tra i tavoli espone loro e gli altri a rischi evitabili.

Rumore e smartphone
Nessuno pretende di spegnere il telefono, ma esiste una misura. Telefonate in vivavoce, video ad alto volume o tablet usati come babysitter rumorosi alterano l’atmosfera del locale e disturbano gli altri clienti. È una questione di rispetto reciproco, non di regole formali. Allo stesso modo dialogare a voce alta diventa fastidioso. Per contro va detto che nei locali poco insonorizzati il rumore di fondo quando ill ristorante è pieno risulta davvero elevato e impedisce di parlare a bassa voce.

Allergie e diete
Le esigenze alimentari vanno comunicate prima, possibilmente al momento della prenotazione. La cucina ha bisogno di organizzarsi.

Il menu 
È normale chiedere piccoli adattamenti, ma trasformare radicalmente un piatto significa snaturare il lavoro della cucina. Un conto è chiedere di togliere un ingrediente dalla pizza, altro è ordinare una carbonara senza guanciale e con la panna. Non è una variante ma un altro piatto.

Non improvvisarsi camerieri
Il gesto di aiutare sparecchiando può sembrare cortese, ma spesso intralcia il lavoro del personale, che segue procedure precise. Il modo più utile per collaborare è lasciare spazio e non creare confusione.

Il conto 
Lunghe discussioni o conteggi al centesimo, soprattutto nei gruppi, complicano il lavoro. Esistono mille modi per regolare i conti tra amici senza coinvolgere il ristorante. Se serve la fattura, è bene chiederla prima di pagare.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

5 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x