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Scoppia la “guerra dei biscotti” tra Ferrero e Barilla. La nostra campagna contro l’invasione dell’olio di palma all’origine dello “scontro”

bambini dolci biscotti mangiare zuccheri
“Guerra dei biscotti” tra Ferrero e Barilla sull’uso dell’olio di palma

La “guerra dei biscotti” ha preso il via il 27 ottobre 2016 a Milano all’hotel Westin Palace durante l’incontro sull’olio di palma organizzato dalla Ferrero. Il motivo dello scontro è la decisione presa da Barilla di stampare sulle confezioni dei biscotti la frase “senza olio di palma” e di avere promosso una campagna pubblicitaria per fare sapere ai consumatori che i prodotti non contengono più l’olio tropicale (quello, per intenderci, accusato di contenere sostanze cancerogene e responsabile della deforestazione e degli incendi e in Malesia e Indonesia).

La diatriba tra i due giganti dell’alimentare italiano trae origine dalla campagna promossa due anni fa da Il Fatto Alimentare e Gift (Great Italian Food Trade), contro l’invasione dell’olio di palma che allora era presente nel 90% dei prodotti da forno. La nostra intenzione era convincere i principali marchi del settore come: Barilla, Colussi, Galbusera, Pavesi e le catene di supermercati come Esselunga, Carrefour, Coop… a cambiare le ricette. L’operazione è riuscita grazie alla petizione su Change.org che ha raccolto 176 mila firme e un lavoro di informazione supportato da oltre 150 articoli sul nostro sito, arricchiti da interviste e relazioni di specialisti e dagli studi delle agenzie per la sicurezza alimentare europee e dell’Istituto Superiore di Sanità. Alla fine le grandi aziende si sono allineate, tranne Ferrero che all’incontro di Milano ha rigettato tutte le accuse contro l’olio di palma. L’azienda, supportata da un gruppo di esperti, ha reagito contro il “complotto” che ignoti hanno organizzato a suo danno con una campagna pubblicitaria e mediatica a favore dell’olio tropicale.

nutella ferrero olio di palma 2016
Ferrero all’incontro di Milano ha rigettato tutte le accuse contro l’olio di palma

Il sostegno a Ferrero è stato unanime. Oltre all’appoggio del viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, un centinaio di siti e quasi tutti i giornali e i quotidiani hanno riportato la tesi aziendale come se fosse una verità scientifica. Nessuno ha ricordato il conflitto di interessi di Elena Fattore del Mario Negri e di Carlo Agostoni dell’IRCCS Ca Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano, due “scienziati” che hanno presentato relazioni favorevoli al palma dimenticando i loro legami con i promotori del convegno (*) In realtà a Milano Ferrero ha dato il via alla prima “Guerra dei biscotti” italiana, contro un nemico che non è mai stato citato esplicitamente, ma che si può intuire sia Barilla. Durante l’incontro si è parlato sempre di concorrenti che scrivono “senza olio di palma” sulle confezioni dei prodotti screditando in questo modo Ferrero che lo usa in quasi tutte le merendine Kinder e soprattutto nella Nutella in cui rappresenta circa il 20%. Alla base della “guerra dei biscotti” c’è anche il fatto che Barilla, dopo avere sostenuto insieme a Ferrero e a molte altre aziende l’olio di palma con una campagna pubblicitaria costata 10 milioni circa, abbia abbandonato il gruppo. L’azienda di Parma dopo mesi di segreti preparativi a maggio/giugno 2016 comincia a sostituire il palma. La notizia sorprende un po’ tutti, anche perché è affiancata da una campagna pubblicitaria capillare. Questa scelta colpisce Ferrero alle spalle e l’azienda di Alba decide di contrattaccare.

buongrano mulino bianco senza olio di palma
La campagna pubblicitaria capillare di Mulino Bianco

Se dobbiamo valutare l’andamento del contenzioso sulla base delle notizie sui giornali e sui media dobbiamo dire che la mossa di Ferrero ha funzionato, essendo supportata da quasi tutti i media che hanno riportato le tesi senza battere ciglio e senza fare domande scomode. In attesa di nuovi sviluppi e colpi di scena, possiamo solo essere soddisfatti del nostro operato che ha costretto i giganti dell’alimentare italiano e la maggioranza delle altre aziende a sostituire l’olio di palma.  Ferrero resiste, è vero, anche se l’azienda di Alba ha dichiarato di utilizzare un processo produttivo in grado di eliminare quasi del tutto i contaminanti cancerogeni.

Al riguardo riproponiamo le domande che abbiamo rivolto a Ferrero durante l’incontro con i giornalisti che si è tenuto il 27 ottobre a Milano, rimaste senza  riposte.

1) Da quanto tempo la Nutella impiega olio di palma? Prima che olio usava?

2) Da quanto tempo Nutella conosce i problemi dei contaminanti cancerogeni individuati dall’Efsa nell’olio di palma e da quanto tempo usa un olio mitigato con un ridotto tenore di questi residui?

3) Perché Ferrero non diffonde i dati in suo possesso sui contaminanti nella Nutella visto che un test condotto in Germania assolve la crema di nocciole mentre quello realizzato in Svizzera dà un risultato opposto?

(*) Elena Fattore del Mario Negri oltre ad avere ricevuto finanziamenti per lo studio presentato al convegno di Milano organizzato dalla Ferrero, nei 3 anni precedenti ha avuto finanziamenti da AIDEPI , l’associazione di categoria che riunisce le grandi aziende produttrici di prodotti da forno e che ha investito milioni nella campagna a favore dell’olio di palma. Un altro relatore del convegno il pediatra Carlo Agostoni oltre ad essere coautore della ricerca con la Fattore, ha ricevuto per i 3 anni precedenti  questo studio finanziamenti da Soremartec, una società della Ferrero.

Roberto La Pira e Dario Dongo

© Riproduzione riservata

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65 Commenti

  1. @Roberto La Pira

    perdonami Roberto , ma non sono soddisfatto della tua risposta.

    TUTTI GLI OLI SONO RAFFINATI ( solo l’evo non lo è e tra gli altri grassi alimentari direi il burro). puoi spiegare a tutti che TUTTI GLI OLI RAFFINATI PRODUCONO I MEDESIMI CANCEROGENI DEL PALMA?
    Puoi per favore dire che sostituire il palma con un girasole raffinato, ad esempio, vuol dire avere sempre un contenuto di cancerogeni e l’unica cosa che (fortunatamente) diminuisce è la quantità di grassi saturi?
    la battaglia va fatta contro gli oli raffinati non solo contro il palma.

    • Roberto La Pira

      Il pronblema come in tutte le cose è la quantità .Mangiando tutti i giorni prodotti con il palma contaminato che contiene da 10 a 100 volte di più di contaminanti ci possono essere problemi. È quello che evidenzia l’Efsa

  2. @Roberto La Pira

    Non ci siamo Roberto.
    Continui a eludere le mie argomentazioni. Sarò più preciso:
    se togliamo dagli alimenti tutto il palma e lo sostituiamo con olio di girasole ( COME DICI TU RAFFINATO….NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE NON SI USA ALTRO) SIAMO DA CAPO O NO?????
    IO DICO DI SI E LO DICE ANCHE L’EFSA. non hai citato bene il pronunciamento dell’EFSA ( in linea con gli altri enti competenti in materia, ministero , OMS)

    dice l’EFSA: Contaminanti da processo in OLI VEGETASLI e alimenti

    I contaminanti da processo a base di glicerolo presenti nell’olio di palma, MA ANCHE IN ALTRI OLI VEGETALI, nelle margarine e in alcuni prodotti alimentari trasformati, suscitano potenziali problemi di salute per il consumatore medio di tali alimenti di tutte le fasce d’età giovane e per i forti consumatori di tutte le fasce d’età.

    Ovvio che sotto accusa è il Palma , ha il 90 % di ” quota di mercato”…..ma domani sarà il girasole o il mais.

    I GLICIDIL ESTERI ( CANCEROGENI) SONO IN TUTTI GLI OLI VEGETALI RAFFINATI. TUTTI !

    puoi ribadirlo anche tu?

    Buona domenica.

    • Roberto La Pira

      Il problema è la quantità e la dose , anche la diossina è ubiquitaria ma la dose fa il veleno . Essendo il palma ubiquitario e avendo una quantità di contaminanti decine di volte superiore …

    • Va detto che l’Efsa ha espresso un parere su un singolo studio, uno solo, quindi nessuna review, fatta sui topi da laboratorio!! È attendibile? Io dico di no. Abbiamo un organismo diverso dai topi non basta avere un DNA simile perché allora saremmo uguali anche al moscerino della frutta. Questa è una campagna assurda a mio avviso. Ne andrebbe fatta una per ridurre la quantità industriale di zucchero presente negli alimenti. Non siete d’accordo?

  3. Data l’estensione mondiale dell’uso dell’olio di palma, le sue caratteristiche tecnologiche ottimali per taluni prodotti, il suo basso costo grazie anche ad un indice di produttività molto più elevato degli altri olii e con minor produzione per chilo di CO2, e l’approvvigionamento da sistemi di produzione “più idonei” e certificati, immagino che si stiano già sviluppando, o che siano già addirittura in atto tutte le possibili contromisure tecniche (la necessità spinge il progresso, e questo sarà il vero obbiettivo raggiunto dalla campagna “contro”) per ottenere ed utilizzare olio di palma con livelli di contaminanti comparabili, o addirittura inferiori agli altri olii raffinati. A questo punto avremo un olio paragonabile dal punto di vista alimentare al burro, ma con molto minor impatto ambientale.
    Continuerà allora, questa guerra impostata solo in negativo all’olio di palma che pare caratterizzata non solo da buoni propositi, ma anche da prese di posizione aprioristiche ?

  4. qual è la fonte di questo studio svizzero citato nell’articolo?

  5. Appunto,ci sono gli aspetti ambientali da prendere in considerazione e scusate se a qualcuno sembrano trascurabili. Continuo a non trovare nessun valido motivo per usare massicciamente un olio,quello di palma,che non sia unicamente di natura economica. Costa meno degli altri,molto meno,estremamente meno e questo è quello che interessa ai lobbisti dell’industria alimentare. Lo mettono anche nel latte in polvere,che costa 30 e più euro al chilo,PERCHE????
    Avidità,solo pura ricerca del massimo profitto a tutti i costi. Il resto,poco,niente,importa. Foreste rovinate per secoli,fauna scacciata dal loro habitat,criminalità e abusi di ogni tipo. A me basta questo per bocciare definitivamente l’uso del palma. Poi è chiaro che le ragioni dei nutrizionisti,quelli seri e non collusi,sono altrettanto valide.

  6. Adesso Barilla,Colussi,Coop e tanti altri stanno facendo dietro front e forse lo farà anche Ferrero. Questi,gli stessi che anni fa mettevano nei loro prodotti i grassi idrogenati,i peggiori di tutti per la salute,hanno sostituito col palma per pura avidità,perché costa poco,ora pensano di lavarsi la faccia tornando al girasole o al soia o altri migliori,ma più costosi. Lodevole,meglio tardi che mai. Però di una cosa devo ringraziare per tutto questo. Ho imparato a leggere sempre le etichette,così da rendermi conto di cosa mangio (mangiavo) e ad abbandonare quasi del tutto i prodotti da forno e zuccherati.

  7. io non sarei così preoccupato della guerra che Ferrero mette in atto contro suoi concorrenti ex alleati. è un indice di come pian piano i suoi valori di cortisolo e adrenalina stiano elevandosi. prima o poi potrebbero aver bisogno di medicine e/o diversi …”stili di vita”…

  8. io trovo indicativo ed irritante, che una multinazionale come ferrero, a differenza di altri produttori che hanno abbandonato il palma, difenda a spada tratta questo olio addirittura con campagne informative legate alla nutella stessa.
    Penso che abbia un forte interesse finanziario nel commercio di olio di palma e che non sia solo per uso produttivo.
    Ferrero cancellata dalla lista della spesa.

  9. Personalmente non compravo prodotti che contenevano olio di palma, quindi ho ricominciato ad acquistare Barilla e colussi solo dopo che questi avevano deciso di sostituirlo nei loro prodotti. Trovo la campagna pubblicitaria di Ferrero di cattivo gusto oltre che oltraggiosa verso migliaia di consumatori che decidono autonomamente di non comprare prodotti con olio di palma, perché magari oltre che per motivi di benessere fisico puntano ad una salvaguardia dell’ambiente e al mantenimento degli ecosistemi distrutti dalle coltivazioni di palme a scopi industriali. Non saranno i loro spot a convincere la gente che l’olio di palma fa bene, ma si metteranno tutti contro!

  10. Dopo 30 anni, abbandonata per sempre la Nutella. Ciao ciao, Ferrero!

  11. Ho smesso di usare Ferrero e come me molti altri. Perché non passare ai prodotti di altre aziende che ad ogni modo hanno smesso di usare sto olio benedetto?!

  12. Fanny Fioravanti

    Dibattito utile per confermare la scelta fatta (no palma) anche per la deforestazione, ma ora ci fate sapere qualcosa sugli altri raffinati? Grazie

  13. Evidentemente la Gente continua imperterrita ad acquistare prodotti Ferrero e in special modo “nutella”.
    Altrimenti l’azienda avrebbe già convertito la produzione come hanno fatto altri, almeno lo spero.

  14. Rosalia Di Salvo

    Tutti puntano in dito contro Ferrero perché usa olio di Palma (…ecosostenibile …. ) come se biscotti, merendine, fette biscottate fossero fatte solo di quello… MA farina e uova … Da dove Vengono? Come sono stati lavorati? Domande che non interessanti al momento visto che la moda è No Olio di Palma

  15. Mi risulta che Barilla abbia sostituito, in alcuni prodotti, l’olio di palma con l’olio di COLZA. Siamo caduti dalla padella nella brace… E nello stesso momento Barilla fa un figurone!

  16. Intanto le foreste continuano a bruciare … Anche io nel mio piccolo non consumo più Ferrero, anche se a malincuore. In compenso ho scoperto tanti ottimi prodotti di piccole aziende che lavorano in modo molto più etico e attento alla salute dei consumatori e all’ambiente.
    Attenta Ferrero, stai giocando col fuoco …

  17. La Ferrero purtroppo non toglierà mai l’olio di palma dalla Nutella. E’ un prodotto troppo famoso che piace tanto in tutto il mondo e non puo’ permettersi di cambiarlo di una virgola..sarebbe troppo rischioso!
    Anche perche’ in effetti nel momento in cui l’olio viene sostituito un po’ il gusto e la consistenza del prodotto cambiano..l’ho constatato anche coi biscotti del Mulino bianco.
    Per questo motivo continueranno a battersi per rassicurarci che il loro olio di palma e’ il migliore e non dannoso per la salute…a me poco tange…ci sono creme ben piu’ buone della nutella in commercio.

    • ma che vuol dire più buone ti sei posto il problema
      è solo olio di palma è tutti gli altri additivi?
      Mettendo l’oilo di palma servono meno additivi vedi gli antiossidanti per evitare l’irrancidimento degli altri grassi che reagiscono più facilmente con l’OSSIGENO
      Stefano Dr Chimico

  18. Se tornassimo noi a fare i biscotti, sarebbe l’ideale, ma se come me tante altri genitori non hanno tempo c’è sempre l’alternativa della pasticceria/forno “sotto casa” che costa un po’ di più, ma almeno usa ingredienti “umani” senza troppi conservanti ne porcherie industriali. Dove andremo a finire?!!

  19. Due sole considerazioni:
    1) L’olio di Palma è sostanzialmente insapore, gli altri oli molto meno, è questo a creare la differenza di palatabilità. D’latra parte nella Nutella è presente da un periodo relativamente breve e la nutella è da sempre un fenomeno mondiale (ricordate la domanda del giornalista francese a Moretti in ‘caro diario?’). Cosa usavano prima i Ferrero? E siamo proprio sicuri che non sia possibile usare altro?
    2) purtroppo spesso il meglio è nemico del bene. Leggo molti commenti critici sul fatto che si parla solo dell’olio di plama, la moda del momento, e non di altri prodotti potenzialmente dannosi per la salute.
    Personalmente mi limiterei a ringraziare i nostri piccoli eroi del fatto alimentare, senza i quali l’olio di palma non sarebbe mai (e poi mai) diventato ‘la moda del momento’… Da parte mia GRAZIE!

  20. Trovo i prodotti FERRERO in tutti i supermercati, in offerta speciale, soprattutto Nutella. Nella pubblicità scatenata dall’azienda, sui giornali e le tv, grandi e piccoli, si fa l’elogio dell’olio di palma (mentre altre aziende imprimono sui prodotti “senza olio di palma”), ma non viene detto che è un grasso saturo che – come tutti gli altri – può provocare, col tempo e il consumo, danni alle arterie (aterosclerosi), oltre a contenere sostanze potenzialmente cancerogene, come altri grassi raffinati. Dopo 50 anni dal suo impego, finalmente Ferrero ha svelato il “segreto” del successo di Nutella che ha fatto la fortuna dell’azienda, dato il basso costo del palma (da 0,50 a 1 euro al kg).