Home / Pianeta / È iniziata la campagna di Aidepi per dire che l’olio di palma fa bene. Ma 15 catene di supermercati decidono di cambiare le ricette. Avanti con la petizione

È iniziata la campagna di Aidepi per dire che l’olio di palma fa bene. Ma 15 catene di supermercati decidono di cambiare le ricette. Avanti con la petizione

copertina aidepi olio palma
L’Aidepi lancia la sua campagna di comunicazione a favore dell’olio di palma

È iniziata la campagna per convincere milioni di consumatori che l’olio di palma fa bene e non distrugge le foreste. L’operazione è promossa dalle aziende che aderiscono all’associazione  dei produttori  di dolci e prodotti da forno (Aidepi). Il documento utilizza una buona e convincente narrazione per descrivere i vantaggi del grasso tropicale. L’effetto sul mondo dei media è stato quasi immediato e in rete sono apparsi i primi articoli con le tesi dei produttori. Il problema non è questo, ma  la scelta di molti siti di mantenere l’anonimato sulla fonte delle notizie. Secondo le regole del giornalismo quando si riprendono dati e numeri bisogna citare la fonte per fare capire al lettore chi è l’autore. Nei molti articoli sull’olio di palma che riportano i dati presenti nel dossier Aidepi, l’associazione di categoria  non viene mai citata.

 

maglietta palma
Il dossier Aidepi sull’olio  di palma non viene mai citato in molti articoli dove compaiono i dati in modo anonimo

Per restare in tema di trasparenza  va detto che il più importante lavoro scientifico sull’olio di palma citato nel dossier Aidepi sulla salubrità del grasso tropicale, è scaturito da un finanziamento dell’associazione (come viene giustamente scritto in appendice alla pubblicazione). Purtroppo però nelle note a favore del palma questo particolare viene spesso dimenticato .

Per quanto ci riguarda abbiamo già evidenziato in un articolo le lacune e le criticità del documento. Siamo convinti che la vicenda dell’olio di palma  avrà una soluzione positiva solo se continuerà la pressione  dei consumatori con le  firme alla nostra petizione e con le lettere alle aziende. A tutti chiediamo di  fare girare sui social la petizione per raggiungere entro fine mese il traguardo delle 150 mila firme.

Nel frattempo va però detto che 15 catene di supermercati hanno aderito al nostro appello, si tratta di: Coop, Esselunga, Carrefour, Iper, Despar, Primia con i marchi Basko, Poli, Tigros e Iperal, Crai, Ikea, Ld Market, Picard, MD discount, U2.  Alcune  hanno già  sugli scaffali i primi biscotti palma free altre hanno avviato il progetto e dovrebbero concretizzare il cambiamento entro la fine dell’anno.  Si tratta di una lista destinata ad allungarsi

 

 

Firma anche tu la petizione clicca qui abbiamo raggiunto 140 mila firme

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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8 Commenti

  1. info@tecnologoalimentare

    le catene di supermercati a seguito di questi allarmi cambiano le ricette per non perdere quote di mercato, non certo perché sono preoccupati della salute di noi consumatori…

    … il cambio ricetta è un problema che “girano” alle azienda produttrici,
    non si preoccupando minimamente con cosa viene sostituito l’olio di palma.

  2. Non vorrei che al posto del palma ne usano altri peggiori e più calorici

  3. Purtroppo ad oggi le marche più conosciute e diffuse utilizzano oliio di palma.

  4. Io ho deciso di farmi tutto in casa, trovo tutto più buono sicuro perché so quello che faccio ed è molto più diverente. Nonostante tutti in casa mangiamo anche di più siamo calati tutti di peso.

  5. Sarebbe molto utile sapere i nomi dei supermercati che hanno detto no all’Olio di Palma, in questo modo i consumatori potrebbero premiarli andando a comprare da loro. Potete dirci quali sono questi supermercati?

    • Roberto La Pira

      Coop, Esselunga, Carrefour, Iper, Despar, Primia con i marchi Basko, Poli, Tigros e Iperal, Crai, Ikea, Ld Market, Picard, MD discount, U2. Alcune hanno già sugli scaffali i primi biscotti palma free altre hanno avviato il progetto e dovrebbero concretizzare il cambiamento entro la fine dell’anno. Si tratta di una lista destinata ad allungarsi