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Zona bianca, le regole per i ristoranti: via i limiti all’aperto e sei commensali al chiuso. E per i banchetti serve il green pass

Friends toasting red wine at outdoor restaurant bar with open face mask - New normal lifestyle concept with happy people having fun together on warm filter - Focus on afroamerican guyDa lunedì 7 giugno sono sette le Regioni italiane in zona bianca: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna, Umbria e Veneto. E dal 14 giugno è quasi certo che la maggioranza delle Regioni si troverà nell’area con le minori restrizioni: spostamenti liberi, niente coprifuoco e riapertura di tutte le attività. Restano in vigore solo alcune misure di contenimento: è ancora obbligatorio l’uso della mascherina (anche all’aperto) e il rispetto del distanziamento interpersonale.

In particolare ci sono novità per bar e ristoranti. Negli esercizi della ristorazione, non ci sono limiti al numero di commensali all’aperto, ma resta solo il distanziamento di almeno un metro tra i tavoli. Al chiuso invece possono sedere allo stesso tavolo al massimo sei persone, ad eccezione che siano conviventi, come stabilito da un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Senza il coprifuoco, per bar e ristoranti non ci sono nemmeno limiti orari alle attività di servizio al tavolo. Sono consentite senza restrizioni anche la vendita di cibi e bevande da asporto e con consegna a domicilio. In zona gialla, invece, resta il limite di quattro persone per tavolo sia all’aperto che al chiuso, e i limiti orari dettati dal coprifuoco, in vigore dalle 24 alle 5 del mattino, che sarà eliminato il 21 giugno.

In zona bianca sono consentiti i banchetti dopo le cerimonie civili e religiose. Gli invitati, però, devono avere il green pass, che viene rilasciato dopo la vaccinazione (anche dopo la prima dose), la guarigione o con un tampone negativo (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore precedenti. Sono consentiti i buffet, ma il cibo deve essere servito agli invitati dal personale di sala. In alternativa la modalità self-service è ammessa solo in caso di monoporzioni. Le stesse regole saranno in vigore anche in zona gialla a partire dal 15 giugno.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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5 Commenti

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    Anna Maria stopponi

    Buongiorno
    non riesco a capire : per accedere ai banchetti e alle cerimonie ci vuole il green pass ma chi dovrebbe controllare il green pass ? il ristoratore? il prete? c’è una previsione specifica nazionale? in campania la previsione contenuta nell’ordinanza del governatore è stata dichiarata priva di fondamento giuridico

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      Il proprio senso civico… Ma è mai possibile che dobbiamo esser per forza controllati perché già a priori sappiamo che non rispeyyeremo le regole?

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    Giovanni Giuffrè

    Da semplice giornalista ed osservatore delle varie tematiche edite su quotidiani e decreti ufficiali ancora non mi spiego come mai le leggi emanate per proteggerci dal Corona virus si concentrino soltanto sulle mascherine e il lavaggio delle mani.
    Ma se si deve credere a quello che scienziati ed esperti del settore sanitario ci hanno propinato tempo fa non capiamo come possono fare i ristoratori, panifici, pasticcerie, macellerie a distribuire senza alcuna protezione di controllo apparente la loro merce all’ignaro cliente che consuma il tutto o una parte di questi in pochi minuti o alcune ore. Perché gli operatori di questi settori non sono stati monitorati tramite normali tamponi?
    Se è vero che il virus resiste a lungo o meglio per giorni interi sugli indumenti, plastica. carta ecc. chi può proteggere l’ignaro acquirente se un qualsiasi manipolatore del settore alimentare è positivo al Covid 19? È stato legiferato qualche decreto a tale proposito? Purtroppo non mi risulta!

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      Infatti non esiste!

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      Ogni categoria ha i suoi protocolli da rispettare… o così dovrebbe essere. Giusto ieri però in un alimentari mascherine indossate male dai due titolari, nonché una strofinatina al naso mentre serviva al banco… io resto dell’idea che il tracciamento resta indispensabile, forse anche più del vaccino. Davo giusto un’occhiata alle percentuali di copertura e sono rimasta abbastanza delusa.

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