Cosa c’è da sapere in merito a un serio problema che sta mettendo in ginocchio l’olivicoltura salentina? La Xylella fastidiosa è il batterio in grado di provocare il rapido disseccamento degli ulivi e fino a oggi è responsabile dell’abbattimento di oltre duemila specie arboree nel Salento. Quali risposte sono possibili di fronte a emergenze che sembrano non avere soluzioni nell’immediato? Nel video “La Xylella è natura, l’ulivo è cultura” vengono chiariti alcuni aspetti della questione su cui non c’è ancora accordo unanime.
La realizzazione del filmato è a cura di Coltura & Cultura, un sito sostenuto da Bayer CropScience con il patrocinio dell’Associazione Stampa Agroalimentare Italiana (ASA), che attraverso diversi interventi focalizza l’attenzione su come il cibo viene prodotto e come arriva sulle nostre tavole. Sul portale, dedicato a consumatori, professionisti e operatori del settore, si possono trovare libri gratuitamente consultabili e scaricabili, filmati e approfondimenti di esperti, sulle principali colture del nostro Paese.
Protagonista della narrazione è l’agronomo Duccio Caccioni, che in veste di brillante divulgatore ci racconta quali siano i diversi fattori (umani) che hanno permesso a questo batterio di proliferare.
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molto bello e chiaro. sarebbe il caso di farlo girare su canali nazionali.
Mi permetto di aggiungere che sia il caso, nel finale del filmato di evidenziare che il batterio non è presente nelle olive che saranno molite per produrre olio.
Divulgare in modo inappropriato non rende giustizia alla causa.
Cosa centrano i concimi,l’acqua e le potature non effettuate?
La costipazione del terreno,no eh!?
La selvaggia discerbatura con i diserbi,no eh!?
La scrollatura con mezzi meccanici,no eh!?
Quando ero ragazzo, quarant’anni fa , andavo con mio padre in campagna ad assistere alla potatura CICLICA degli ulivi ed alla irrigazione (meno frequente) degli uliveti effettuata da squadre di contadini, in genere 5-6 persone. Oggi quei contadini (se ancora in vita) hanno 80 ANNI (!) e la generazione dei loro figli (la mia) ha scelto di vivere facendo dell’altro.
Mi pare che gli ulivi non si dissetino (piovesse il giusto…) né riescano a sfrondarsi da soli!