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Insalata: un video realizzato da Coltura & Cultura ci spiega perché, sia in busta che sfusa, è un ottimo alimento

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Sul sito di Coltura & Cultura si possono trovare libri gratuitamente consultabili e scaricabili, filmati e approfondimenti

L’insalata è un alimento pregiato, in grado di saziare fornendo pochissime calorie e molti micronutrienti. Variando spesso il tipo si può inserire nella dieta per raggiungere le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate giornalmente dall’Oms.

 

La realizzazione del video è a cura di Coltura & Cultura, un sito sostenuto da Bayer CropScience con il patrocinio dell’Associazione Stampa Agroalimentare Italiana (ASA), che attraverso diversi interventi focalizza l’attenzione su come il cibo viene prodotto e come arriva sulle nostre tavole. Sul portale, dedicato a consumatori, professionisti e operatori del settore, si possono trovare libri gratuitamente consultabili e scaricabili, filmati e approfondimenti di esperti, sulle principali colture del nostro paese.

 

Il video che vi proponiamo si intitola “Il tempo dell’insalata” e spiega come sempre più italiani preferiscano comprare le insalate in busta, così pratiche da aver conquistato il mercato nel giro di pochi anni. Possono però arrivare a costare anche otto volte rispetto al prodotto sfuso, ma permettono di risparmiare tempo ed avere un ottimo prodotto. Protagonista della narrazione è l’agronomo Duccio Caccioni, che in veste di brillante divulgatore ci svela il grande lavoro che c’è dietro, perché non è tutto semplice come sembra.

 

 

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Foto: Thinkstockphotos.it

  Redazione Il Fatto Alimentare

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6 Commenti

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    Oltre al costo di 6-7-8 volte superiore considererei anche l’impatto ambientale nell’acquisto e consumo di “verdura e plastica”. Inoltre credo che, nella maggior parte dei casi, chi non riesce a trovare il tempo per prepararsi un’insalata fresca non riesca neanche a trovare il tempo per uno stile di vita idoneo per “occuparsi di se” e quindi della propria salute. Il messaggio del video, che comunque contiene spunti interessanti, mi pare quindi incompleto, fuorviante e anche un po’ triste.

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      Purtroppo anche acquistando insalata sfusa al supermercato si compra “verdura e plastica”, auspicando la diffusione dei sacchetti in MaterBi o le retine riutilizzabili anche per frutta e verdura sfuse.
      Inoltre le sue considerazioni su tempo e stile di vita sono solo in parte codivisibili; infatti se ho poco tempo a disposizione per mangiare preferisco utilizzarlo seduto a tavola a gustarmi con calma un’insalata in busta piuttosto che mondare e lavare un’insalata e poi divorarla di corsa. Non è solo questione di organizzarsi prima ma anche di imprevisti e ritardi non sempre a noi imputabili.

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      Premesso che ognuno è libero di fare della sua vita quello che vuole (purtroppo senza essere consapevole delle conseguenze), per quanto mi riguarda NON acquisto al supermercato, mondo con tutta calma la verdura che voglio e me la gusto con altrettanta calma. Il fatto è che non c’è alternativa per chi non la vuole o non la sa vedere. Diverso discorso è per l’imprevisto, ma anche qui si potrebbe discutere. Mi stupisco solo del fatto che un blog interessante come questo lasci passare messaggi a mio giudizio poco coerenti. Buona insalata a tutti.

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    Gentile utente, il video dura solo pochi minuti ed è stato realizzato con lo scopo di incuriosire il grande pubblico. Per maggiori informazioni ed approfondimenti sull’argomento la invitiamo a consultare i capitoli del volume “le insalate” della collana Coltura & Cultura. Iscrivendosi al sito ha inoltre la possibilità di scaricare gratuitamente i capitoli. http://www.colturaecultura.it/insalate

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    Grazie del consiglio. Resta però il fatto che, proprio perchè il video dura pochi minuti e la maggior parte delle persone non andrà oltre, spingere e invogliare in qualche modo all’acquisto ed al consumo di verdure pronte in busta non è, secondo il mio modesto parere, un buon messaggio.

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    Condivido l’opinione del mio omonimo sul fatto che ognuno sia libero di investire il proprio tempo libero nel modo che ritiene più opportuno e che spesso appunto gli imprevisti, per definizione non siano prevedibili e un’insalata in busta sia una pratica soluzione.
    Mi rimane una perplessità dal punto di vista della sicurezza: visto che adesso bisogna far bollire le zuppe pronte del banco frigo per il rischio botulino, quali misure adottano queste aziende per le insalate in busta, visto che possono tranquillamente essere veicolo di spore botuliniche le quali, vista la temperatura di conservazione nei banchi della GDO e visto anche il confezionamento in atmosfera protettiva trovano le condizioni ideali per germinare?