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Troppi scandali alimentari negli ultimi mesi in Europa: da Ferrero a Buitoni serve più responsabilità

laboratorio microscopio analisi carne uova mela peperoneIn questi ultimi mesi abbiamo assistito ad alcuni scandali alimentari che dovrebbero fare riflettere le autorità sanitarie europee e anche quelle italiane sul livello di sorveglianza nel settore alimentare. Si inizia con le pizze Buitoni della linea Fraîch’Up (gruppo Nestlé) vendute in Francia (ma non in Italia) vendute dall’inizio dell’anno e contaminate da un ceppo patogeno di Escherichia coli che può provocare la sindrome emolitico-uremica. La contaminazione ha causato 50 ricoveri in ospedale e due morti, prima del ritiro del prodotto da tutto il mercato.

Poi c’è la questione dei cioccolatini Kinder (gruppo Ferrero), legati a un focolaio che ha colpito 150 persone (quasi tutti bambini), molti dei quali finiti in ospedale. In questo caso una possibile contaminazione da Salmonella ha riguardato i prodotti preparati nello stabilimento di Arlon in Belgio e distribuiti in nove Paesi europei compreso il Regno Unito. A seguito degli accertamenti effettuati dalle autorità sanitarie belghe, unitamente alle loro controparti britanniche, europee ed in particolare francesi, l’azienda Ferrero, l‘8 aprile 2022, ha provveduto alla chiusura della fabbrica e al richiamo tutti i prodotti Kinder ad Arlon, indipendentemente dalla loro data di scadenza. Le autorità francesi due giorni fa hanno ancora invitato le persone che hanno consumato le referenze elencate nel richiamo Ferrero che hanno sintomi compatibili con la salmonellosi (disturbi gastrointestinali, febbre entro 72 ore dal consumo), a consultare il proprio medico.

pizza buitoni fraich'up formaggi
La Pizza Buitoni coinvolta nello scandalo alimentare

Questi episodi ricordano l’affare Lactalis di 5 anni fa. Allora si parlava di latte artificiale contaminato da Salmonella, che provocò il ricovero di diversi bambini. La cosa che lascia allibiti è che stiamo parlando di aziende alimentari multinazionali che operano in diversi paesi, considerate dall’opinione pubblica una garanzia di sicurezza, per i doverosi e necessari controlli interni previsti dal sistema di autocontrollo obbligatorio Haccp. In realtà quello che accade tutti i giorni è che aziende grandi, medie e piccole, come pure colossi del mondo alimentare, ritirano prodotti dal mercato perché presentano difetti, hanno problemi di produzione o perché ci sono errori sulle etichette, come la non dichiarazione della presenza di allergeni. Questi errori possono capitare a tutti, e nella maggior parte dei casi non  sono gravi. Diverso è quando i prodotti vengono ritirati per incidenti dovuti alla  cattiva manutenzione degli impianti come lasciano intuire gli episodi recenti di Ferrero e di Lactalis di cinque anni fa, o di errori grossolani come quello di Buitoni, a dimostrazione di un certo lassismo nei controlli che poi provocano degli incidenti seri ai consumatori.

L’unica consolazione è che oggi grazie al sistema di allerta europeo Rasff ogni anno vengono segnalate migliaia di notifiche (3.783 nel 2020, ultimo anno di cui sono disponibili i dati) quasi sempre poco gravi e tutti i cittadini ne possono venire a conoscenza. Quelli che riguardano Italia vengono recensiti da Il Fatto Alimentare e dal nostro archivio risulta che nel 2021 ci sono stati in Italia già 264 richiami per un totale di 481 prodotti.

ferrero
Come individuare i numeri di lotto dei prodotti Kinder Ferrero ritirati in Italia

Cogliamo l’occasione per riportare un aggiornamento diffuso il 12 aprile dalla Ferrero che chiarisce quali sono i prodotti ritirati dal commercio distribuiti in Italia provenienti  dallo stabilimento di Arlon in Belgio. Nella lista non ci sono le uova di Pasqua Kinder che sono tutte  prodotte in Italia e non hanno problemi di sorta.

I prodotti provenienti dallo stabilimento di Arlon (Belgio) e distribuiti in Italia e quindi coinvolti nel richiamo sono Kinder Sorpresa x 6 “Pulcini”, Kinder Sorpresa Maxi 100g “Puffi” e “Miraculous” e Kinder Schoko-Bons 125g e 46g. In un comunicato Ferrero invita i consumatori a controllare se il prodotto acquistato è coinvolto nella campagna di richiamo verificando il lotto sulla confezione (sul retro della confezione e nel caso del prodotto Kinder Sorpresa x 6 «Pulcini» sul singolo Ovetto), come indicato nell’immagine sopra riportata. Ogni prodotto riporta il lotto attraverso un codice che inizia per L. I prodotti da non consumare hanno le diciture evidenziate come in immagine (RZ – LZ – R03 –L03). Chi individua uno di questi codici è invitato a non consumare il prodotto e contattare il Servizio Consumatori compilando il form di contatto presente sul sito https://www.ferrero.it/servizio-consumatori o chiamando il numero verde 800 909690.

© Riproduzione riservata Foto: Ferrero, Buitoni, AdobeStock

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Solo … scandalo? Riporto il significato dal De Mauro:
    Scandalo: turbamento della coscienza o sconvolgimento della sensibilità causato da un comportamento, da un discorso, da un’azione contraria alla morale comune, al decoro, al senso di giustizia: provocare, suscitare scandalo, dare scandalo, la sua condotta è motivo di scandalo
    2. azione, comportamento, discorso che turba la coscienza offendendo la sensibilità e suscitando indignazione e riprovazione.
    E’ evidente che per quanto ci sia senza dubbio un turbamento delle nostre coscienze qui ci si trova di fronte (considerando anche le recenti scoperte con l’olio extravergine d’oliva) a fatti inequivocabili che motivano il turbamento. Fatti che oltre alla moralità aprono degli scenari inquietanti sulle competenze tecniche, sull’intenzionalità di evitare controlli di qualità piuttosto che step processuali necessari a rendere un prodotto NON BUONO O ADDIRITTURA ECCELLENTE ma semplicemente commestibile. L’asservimento delle istituzioni, prone alle potenti multinazionali, compie il resto. Lo si è visto come è stato risolto il caso Prosciuttopoli. La controinformazione andrebbe poi fatta anche nel seguire negli anni gli sviluppi dell’inchiesta. Ma si sa, son o così numerosi i casi che si preferisce parlare dell’ultimo piuttosto che riprendere gli sviluppi di uno di 10 anni prima. Naturalmente, ilfattoalimentare cerca di contrapporsi a questa modalità informativa, ne è stato un esempio Prosciuttopoli. C’è molto da scrivere e da denunciare, e anche noi consumatori non possiamo più esimerci dal fare delle scelte negli acquisti, e anche qui c’è ancora molto da lavorare per sensibilizzare.

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