Centinaia di chili di hamburger surgelati ritirati in hotel e ristoranti di mezza Italia. Coinvolta ancora Bervini, l’azienda dello scandalo della carne scaduta svelato da Report
Il 18 febbraio è stata diramata un’allerta che ha portato al ritiro di centinaia di chili di hamburger venduti da Bervini Primo a ristoranti, osterie, locande e alberghi di cinque regioni (Emilia Romagna, Marche, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia).
Si tratta della stessa azienda di macellazione balzata alle cronache per lo scandalo della carne scaduta e ricongelata segnalato a novembre da Giulia Innocenzi nel programma Report di Rai 3. Le immagini descrivevano il sistema di recupero di carne congelata scaduta da mesi importata da Paesi come Argentina e Uruguay e rivenduta in Italia. Da allora il sipario è sceso sulla vicenda, grazie anche al rifiuto delle autorità sanitarie di fornire informazioni sulle destinazioni, sui clienti e sulle indagini.
Nuova allerta per Bervini
Due giorni fa però scatta un’allerta riferita a lotti di carne commercializzata da Bervini, che devono essere ritirati dal mercato a scopo precauzionale. Il motivo resta un mistero. Si tratta di un’allerta che ha riguardato centinaia di ristoranti, hotel e strutture di ristorazione che hanno acquistato confezioni di hamburger surgelati da 2,4 kg importati dal Canada. Non sappiamo se l’allerta ha interessato altri lotti o altri tipi di carne. La scadenza degli hamburger indica luglio 2026.
Abbiamo chiesto delucidazioni al Ministero che ha ribadito la scarsa disponibilità di Bervini a collaborare per identificare lotti e destinatari. “Tali difficoltà sono riconducibili al fatto che le lavorazioni relative ai lotti oggetto delle notifiche di allerta risultavano effettuate al di fuori del sistema di controllo ufficiale. La progressiva acquisizione di dati ha comunque consentito aggiornamenti successivi e mirati”. Si tratta, prosegue il Ministero, “di lotti sottoposti a blocco sanitario e in parte consumati”.

Indaga la procura
Mentre le indagini della Procura scaturite dalla scandalo di novembre 2025 proseguono, Bervini continua la commercializzazione di carne congelata importata dall’estero, mentre l’attività di lavorazione e sezionamento nei locali dove, secondo il filmato di Report, si ‘rigenerava’ e rietichettava la carne importata è praticamente ferma.
Bervini ha quindi smesso di macellare ma ha continuato l’attività di trading vendendo carne congelata. Per inquadrare bene la situazione, occorre precisare che Bervini è considerata una grande azienda nel settore con un fatturato di quasi 200 milioni l’anno.
L’ATS Val Padana, dopo le puntate di Report, ha sequestrato 180 tonnellate di carne (quasi 1 milione di bistecche da 180 g) e questo fa capire la dimensione dello stock presente nei magazzini. L’altro elemento su cui riflettere è che le autorità non hanno fornito elenchi dei clienti e non hanno ancora spiegato come mai un’attività di questo tipo sia andata avanti per molti mesi senza destare sospetti, considerando che si tratta di un grossa azienda, e perché i controlli sono stati del tutto inefficaci o inesistenti.
Poche notizie
L’amara conclusione della vicenda è che a fronte di uno scandalo enorme che ha investito la filiera, probabilmente buona parte della carne congelata scaduta e rilavorata per mesi in modo illegale da Bervini è stata consumata dagli italiani al ristorante (fatta eccezione per le 180 tonnellate sequestrate).
Inoltre, non è stata diffusa la lista delle centinaia di clienti che hanno utilizzato quella carne. L’allerta di questi giorni non sembra collegata ai lotti visti nel filmato di Report, ma all’attività di commercializzazione che ha comunque coinvolto centinaia di ristoranti, osterie, locande, hotel.
© Riproduzione riservata. Foto: Report Rai

Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



ma non basta cuocere bene la carne? era destinata alla tartare?
Mi chiedevo dove NAS e ATS nel frattempo cosa stessero facendo!!
Ma è stato Detto, su Report, Basta Vedere L’intervista di Giulia Innocenzi,e se ne capisco tante di Cose e Schifezze!
Perché non gli chiudono gli stabilimenti a vita?
Chiuderli no perché i lavoratori rimarrebbero senza lavoro,ma il sequestro e la consegna per la conduzione dello stabilimento ad un altra azienda esperta del settore questo sarebbe un obbligo.
E poi bisognerebbe anche capire perché ATS e NAS fanno i controlli così sporadicamente e sopratutto con il preavviso!!!Se lo stabilimento lavora 7/7 i controlli possono avvenire 7/7 ma all’improvviso.
Ma anche no! Perché dovrei tutelare lavoratori collusi?
Finiamola col perbenismo: vi pare che chi lavora nella filiera della carne non sa che trattamento esegue su quelle carni? Nessuno, dalla lavorazione agli uffici ha mai visto le bolle di accompagnamento?
Perciò anzi, tutti indagati (non accusati, per ora) per concorso in reato! Non esiste che uno ci lavora e non sa neppure cosa fa’!
E nel dubbio: TUTTI a casa e senza sostegno pubblico.
Oppure è ora che parlino!
Quanto riportato nell’articolo sembra evidenziare, ma era già emerso dagli articoli precedenti e dai servizi di Report, che qualche funzionario ha agito “con il freno a mano tirato”…per coprire connivenze o per dare tempo agli amici di sistemare le cose. Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Contro questa gente non dovrebbe configurarsi il reato di “attentato alla salute pubblica”? La contraffazione di alimenti e il conseguente rischio generato per la salute dei consumatori mi sembra che rientrino tra le condotte per cui si applica questa fattispecie di reato.
Basterebbe già la “frode in commercio”
Non si prendono provvedimenti neanche di fronte all’evidenza: siamo allo sbando totale! L’economia a tutti i costi è il nostro dittatore!!
Errore è umano
Ma perseverare è diabolico
quando si chiudera’ definitivamente il BERVINI. Naturalmente tutelando gli operai e gli impiegati ??
Basterebbero 2/3 cose:
– Lo sciopero alimentare, smettere completamente di andare al ristorante, hotel con ristorazione e via dicendo finchè non si fa chiarezza e giustizia.
– Una class action contro queste aziende, anche senza lista dei clienti.
Vista la diffusione di questi prodotti si potrebbe tranquillamente assumere che ognuno di noi ha almeno una volta probabilmente mangiato un loro prodotto. Se vuoi annullare la mia denuncia devi provare che non ho mangiato il tuo prodotto e quindi fornire una prova di vendita/acquisto.
– Dovremmo diventare tutti vegetariani
L’ultima che hai detto: “diventare tutti vegetariani”. E poi, data l’intrinseca dose di malvagità e menefreghismo al dolore delle vacche da latte e dei relativi vitelli, perché no, anche vegani!
Condivido in pieno, lo sfruttamento e le sofferenze degli animali sono ignorati dai più. Basta soddisfare la pancia, di tutto quello che succede prima non ci interessa
Queste cose non dovrebbero succedere, anche se non è sempre possibile controllare tutto. Avanti con giudizio (Manzoni)
Mi piacciono le vostre inchieste: utili e dettagliate
Italian job…
Infatti faccio spesa da chi ha una filiera di rifornimento conosciuta e ceno raramente fuori, ma anche in questo caso da chi so bene come seleziona i prodotti.
Quella carne di Bervini Primo non è frode in commercio (art. 515 c.p.)?
…credete ancora alla Giustizia Italiana Se è per questo su tutte le frodi dei prosciutti DOP andrebbe applicato l’ Articolo 517 quater Codice Penale (Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari)….penale…la giustizia è uguale per tutti..
Scoprire , scoprire, scoprire : insistere a superare le coperture.
mi fa pensare che questa ditta abbia dei gran santi in paradiso, anzi nell’omertosa noncuranza nell’andare in fondo a questa faccenda: ma come si fa a permettere di continuare a vendere carne marcia come se nulla fosse? Un rimedio ci sarebbe: non mangiare carne e diventare vegetariani.
La cane oggetto di allerta non è quella che si vede nel servizio di Report, sono hamburger surgelati importati dal Canada
C’è chi lo ha fatto, da molti anni e con indubbi benefici, (anche nel portafoglio)!